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Commenti
#5
18:19, 15 agosto, 2008
@ MOZZI
Alla domanda numero 1: perché nazismo e stalinismo e Oscurantismo su base di pregiudizi portarono i libri al rogo. Oggi più subdolamente non se ne parla, non li si stampa o ristampa più. Cambiano i mezzi ma non la sostanza.
2. Se dici questo testo è bello, è un giudizio di valore. Ma si spera che tu dica perché è bello: con parole tue, senza usare un metro puramente tecnico. Questo libro è bello perché mi ha fatto riflettere sulle crudeltà che sono state commesse dagli stalinisti nei campi di concentramento; ho potuto così intuire quanto quegli uomini hanno sofferto giorno dopo giorno... ecc. ecc. Questo è bello da solo significa niente.
Alla domanda 3: Si spera che non sia una black list.
kinglear
#4
15:17, 15 agosto, 2008
Iannozzi, sei proprio curioso.
1. Mi inviti a stilare una lista di libri che mi sembrano brutti - ovvero una lista di proscrizione. Io mi rifiuto. Allora tu fai un riferimento confuso al fatto che, in tempi non molto lontani, si portavano i libri al rogo. Che c'entra?
2. Io cito una celebre scena del film "L'attimo fuggente". Tu mi accusi di citarla per distorcerne il senso. Poi spieghi qual è, secondo te, il senso vero della scena. Che è esattamente, mi pare, il senso che io le attribuisco: "La poesia è sentimento prima che mera tecnica" (parole tue): pertanto non si può "misurarne" il "valore" con un "metro". Se la poesia è sentimento, il giudizio che dice: "Questo testo è bello" apparterrà ugualmente alla sfera del sentimento.
3. Sì, io ho nella mia testa dei giudizi di valore. Che male c'è?
giuliomozzi
#3
14:34, 15 agosto, 2008
@ MOZZI
Su tutto il resto ho risposto sull'altro thread. Ma qui devo rispondere a due punti.
Non vedo perché dovrei spendere giorni e giorni della mia vita a stilare un elenco di opere letterarie che mi sembrano brutte.
Devo supporre che lei ha nella sua testa tanti giudizi di valore.
Proprio così in un tempo non troppo lontano si portarono i libri al rogo, vennero considerati immorali, pericolosi. Per dei giudizi di valore. Per dei pregiudizi.
Sono orripilato. Ed è dir poco.
In quanto a "L'attimo fuggente" - bel film e non dico di no -, ma lei ne distorce il messaggio ultimo per tirare acqua al suo mulino in maniera piuttosto goffa. In quel passaggio del film, da lei volutamente citato in maniera parziale, un ottimo Robin Williams nelle vesti di John Keating consiglia ai suoi allievi che la poesia è sentimento prima che mera tecnica: perché la mera tecnica è arida e non fa la poesia né aiuta a comprendere il sentimento della poesia e del poeta. Ed allora gli indica di strappare le pagine di quell'insulsa introduzione tecnica, che solo serve a castigare il sentimento poetico.
"Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. (Prof. Keating)"
Walt Whitman è uno dei poeti, uno dei "sentimenti principi" al servizio dell'attimo fuggente.
Mozzi, continuo ad essere letteralmente terrorizzato dai suoi pregiudizi.
Iannozzi
kinglear
#2
11:57, 15 agosto, 2008
Non ho nessun giudizio su "L'ultima tentazione di Cristo" di Nikos Kazantzakis.
Ritengo che "Il Gattopardo" sia un brutto libro. Questo è un giudizio di valore. In quanto tale, non è motivabile.
Non possiedo un "metro di giudizio" per stabilire se un libro sia bello o brutto. Non penso che sia opportuno possedere dei "metri di giudizio". In una delle prime scene del film "L'attimo fuggente" il professore invita un ragazzo a leggere dal libro di scuola un paragrafo intitolato "Comprendere la poesia". Il ragazzo legge: "Comprendere la poesia di Johnathan Evans Prichard, Professore emerito. Per comprendere appieno la poesia, dobbiamo, innanzitutto, conoscere la metrica, la rima e le figure retoriche e, poi porci due domande: uno con quanta efficacia sia stato il fine poetico e due, quanto sia importante tale fine. La prima domanda valuta la forma di una poesia, la seconda ne valuta l’importanza. Una volta risposto a queste domande, determinare la grandezza di una poesia, diventa una questione relativamente semplice. Se segniamo la perfezione di una poesia sull’asse orizzontale di un grafico e la sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l’area totale della poesia per misurarne la grandezza. Un sonetto di Byron può avere valori alti in verticale, ma soltanto medi in orizzontale, un sonetto di Shakespeare avrà, d’altro canto, valori molto alti in orizzontale e in verticale con un’imponente area totale, che, di conseguenza, ne rivela l’autentica grandezza. Procedendo nella lettura di questo libro, esercitatevi in tale metodo di valutazione, crescendo così la vostra capacità di valutare la poesia, aumenterà il vostro godimento e la comprensione della poesia".
Non vedo perché dovrei spendere giorni e giorni della mia vita a stilare un elenco di opere letterarie che mi sembrano brutte.
giuliomozzi
#1
18:51, 13 agosto, 2008
Parrebbe che il tanto gentile Mozzi si sia tirato indietro.
Voi che ne dite?
Dite pure la vostra intanto che noi si aspetta...
Beppe
kinglear
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