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Commenti
#30
09:19, 20 maggio, 2008
Per Stradivari n. 29
Se vuoi scrivimi in privato, muqawama@gmail.com
Miguel Martinez
kelebek
#29
02:43, 20 maggio, 2008
Per Kelebek,
Grazie per la risposta.
Il punto 4 è tutto un programma...
Comunque mi piacerebbe saperne di più sul punto 3.
Stradivari
utente anonimo
#28
14:16, 19 maggio, 2008
Caro Stradivari, se sei in ascolto (visto che si tratta di un vecchio post)...
Mi sembra che il nostro chieda:
1) suite nel migliore albergo della città per se stesso
2) cinque stanze per i suoi uomini di scorta nel medesimo albergo
3) una discreta cifra in contanti, che adesso non ricordo
4) l'acquisto di mille copie del suo libro
Miguel Martinez
kelebek
#27
13:35, 19 maggio, 2008
Di preciso si sa quale sia il compenso che Allam richiede per partecipare ad un incontro pubblico come quello cui si vede prendere parte nella foto?
Stradivari
utente anonimo
#26
12:37, 19 maggio, 2008
>Ah, ma ... E per i primi 22 anni di regime come fu gestita la religione in Albania ? by DavidRitvanarium<
Beh, era consentita - anche se si faceva una gran propaganda ateista da parte del regime -, chiese e moschee funzionavano normalmente, anche se sotto stretta sorveglianza della Polizia Politica (Sigurimi) che ogni tanto arrestava dei membri del clero (soprattutto quello cattolico).
>* "Enver", che vuol dire ?
Ha equivalenti in Italiano ?<
Non lo so.
RitvanShehi
#25
18:45, 17 maggio, 2008
Ah, ma ... E per i primi 22 anni di regime come fu gestita la religione in Albania ?
E cmq, nessuno tentava escamotage / taqiye a fin di bene
;-) del tipo: "Salvatore" NON è(ra) riferito a Gesù Cristo ma ad Enver* Hoxha, oppure che "Giardino dell' Eden/ Paradiso " ;-))) è(ra) sottinteso "in Terra" e riferito a quell' Albania Comunista ?
... Va be', probabilmente era un po' troppo inutilmente rischioso !
by DavidRitvanarium
* "Enver", che vuol dire ?
Ha equivalenti in Italiano ?
Ritvanarium
#24
15:57, 17 maggio, 2008
>Sarebbe interessante chiedere al diretto interessato come mai il nome "Ritvan" non fu vietato da Hoxha. Probabilmente lo avrà portato qualche Eroe della Rivoluzione AntiFascista ;-) , questa difatti era la Grande Eccezione Lecita dell' Illuminatissimo ;-))))) Kompagno Enver ;-)))))))) by DavidRitvanarium<
Amico mio, tu ben saprai che la religione - con tutto ciò che ne era corollario,nomi di origine straniera/religiosa compresi - fu abolita in Albania nel 1967. E io sono nato qualche anno prima. Semplice, no?:-)
RitvanShehi
#23
14:00, 17 maggio, 2008
E' un nome che riassume in sé elementi ... meglio: un titolo di blog
Ritvanarium
#22
13:58, 17 maggio, 2008
x Stradivari
In Ebraico è "Dawidh", credo.
E in associazione al neologismo ;-) latino ;-) "Ritvanarium" ... ben si addice la latinizzazione "David" del summenzionato nome Ebraico...che in tutte le principali lingue europee è rimasto praticamente inalterato.
In Italiano si aggiunge una semplice "e"; avrei dovuto perciò intitolare "Ritvanario" ... ma vuoi mettere il fascino delle lingue antiche ?
E' un nome che riassume in sé elementi ebraici, latini e per uno strano gioco della sorte... perfino arabi: "Ritvan" non (!!!) è un nome da Illiri ... ma _direbbe Reza_ da "magnacavallette" ;-)))).
Hoxha _Per la Cronaca_ proibì i nomi di tradizione religiosa.
A questo punto ...
Sarebbe interessante chiedere al diretto interessato come mai il nome "Ritvan" non fu vietato da Hoxha. Probabilmente lo avrà portato qualche Eroe della Rivoluzione AntiFascista ;-) , questa difatti era la Grande Eccezione Lecita dell' Illuminatissimo ;-))))) Kompagno Enver ;-))))))))
by
DavidRitvanarium
Ritvanarium
#21
14:16, 16 maggio, 2008
Come mai "Davide" si è trasformato in "David"?
Pretese anglofone o israelofone?
Stradivari
utente anonimo
#20
11:22, 16 maggio, 2008
Per David n. 18
La storia che citi è interessante.
Come spesso succede in questi casi, è ben costruita, con una serie di dettagli per renderla credibile.
Il problema però è che i "privilegi" dovrebbero corrispondere a una specifica legge, che o c'è o non c'è.
E guarda caso, nessuno fornisce dati concreti su quale sarebbe tale presunta legge.
Inoltre, c'è il problema di capire come si faccia a definire un "Rom".
Qui ad esempio c'è il regolamento per i "campi nomadi" del Comune di Firenze
http://www.comune.firenze.it/comune/regolamenti/regnomad.htm
che inizia con una premessa:
"Sono ospitati nei campi dell'Amministrazione i Rom cittadini italiani, cittadini di Paesi della C.E.E. e extra comunitari. "
Ma cosa sono "i Rom"? Non sono tutelati giuridicamente come minoranza linguistica ( legge 15 dicembre 1999, n. 482 ), e comunque stiamo parlando di una categoria trasversale (italiani e non).
Esistono solo numerose direttive europee e simili in merito http://www.diritto.it/art.php?file=/archivio/24567.html
ma mi sembra di capire che la categoria "Rom" non esista nel diritto italiano. E certamente non sta scritto sulla carta d'identità di qualcuno.
Probabilmente il problema non si è posto nel caso dei campi, perché "solo uno zingaro" sarebbe disposto a viverci. Una sorta di criterio a braccio, insomma.
Miguel Martinez
kelebek
#19
00:17, 16 maggio, 2008
Sì, anch'io l'ho sentito dire. Ammetto di aver dato per scontato che fosse una gran vaccata.
Sono certo che Miguel saprà aiutarci!
Z.
utente anonimo
#18
19:30, 15 maggio, 2008
@ Kelebek,
Ho sempre sentito dire una cosa che mi sono ritrovato pure in refer list:
per quanto strano appaia, gli "Zingari" in Italia godrebbero (!) di uno status di privilegiati (!!!) ... almeno rispetto al resto d' Europa.
Gli "Zingari" riceverebbero molti più fondi in Italia che in qualunque altra parte del mondo perché così propose-impose al proprio Regal Sposo Sabaudo ;-) la Regina Elena di Montenegro ... per questo, quindi, i "nomadi urbani" ;-) prediligono l' Italia fra le loro mete possibili.
Ne sai di più ?
by DavidRitvanarium
Ritvanarium
#17
17:38, 15 maggio, 2008
http://it.youtube.com/watch?v=z-RnrMrQ5kA
per chi non conosce "sally" di faber.p
controlL
#16
15:30, 15 maggio, 2008
Mi inserisco prima che la suspense in attesa della Risposta produca danni ai cardiopatici con un modesto esempio, completamente fuori tema e necessariamente confuso:
X.Y. ha 16 anni è in Italia da 10 anni e nei prossimi XXX giorni subirà X procedimenti penali per reati vari, tra cui uno molto grave.
Sono "attivi" su di lui numerosi operatori (quasi tutti con vocazione per il sociale nei termini che leggevo, molti estremamente competenti) di vari servizi, nel tentativo di confezionare un progetto ex art 28 DPR 448 del 22.09.88, che consenta al ragazzo (molto problematico) di uscire indenne dal circuito penale (anche ai fini della sua permanenza futura in Italia).
Mi rendo conto mentre scrivo che dovrei dire molto di più e che non posso, al fine di rendere evidente quello che tento di esprimere...
A questo punto o cancello tutto e mi rimetto a lavorare oppure molto genericamente dico che dubito fortemente, date le premesse (che ometto), che l'eventuale esito positivo della prova possa essere reale... e che il rendere ostativa la misura a fronte della commissione di taluni reati è - per esempio - una risposta del tutto inadeguata, non so più se di destra o di sinistra.
Ci tengo ad aggiungere, infatti, che - per esempio - una ragazzina di 15 che, forse, aveva commesso un infanticidio ne ha beneficiato e ora è una mamma di 28....che lavora: non un rifiuto umano, insomma.
Pausa pranzo nel caos
Ciao!!
utente anonimo
#15
15:22, 15 maggio, 2008
Caro Pino,
credo che Maura rappresenti il meglio possibile della sinistra "estremista" e una buona summa dei motivi per cui non ho la minima intenzione di sostenerla.
E il bello che pure io sono convinto che ci sarà una diminuzione assoluta (chiamarla decrescita è già un orrore di sinistra) dei nostri consumi e non me ne scandalizzo.
Ma la decisione di partire da un presupposto ideologico (i diritti non sono una coperta corta ecc. ecc.) mi ripugna più ancora della compagnia di Borghezio.
Francesco
utente anonimo
#14
14:23, 15 maggio, 2008
Per Pino Mamet n. 13
Concordo.
Non bisogna in alcun modo sottovalutare il lavoro di chi si rimbocca le maniche, facendo cose concrete.
Nessuno ha il diritto di criticare tali persone, che fanno senz'altro il bene di
molti individui
.
E' che bisogna avere chiaro
anche
che queste persone non risolvono affatto "il problema".
Non perché ci sia qualcun altro che ha le chiavi in mano, ovviamente.
Miguel Martinez
kelebek
#13
14:01, 15 maggio, 2008
Cara Maura
dici che io non conosco la sinistra di base; ti dirò di più: non so nemmeno bene cosa sia.
Conosco persone che si occupano, nel concreto, di aiutare gli immigrati, in vari modi (insegnamento della lingua italiana, assistenza legale, inserimento nel lavoro ecc.)
Certo loro hanno le risposte concrete a molti problemi del singolo immigrato.
Tutti gliene sono grati. Anche l'imprenditore (magari di destra, o magari no) che avrà un lavoratore immigrato che parla italiano ecc. ecc.
Né loro, né l'imprenditore, e credo neppure Fini o Veltroni sono però in grado di fermare l'immigrazione; nemmeno di farla partire, semplicemente perché non dipende da loro.
Conosco altre persone che, a vario livello, "fanno" politica, nel senso che sono dei politici.
Per il fatto di non essere al vertice dei rispettivi partiti, non so se si possano chiamare sinistra di base. Ma quello che possono fare non cambia di molto.
Credo che ci siano diverse persone che si occupano di rom e "nomadi", che, mi pare, siano una cosa in gran parte diversa (anche se contigua) rispetto all'immigrazione; li aiuteranno senz'altro. Troveranno casa e lavoro a qualcuno di loro, assisteranno qualcun altro.
Ma i rom continuano lo stesso a essere visti come un problema.
è possibile affrontare la sommatoria dei problemi DEI rom (non il presunto problema che i rom rappresentano per i non-rom) in questo modo?
Come dire, uno alla volta?
Forse, probabilmente, sì, anche se con grande lentezza.
L'impressione (bada bene, io parlo di impressioni, non di realtà, né tantomeno sono qua per giustificare queste impressioni) l'impressione è che alla "sinistra" le cose vadano in sostanza bene come stanno, con i campi nomadi a cui portare avvocati e coperte.
A cui la Ggente, secondo l'umore del momento, reagisce in due modi:
-"guardate che li abbiamo aiutati anche noi, non siamo mostri come credete";
-"mo' basta, via il campo dal paese mio".
Ciao!!
PinoMamet
#12
13:43, 15 maggio, 2008
Cara Maura n. 11
Eticamente, il tuo discorso non fa una grinza.
Però ci sono due problemi.
Prima di tutto, oggi le coperte volano per aria, si ammucchiano e spariscono secondo i terremoti finanziari.
E tutti acchiappano la prima coperta che trovano, strappandola di dosso a chi possono o impedendo che altri gliela strappino di dosso.
Secondo, il termine "sinistra" indica due cose completamente diverse.
Indica un punto di vista come quello che tu hai espresso molto bene.
E indica un complesso preciso di politici, cooperative industriali, organizzazioni sindacali, Monte dei Paschi di Siena.
Si può continuare a usare lo stesso nome per indicare tutte e due le cose, per poi trovarsi sempre costretti a smarcarsi e fare distinzioni?
Miguel Martinez
kelebek
#11
13:20, 15 maggio, 2008
Caro Pino
Questa tesi che la sinistra, gli ambientalisti, i cattolici buonisti... parlano bene ma non hanno risposte pratiche è uno dei più radicati e falsi luoghi comuni con cui si sposa, anche da sediecenti di sinistra, la politica di destra. Sinistra significa che i diritti non sono una coperta corta -tira di qua, tira di là - non vanno intesi in una logica win/lose, ma in una logica win/win e cioè l' unico modo per difendere i miei interessi è difendere i diritti di tutti. Diritto alla casa, al lavoro, alla salute, all'istruzione e al rispetto, dignità. Non per assimilazione, ma in quanto essere umano. E questo significa anche per noi europei e occidentali, avviarci verso una decrescita dei consumi e dei privilegi che non è un sacrificio, ma una necessità per garantire prima a noi che agli "altri" una speranza di vita futura. O davvero le SUV sono un nostro diritto che vale la pena di difendere? nel caso dei rom tutto questo è poi assai più immediato, perchè, ogni volta che si offre loro la possibilità di una vita decente, essi la accettano volentieri. Dare sicurezza e rispetto per avere sicurezza e rispetto ribalta la logica corrente di chi pretende rispetto "a priori" come nella classica frase che sono a casa nostra e devono fare quello che vogliamo noi. Io non sono una esperta di sociale, ma di rifiuti e parlo per esperienza molto pratica. Ti chiedono risposte ma non le vogliono sentire. Anche per chi si occupa di sociale, di immigrazione, di nomadi, di tossicodipendenti vale la stessa cosa. hanno risposte, basta chiedergliele ed avere la volontà di risolvere e non aggravare i problemi. Ma in questo paese si da voce soprattutto a chi non sa nulla e parla a vanvera. O mesta nel torbido. O fa gli interessi di coloro che sui problemi sociali, ambientali, di sicurezza hanno tutto da guadagnare e nulla da perdere. La destra la gente non la capisce, la manipola e la frega, la usa e poi la getta: scusa ma non è la stessa cosa. Ha voci potenti, trucchi e ballerine, televisioni e caramelle..... non danno risposte, ma fregature. Ci sarebbero molte cose da dire su quanto tu dici della sinistra . accettare le differenze come valore pari opportunità e non ugualitarismo delle risposte, cambiarea a partire da sè non cambiare gli altri.....non va confuso col non interventismo a priori nei confronti dei problemi, ....., tu , la vera sinistra di base forse non la conosci e la scambi con Veltroni.
maura
utente anonimo
#10
12:05, 15 maggio, 2008
Miguel
però credo che questo non saper e non poter dare risposte sia proprio quello che impedisce alla "sinistra" (chiamiamola così per semplicità: ma sia, chiaro, intendo qui non i partiti di sinistra, che sono una cosa, ma tutti i loro votanti o non-votanti, i "buoni", i liberal o come li si voglia chiamare, che sono un'altra cosa) di avere realmente successo, non in senso elettorale.
Mentre non credo che gli appartenenti alla "sinistra" (che poi è una questione di gusti e inclinazioni personali più che altro) capiscano davvero "la Ggente", questa ha compreso benissimo il senso di alcune parole d'ordine della sinistra.
Quando la "Ggente" dice "io non sono razzista ma", la sinistra per esempio ride con superiorità: ecco il classico razzista, dice.
Può darsi abbia la sua parte di ragione, ma le sfugge la parte di ragione di chi pronuncia la frase.
Che sta dicendo una cosa che ha imparato dalla sinistra stessa, cioè, "è tutta una questione di cultura".
Il razzismo classico produceva apartheid e paternalismo ("che ce vòi fà, so' negri!"); la parola d'ordine della "cultura" produce invece l'idea che qualunque cosa una persona faccia sia, in definitiva, una sua libera scelta.
Ragion per cui, liberissimo io di trovarla detestabile.
La cosa è peggiorata proprio dal fatto che il fronte dei "buoni" sembra totalmente privo di risposte; peggio, dà l'impressione molto chiara che prenderebbe qualunque proposta come qualcosa di "fascio", da evitare.
Cosa di può proporre, in concreto, per evitare che i rom vivano nei campi nomadi?
Non dico UN rom, ma dico proprio tutti quanti.
Qualunque proposta, sarebbe razzista, perché indirizzata a un solo gruppo etnico, autoritaria e dirigistica. Insomma, fascista.
Nessun "buono" oserebbe mai fare una proposta simile, e il partito di sinistra che la faccia diventa inevitabilmente "fascio" (Cofferati ecc.)
Poi, oltretutto, queste proposte, per quanto alla fine dei conti inumane, sono le più timide che si possa fare, le più sdoganabili a sinistra e perciò le uniche accettate anche a destra: e spostiamolo, 'sto cazzo di campo!
(Magari proposte meno timide sarebbero anche meno inumane, ma essendo meno timide nessuno le farà mai).
Che ne so, stavo solo pensandoci sopra.
Ciao!!
PinoMamet
#9
11:00, 15 maggio, 2008
>Alimentando l'odio contro una categoria si crea divisione, eliminando la naturale empatia e la solidarietà fra gli esseri umani. Tutto questo è essenziale al mantenimento del potere di pochi sui popoli. reza<
Già. Come p.es. alimentando l'odio contro i bahai, gli omosessuali, le donne vestite all'occidentale ecc., ecc.:-) :-)
RitvanShehi
#8
10:43, 15 maggio, 2008
Per MIC n. 7
Evidentemente pensavi che io mi arrogassi il compito di dire ad altri ciò che devono fare.
Non solo non ne ho le competenze: faccio il traduttore di manuali tecnici e, appunto, non vivo a Lucca.
Ma non credo che nessuno abbia oggi la chiave magica per affrontare la questione dei rifiuti umani, che è planetaria come è planetaria l'economia che li produce.
Ciò che faccio, invece, è cercare di capire i modi in cui agiamo in questo mondo. E questo lo trovo affascinante.
Miguel Martinez
kelebek
#7
10:35, 15 maggio, 2008
Non entro nel merito del post, ma quando parla di "discarica per rifiuti umani" lascia intendere la sua disapprovazione per il provvedimento dell'amministratore; poi, quando tratteggia il ritratto del tizio in foto, sotto la pioggia, ad aspettare i nomadi sulle colline, lascia intendere di non condividere il suo comportamento, contrario a quello di colui che ha preso la decisione della "discarica". Forse non ho capito bene io, forse non ho capito lo "spirito" del blog (che leggo per la prima volta: interessante), ma se un senso c'è, qual'è?
MIC.
utente anonimo
#6
10:25, 15 maggio, 2008
Per MIC n. 5
Ho detto che qualcosa non mi andava bene?
Dove?
Non abito a Lucca, ci sono stato due volte in vita mia e per poco tempo, perché ti aspetti una proposta da me?
Miguel Martinez
kelebek
#5
10:22, 15 maggio, 2008
Se un'anonimo amministratore fa "una discarica per Rifiuti Umani" nella zona boscosa non ti va bene; se gli abitanti del luogo protestano per la decisione dell'amministratore non ti va bene. Ma si può sapere che cavolo vuoi?
MIC.
utente anonimo
#4
10:16, 15 maggio, 2008
Reza
scusa ma dubito della forza della "naturale" empatia e solidarietà tra uomini.
Credo sia più debole dell'altrettanto naturale odio.
Ahimè
Francesco
utente anonimo
#3
10:07, 15 maggio, 2008
Alimentare l'odio significa depotenziare l'efficacia concreta che il pensiero e i comportamenti possono avere, e tenere i popoli subordinati ad un potere pressoché assoluto.
Alimentando l'odio contro una categoria si crea divisione, eliminando la naturale empatia e la solidarietà fra gli esseri umani. Tutto questo è essenziale al mantenimento del potere di pochi sui popoli.
reza
utente anonimo
#2
09:34, 15 maggio, 2008
senti, ma un pochino di ottismo no? Se gli immigrati clandestini (ma anche no) e gli zingari (italiani, ueini e pure no) iniziassero a reagire con la violenza ... credo che la Gente Normale alzerebbe il livello di scontro. E il potere ce l'abbiamo noi.
Cerchiamo un'altra strada, per favore.
Francesco
utente anonimo
#1
08:48, 15 maggio, 2008
Sul Corriere è adesso in home page un articolo sui lanciatori di molotov del napoletano. Il dovere chiama e non ho tempo di leggerlo.
Mi chiedo soltanto che cosa succederebbe se le vittime di queste spedizioni punitive cominciassero a reagire con gli stessi sistemi.
NonStoConOriana
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