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Commenti
#9  
10:01, 27 maggio, 2008

salute, picatrixiani!
:-)
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#8  
09:48, 26 maggio, 2008

Cara Lilian, bentornata su questi schermi. L'intento di questo post, spero si capisca, non è quello di fare polemiche o di risvegliare vecchi rancori sopiti. Quello che è importante, secondo il mio modesto parere, è che bisogna conoscere le proprie origini e il vero svolgimento dei fatti prima di pretendere che lo conoscano gli altri. Per combattere l'arroganza del Potere, dell'Ignoranza, bisogna tirare fuori l'Orgoglio e la Consapevolezza di essere nato in una terra che non ha niente da invidiare alle altre. Cosa c'è di più spregevole dell'americano che, nella sua ignoranza, pretende di poter portare la (sua) Civiltà in un paese come l'Iraq?
L'anonimo utente accennava a Cicco Cianci...La lista dei cosiddetti "briganti" è molto lunga, non vi è Regione del Sud che non abbia avuto la sua squadra di guerriglieri. Tornando nello specifico, il film (Li chiamarono...briganti, di Pasquale Squitieri), realizzato con pochi mezzi, non ha ottenuto un grande riscontro né dalla critica, né al botteghino. La trama in poche parole:
Carmine Crocco, ex garibaldino, torna al proprio paese, nel nord della Lucania (Rionero in Vulture), e scopre che il potere ha sempre la stessa faccia: con il nuovo governo sabaudo, la classe dominante ha le mani libere per speculare ed opprimere la povera gente ancor più di quanto lo facesse con i Borboni.
Crocco decide dunque di darsi alla macchia e di combattere il generale Enrico Cialdini, luogotenente del Re, incaricato di reprimere il brigantaggio e ripristinare l'ordine.
La bellezza del film, secondo me, sta nel far notare l'abile gioco di potere in cui Crocco viene, suo malgrado, coinvolto. In pratica succede quello che è sempre successo e sempre succederà: i grandi moti popolari vengono sfruttati dalla nobiltà, dal clero e dalla borghesia per raggiungere i propri fini, il popolo viene ubriacato di parole. L'energia del moto popolare viene "catturata" e diretta, usata, per scopi diversi.
Nell'agosto 1863 venne emanata la "famigerata" legge Pica. Tale legge, contraria a molte disposizioni costituzionali, colpiva non solo i presunti briganti, ma affidava ai tribunali militari anche i loro parenti e congiunti o semplici sospetti. Si autorizzavano fucilazioni immediate. A cavallo degli anni 1862-66 le truppe dedicate alla repressione vennero aumentate sino a 105.000 soldati, circa i due quinti delle forze armate italiane del tempo.
« Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti. »
(Antonio Gramsci in L'Ordine Nuovo, 1920)
« Questa è Africa! Altro che Italia! I beduini, a riscontro di questi cafoni, sono latte e miele. »
(Enrico Cialdini, luogotenente del re Vittorio Emanuele II a Napoli)



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#7  
12:27, 24 maggio, 2008

Si parla di Carmine Crocco Donatelli e non si parla di Cicco Cianci.. è un'ingiustizia....:) Utente anonimo.... (mica poi tanto:)). Saluti a tutti
utente anonimo
#6  
12:25, 24 maggio, 2008

posso dire di essere cresciuta un po' nel mito di Carmine Crocco, e più in generale dei briganti lucani.
una parte di storia ingiustamente taciuta che val la pena di essere raccontata e studiata perché aiuterebbe a capire molte cose sul nostro Sud Italia e dei suoi problemi.

purtroppo devo ammettere di non essercimi mai dedicata con il necessario impegno. spero di avere la possibilità di vedere i due film... è solo una questione di tempo.

grazie per la segnalazione, sempre preziosa.
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#5  
11:38, 24 maggio, 2008

Carissimo viandante settantaquattrinico, ricambio il saluto volante con un saluto terra-terra. Ti preannuncio di essere arrivato alla penultima puntata di Death-Note, perciò potrai capire le condizioni cerebro-spinali in cui mi troverai al nostro prossimo meeting. "L" è ormai fuori gioco, ma ho conservato con cura alcune paginette del quaderno...so il tuo vero nome e il tuo volto mi è noto...per te ho programmato una spettacolare dipartita...il visagista delle dive è truccatissimo.


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#4  
14:41, 19 maggio, 2008

Ciao bellezze,un saluto volante dal Settantaquattrico Viandante!;-)

P.S.:Presto ci sentiamo per un'uscita.

Ciauuu!
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#3  
12:31, 17 maggio, 2008

Oltre a concordare col fatto che la Storia racconta è soggetta come tutto al filtro dei punti di vista (per voler dare il beneficio del dubbio) esorto tutti a guardarsi il film per intiero (Li chiamarono briganti) per avere un colpo d'occhio non inedito ma senz'altro verosimile su quello che è stata la storia italiana nel periodo post-garibaldino (nei testi di storia, una paginetta infima)
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#2  
15:03, 16 maggio, 2008

Ora non posso vedere i filmati in questione. Concordo con il sommo Opera e con il volatile Alb, non dobbiamo e possiamo mai credere ciecamente nei libri di storia. Certo, servono per farsi un'idea, ma la verità (in ogni disciplina) è un concetto sfuggente.

verbum
utente anonimo
#1  
15:06, 15 maggio, 2008

concordo in pieno con l'aleatorietà del concetto di storia...o meglio, di Storia Vera. Luciano -che da buon greco antico aveva capito quasi tutto-, qualche secoletto fa, intitolò "Una storia vera", un racconto che apparentemente di vero non aveva nulla: un eloquente ammonimento ai posteri.
salute, picatrixiani.
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