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Commenti
#13
18:17, 22 marzo, 2004
Volentieri. Farò la polvere alla vecchia Suzuki, ci sarà qualche corda da cambiare ...
lotrovassi
#12
17:42, 22 marzo, 2004
Eppure quella è una delle canzoni di Guccini che più prediligo, dr. Lo Trovassi... giusta nostalgia, un tocco di realismo e... me la suonerebbe?
riccionascosto
#11
17:04, 22 marzo, 2004
Mia cara SignorinaSilvani, jazz in sottofondo (Bill Evans è irresistibilmente romantico, soprattutto se opportunamente introdotto con il racconto della sua triste vicenda personale). La chitarra è in soffitta e canto solo -in solitudine- in bicicletta.
lotrovassi
#10
16:42, 22 marzo, 2004
E a quali cantanti è passato, mio dolce Dottor Lotrovassi?
SignorinaSilvani
#9
16:24, 22 marzo, 2004
Visti gli effetti, Le assicuro che da allora non ho più utilizzato Guccini a fini tacchinaggici. E la situazione è immediatamente migliorata.
lotrovassi
#8
16:17, 22 marzo, 2004
Mandrillo
Effe
#7
16:00, 22 marzo, 2004
Mi ricorda "e pensavo dondolato dal vagone/cara amica, il tempo prende, il tempo dà / noi corriamo sempre in una direzione / ma qual sia e che senso abbia / chi lo sa". (a questo punto gran parte del pubblico femminile che aveva invocato chitarra e canzoni si era già addormentato. Correva l'anno 1982).
lotrovassi
#6
11:45, 22 marzo, 2004
Bravo il nipotino mio, proprio bravo.
http://La Nonna
utente anonimo
#5
11:28, 22 marzo, 2004
Concordo per l'eliminazione del che (non osai farlo da sola..)
SignorinaSilvani
#4
11:22, 22 marzo, 2004
Poeta non saprei ma qui a Roma - al Testaccio soprattutto - trovi sempre qualche macellaio che mentre ti serve, canta: " Binariooo triste e sooolitariooooooo..........."
utente anonimo
#3
11:19, 22 marzo, 2004
Beh, addirittura. Ma, vista così, mi determino a togliere il "che" dalla terzultima riga
Effe
#2
11:18, 22 marzo, 2004
Che bello questo treno pieno di finestrini gialli e di poeti che cantano.
sphera
#1
11:08, 22 marzo, 2004
Forse null'altro porta
così distante l'anima
quanto la corsa
d'un notturno treno
che per un istante
- se anche breve -
rimuove l'immobile
sottofondo urbano.
E dietro ogni finestrino
illuminato,
un Poeta che canta
la cadenza duale
del binario.
SignorinaSilvani
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