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Commenti
#5
19:11, 07 maggio, 2008
"La mia libertà finisce dove inizia la vostra" [Martin Luther King]
Ciao mitica, un caro abbraccio rosso
Giuseppe
WebLogin
#4
17:17, 06 maggio, 2008
"La libertà consistente nell'assenza di vincoli si trasforma in libertà di porsi vincoli, di autodeterminarsi"
Peccato che l'uomo non ne sia capace...
FrancaFranca
#3
10:58, 06 maggio, 2008
non so se centro esattamente il discorso, cmq ti dico la mia.
io non amo molto il termine di "giustizia sociale",
mi piacerebbe di più qualcosa tipo auto-emancipazione solidale.
Cmq da un punto di vista prettamente politico,
la miglior sintesi tra giustizia sociale e libertà, credo l'abbia data Rosselli .
“Considerato nel suo senso sostanziale e giudicato nei suoi risultati, il socialismo – in quanto movimento dell' emancipazioni concreta del proletariato – è un liberalismo in azione, è la libertà che si elabora per gli umili.
Il socialismo dice: il riconoscimento astratto della libertà di coscienze e delle libertà politiche a tutti gli uomini, se rappresenta un momento essenziale nello sviluppo dell'umanità, ha tuttavia un valore ben relativa quando, per condizioni intrinseche o d'ambiente , a causa della miseria morale o materiale, la maggior parte degli uomini non sia messa in grado di apprezzarne il significato e di servirsene in modo concreto. La libertà è pura fantasia e non esiste per l'individuo, quando non è accompagnata e sorretta da un minimo di autonomia economica. In tali condizioni, l'individuo è schiavo della sua miseria; è umiliato dal suo asservimento e la vita non potrebbe offrirgli che una lusinga e un aspetto: quello materiale. L'individuo è libero di diritto e chiavo di fatto. Il sentimento di questo asservimento diviene più duro e più ironico dal momento in cui lo schiavo di fatto prende coscienza della sua libertà di diritto e degli ostacoli che la società gli oppone per realizzarla.
La società moderna – prosegue il socialista – era piena di tali individui al momento della nascita del socialismo. Essi rappresentano ancor oggi, in regime capitalista, una gran parte della classe operaia, priva di ogni partecipazione alla direzione della produzione, di ogni sentimento della propria dignità e della propria responsabilità in materia di lavoro.
In nome dunque della libertà, per assicurare una libertà a tutti gli uomini e non soltanto a una minoranza privilegiata, i socialisti reclamano la fine dei privilegi borghesi. In nome della libertà, chiedono una più giusta distribuzione delle ricchezze e l'assicurazione per tutti d'una vita degna di questo nome. In nome della libertà parlano della sostituzione del principio egoista nella direzione della vita sociale con il principio collettivo.” [Carlo Rosselli – Socialismo liberale]
filomenoviscido
#2
23:16, 05 maggio, 2008
@Artemisia, fortunatamente non ho il tempo di arrabbiarmi... appena posso scrivo un post... peggio di quanto immaginassi (questa terza repubblica)
Tisbe
#1
23:04, 05 maggio, 2008
ma hai sentito cos' ha detto Fini oggi?? Cose da pazzi!
Artemisia3000
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Siate brevi e siate educati...
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