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13:27, 13 gennaio, 2009

Credo che il fare ci dia senso alla vita, non l'inverso. Cari saluti e auguri.
Utente: SaR Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SaR
20:21, 11 gennaio, 2009

"Da qualunque punto di vista lo si guardi, invecchiare è una pratica decisamente impegnativa : credo che lo sbigottimento che si prova, nel rendersi conto di quanto le lancette abbiano preso un passo di corsa, possa essere addolcito solo dalla coscienza che, in fondo, quel gran ladro del tempo ha lasciato qualcosa in cambio di quel che si è preso.

Forse il riuscire a vedere la profonda bellezza insita in ogni stagione della vita dipende anche dalla nostra volontà. "

Questo è forse il concetto che più mi appartiene. Per quanto riguarda "genio uguale infelicità" non mi sembra universalmente applicabile: ho visto recentemente Margherita Hack e non mi è sembrata particolarmente infelice, ma sicuramente è una gran mente. Credo che l'infelicità a volte ce la andiamo a cercare per una forma inconscia di masochismo, ma questo non vuol dire essere geni.

Utente: stickandcarrot Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente stickandcarrot
19:20, 06 gennaio, 2009

La penso allo stesso modo di Giuseppe (Weblogin).
L'unica cosa che però non mi torna è il titolo: perchè "illogiche" ? I due discorsi possono essere condivisibili o meno, ma tutto sommato credo siano frutto di un ragionamento "logico".

ciao
Salvatore
Utente: HAVEADREAM Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente HAVEADREAM
#11   Commento non pubblicato [Non pubblicato]  
01:46, 06 gennaio, 2009

15:40, 05 gennaio, 2009

Notevole.
No, non esiste binomio fra genio e serenità, la consapevolezza non può che produrre amarezza, la morte ogni mattina è più vicina, la coscienza è il bus che ci tiene uniti e dritti sulla strada.
Bravissima tina, preferisco di gran lunga i colpi di pancia come questi rispetto al disperato desiderio di tenere informati chi non ne ha bisogno (non so se è il tuo caso, ma questo post sovverte alcuni luoghi ormai comuni e t elo dovevo dire) brava.

Fabio Guerrazzi

utente anonimo
#9  
15:08, 05 gennaio, 2009

Post molto bello e intenso, complimenti :-)
Sul primo pensiero sono completamente d'accordo, sul secondo pensiero non so... Vorrei dire che secondo me è "quando scendiamo a compromessi" che uccidiamo una parte di noi stessi, mentre ci sono cambiamenti positivi e sinceri che ci arricchiscono, poi però penso anche alle "cose" che avevo e che non ho più e a quel senso di vuoto che lasciano...

Un caro abbraccio rosso

Giuseppe
Utente: WebLogin Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente WebLogin
#8  
14:30, 05 gennaio, 2009

Il genio è spesso andato a braccetto con la follia...
Utente: FrancaFranca Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FrancaFranca
#7  
13:59, 05 gennaio, 2009

anche il serpente perde la pelle vecchia per rinnovare quella nuova.
(nota: serpente per i pellerossa era simbolo di intelligenza.)

Utente: ermahico Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ermahico
#6  
13:09, 05 gennaio, 2009

Cara Tisbe, voglio proporti di modificare il titolo del tuo intenso post : le considerazioni che la mente innesca, trovandosi in quella "twilight zone" che è la notte, credo siano tutt' altro che illogiche.

Probabilmente, negli istanti più simili ai flussi e riflussi delle maree che il corpo conosca, fanno la loro comparsa dei tipi di logica meno consequenziale ed aristotelica di quella che governa il nostro ciclo diurno.

Personalmente ho sempre amato moltissimo la sensazione che la notte abbia un accesso privilegiato alla creatività : e la mia natura di fuori branco ha ulteriormente accentuato la percezione di qualcosa che, di notte, riesce con poco sforzo a sottrarsi all' implacabile forza di gravità.

Per non sbrodolare troppo a contemplarmi l' ombelico ti dirò che condivido la tua equazione genio = vita tumultuosa ( per usare un eufemismo... ). E' evidente ai miei occhi che la genialità ha un prezzo congenito da pagare : si chiama diversità, allontanamento dal tepore comodo del mainstream culturale, religioso ed ideologico. Il rifiuto di opinioni preconfezionate obbliga a tenere sempre acceso il cervello, rinunciando alla sicurezza derivante dal common sense.

Ma sulla tua seconda riflessione permettimi, come ultracinquantenne, di essere più ottimista di te : è vero, come tu dici, che alcune parti presenti in me sono scomparse, ma la chiave di paragone che mi sembra più calzante non è quella di foglie irrimediabilmente cadute, ma di crisalidi che, disseccate, hanno restituito in cambio un' altra forma di vita .

Da qualunque punto di vista lo si guardi, invecchiare è una pratica decisamente impegnativa : credo che lo sbigottimento che si prova, nel rendersi conto di quanto le lancette abbiano preso un passo di corsa, possa essere addolcito solo dalla coscienza che, in fondo, quel gran ladro del tempo ha lasciato qualcosa in cambio di quel che si è preso.

Forse il riuscire a vedere la profonda bellezza insita in ogni stagione della vita dipende anche dalla nostra volontà.

Un saluto cordiale.
utente anonimo
#5  
12:35, 05 gennaio, 2009

cara Tisbe, sulla prima parte del post, non mi esprimo, ma sulla seconda non vedo la malattia come una perdita. anzi per alcuni è un momento imortante di crescita e di acquisizione di nuovo e di diverso. il doversi riposizionre di fronte ad una diversa situazione (anche fisica) costringe ad una rivisitazione escatologigica del mondo, che a volte è molto feconda. purtproppo solo a volte..

ciao e auguri

Saturninoz
utente anonimo
#4  
12:23, 05 gennaio, 2009

Ma è anche vero che si comincia a morire appena nati. E se non ci appartiene il concetto di suicidio universale,malgrado sia realistico ciò, è perché tutto sommato, non amiamo, in generale, questo nostro mondo
Esattamente, hai espresso bene ciò che mi inquieta profondamente :-D
Utente: Tisbe Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Tisbe
#3  
12:08, 05 gennaio, 2009

Ma si potrebbe anche dire che la "povertà sì ma senza ignoranza". È difficile, ma non impossibile. Ho conosciuto molti esseri umani, senza l'illuminazione della Cultura, molto infelici per la disperazione di non conoscere tutte le parole e i loro significati, e supremamente felici del fatto che la loro esperienza venisse sfruttata alla meglio dai loro giovani. Sicuramente l'età gioca brutti scherzi, specie se per tutta la vita si è vissuti con la propria Verità in tasca. Ma è anche vero che si comincia a morire appena nati. E se non ci appartiene il concetto di suicidio universale,malgrado sia realistico ciò, è perché tutto sommato, non amiamo, in generale, questo nostro mondo.
utente anonimo
#2  
11:41, 05 gennaio, 2009

Grazie... ma ti assicuro che pensare queste cose mi inquieta molto. E cmq sono molto contenta che qualcuno condivida le mie riflessioni
Utente: Tisbe Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Tisbe
#1  
11:33, 05 gennaio, 2009

Uno dei più belli ed intensi post che abbia mai letto!
utente anonimo

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Siate brevi e siate educati...
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