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Commenti
#6
12:12, 22 maggio, 2008
Eh!, l'umanità nei suoi risvolti migliori ha sempre fatto fare cose belle ai bambini... tipo mettergli un mitra in mano, farli camminare sui campi minati, farli entrare nei cunicoli minerari più stretti, fargli spacciare droga o partecipare, magari drogati,a film porno... insomma, l'umanità è bella (non dimentichiamo le cose favolose che avvengono quotidianamente tra le mura domestiche), e Garrone riesce a trarne un quadro lucido e disarmante nella realtà mafiosa dove la manovalaza parte dalle età più tenere e dove la guerra di mafia è vissuta come fosse un film.
Altro bellissimo film sul tema, "Città di Dio", di Fernando Meirelles, brasiliano, vivamente consigliato!!!
Su Crialese non siamo d'accordo... non ha la levatura di Garrone e Sorrentino... gioca in un'altra serie.
Sul governo... abbiamo già detto, ci trinceriamo dietro un silenzioso entusiasmo!...
foodstock
#5
09:10, 22 maggio, 2008
Come si direbbe da queste parti, Gomorra xe na roba granda! Apparte tutto quello che è già stato detto Garrone è riuscito a trasmettere un aspetto durissimo già presente nel libro..l'approccio dei ragazzini al Sistema. Un misto di gioco di ruolo e latente consapevolezza (ossimoro!). Ragazzini col cuscino per arrivare al volante di camion veri, guidati come modellini. Forse la scena più ad effetto, secondo me. Gioco con conseguenze reali. Garrone lo ha colto e tradotto impeccabilmente.
hyddishemame
#4
16:32, 21 maggio, 2008
Film meraviglioso.
Ma oltre a Sorrentino e Garrone aggiungo Crialese, altro regista su cui puntare per la rinascita del cinema italiano.
utente anonimo
#3
16:20, 21 maggio, 2008
che domande: e' ovvio che con schifani al governo mafia, camorra ed affini non esistano.
tranquilli, va tutto bene e stiamo benissimo: anche la monnezza non c'e' gia' piu'.
Va tutto bene, tranquilli!
utente anonimo
#2
18:04, 20 maggio, 2008
Concorso: su quale Giornale scrive il critico più fesso?
foodstock
#1
18:03, 20 maggio, 2008
A.O. Scott - New York Times - Il migliore film visto a Cannes quest'anno, una testimonianza magnifica e spaventosa dei nostri tempi.
Deborah Young - Hollywood Reporter - (...) film straordinario, una regia fantastica, un impatto fortissimo, angosciante. (...)
Lee Marshall - Screen Daily - Probabilmente il più autentico e lucido film italiano sulla mafia, Gomorra è coraggioso, durissimo e straziante. (...)
Carlos Boyero - El Pais - (...) Un film che raccomando fortemente di vedere (...).
E pensare che quel falso e impresentabile di Berlusconi dice che il problema dell'Italia sono i nomadi. Non si sa se c'è più da ridere o da piangere.
Didier Péron – Liberation - (...) Pieno di personaggi ben disegnati e di situazioni efficaci, il film manca tuttavia di quel respiro che gli avrebbe permesso di elevarsi a grandioso affresco dell'avidità universale (...)
Thomas Sotinel - Le Monde - (...) E' un film formidabile. Garrone filma in modo molto fluido, non nasconde nulla della violenza, ma rifiuta tutti i clichés che il cinema ha associato al crimine organizzato dopo Scarface di Howard Hawks (1932). Al contrario, lui privilegia l'immaginario dell'assurdo: spesso, i personaggi appaiono in fondo allo schermo, come se emergessero dell'inferno (...). Gomorra è così giusto che, si spera, i camorristi vedendolo forse proveranno vergogna per se stessi. (...)
Paolo Mereghetti - Il corriere della sera - (...) A volte la verità è più sconvolgente ancora, a volte il film diventa il mezzo con cui una realtà «irraccontabile » prende forma. Una forma che il regista usa con un rigore e una moralità dello sguardo davvero encomiabile. Come i veri grandi sanno fare
Lietta Tornabuoni - La Stampa - (...) è magnifico e terribile. (...) gran film sulla camorra (...) recitato da interpreti molto bravi (...). (...) Si era detto che Gomorra fosse somigliante ai film di Rosi, di Inarritu, di Sergio Leone, ma non somiglia a nessuno: perché è la prima volta che i personaggi sono così privi di moralità e di aspirazioni. (...)
Alberto Crespi - Testata: l'Unità - (...) Matteo Garrone ha fatto un grande film, e non era scontato (...). (...) Saviano vedendo il film proverà un pizzico di invidia (...) Vedetelo, ma sappiate che uscirete dal film come da sotto un treno: Gomorra racconta un'Italia senza speranza (...).
Nella ricchezza perfettamente equilibrata degli stili c'è la bellezza del film, che parte da un lavoro sul campo e impone a posteriori un giudizio durissimo sul sistema Italia. Forse Gomorra sta al 2008 come La dolce vita stava al 1960 (...)
Maurizio Cabona - il Giornale - (...) Tutta la socio-crimonologia diluita in Gomorra renderà il film di moda. Gli darà anche larghi incassi? Se così fosse, il filone impegnato-meridionale, alla Rosi appunto, avrebbe una reviviscenza. (...) Il pubblico medio, quello sotto i venticinque anni, potrebbe restare confuso. Qui non ci sono amori, amoretti, lucchetti. E le corse in moto, alla maniera di Step/Scamarcio, avvengono solo in vista di un omicidio. E nessuna ragazza si lascia guardare nuda, se non per campare. A giudicare da Gomorra, sembrerebbe che le prostitute immigrate siano più serie delle borghesi italiane.
foodstock
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