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Commenti
#10
18:09, 26 luglio, 2004
Mmm.... ok hai vinto alderano...
sestoempirico
#9
13:39, 26 luglio, 2004
lefty, è bello che i tuoi schizzi di luce giungano anche nel giorno del signore...
polemiko, l'etica dei cccp era un'ottima etica, ed entrarvi in risonananza non mi fa che piacere. la frattalità del linguaggio è una visione interessante, decostruzionista in fondo, ogni parola contiene l'intero universo linguistico. 'e -per citare ancora una volta agamben - Dunque il linguaggio è la nostra voce, il nostro linguaggio. Come tu ora parli, questo è l’etica'.
sesto, se nietzsche affermava 'io sono tutti i nomi della storia', io più modestamente dico 'io sono tutti i nomi della blogosfera'...
alderano
#8
11:02, 26 luglio, 2004
è incredibile come alderano ed elos abbiano lo stesso stile di scrittura: frasi lunghissime, ma senza verbo, catene di proposizioni nominali di cui è impossibile trovare una centralità.... insomma uno stile rotto e spezzato, fatto di mezze parole e nuove parole.... Alderano: ma non sarà mica che hai due blog diversi e ti "travesti" da alderano o da elos a seconda dei casi? Sarebbe divertente....
sestoempirico
#7
16:29, 25 luglio, 2004
Mi hanno molto colpito queste tue parole. E mentre iniziavo a scriverti un commento, ho pensato che posso farti sentire meglio le emozioni che mi hai fatto scaturire dicendoti quello che ho fatto subito dopo averti letto.
Ho messo nel lettore CD "Epica Etica Etnica Pathos" dei CCCP, perchè ho scoperto un filo invisibile tra la tua definizione di etica e le sensazioni che mi trasmette questo loro disco, e sono andato a cercare tra i libri incasinati dall'imminente trasloco TAZ, di Hakim Bay, per rileggermi l'appendice sulla linguistica del caos, perchè il discorso delle mappature, del caos, dell'utilizzo libero e istintivo del linguaggio mi ha sempre affascinato. "Se il significato è elusivo, forse è perchè la coscienza stessa, e perciò il linguaggio, è frattale".
Credo che anche le mie parole in questo momento vorrebbero esprimere qualcosa, ma "annaspano nel vuoto", come i
nostri
gesti che vorrebbero far bene... ;-)
Le tue parole sono vive.
polemiko
#6
14:40, 25 luglio, 2004
ci abito oggi.. a kiss
lefty333boy
#5
11:32, 25 luglio, 2004
Lo so, Alderano. Perciò i mostri non se ne vanno e da mostri si fanno persone. Perchè cerco di scappare da mè stessa anzichè proteggermi da loro.
Tornerò.
Ma da queste parti, quando potremo anche noi godere dei vostri suoni-bagordi?
al rovescio del sole
elos
#4
10:59, 25 luglio, 2004
elos, l'inferno sono gli altri solo finchè non si comprende che gli altri ci s.formano da dentro. e non si può sfuggire all'inferno che si ha dentro. si può solo affrontarlo, e dargli una forma.
così, attend(iam)o la tua forma nuova.
"è domenica mattina dietro l'angolo del Cimitero Sempreverde" scriveva Henry Miller, e come lui adesso ho troppo alcol in corpo poche ore di sonno e delle prove musicali da affrontare...pensa a questo mio inferno presente...;)
alderano
#3
03:08, 25 luglio, 2004
caro,
tu hai fatto una porcata
e probabilmente lo sai anche tu. spero.
non serve che tu contrattacchi. non ti fa onore. non ho gonne cui aggrapparmi, non ti conosco, nè ti voglio conoscere.
ho solo visto la porcata che hai fatto.
alderano
#2
00:07, 25 luglio, 2004
Chi non si espone in prima persona non ha nemici.
Tipico del debole stare all'angolo spiando ed intervenendo solo dopo gli altri facendosi forza della loro forza.
Tipico...di chi parla alle spalle !
Ho un blog, potevi, ma non ce l' hai fatta e ti sei nascosto dietro alla gonna di mamma orsa...
E queste sarebbero le menti pensanti in Splinder ???:)))
Fossi in te scriverei in nero su questo blog...:)))
Garrik
#1
17:17, 24 luglio, 2004
Dico coincidenza ma ci tolgo la veste della casualità , ricordando uno dei primi nostri incroci-intrecci-scambi à "huis clos",quando le porte erano ben aperte (Sestoempirico?) e da Dostoevskij si passò a Sartre.
Huis clos, "Porte chiuse" a proteggersi, come le mie di stamani che ho sussurrato a Kaspar, "porte chiuse" al tormento, come quelle di un inferno in cui l'impossibilità di sganciarsi dal giudizio dell'altro e la responsabilità nei confronti dell'altro nascono dalla libertà e in essa si fanno condanna.
Ma se l'individuo stretto al collo in quel non- nulla dannatamente "non" esce da quell'inferno che è l'Altro forse solo, è vero, nell'Agire-Con-l'Altro,allora il mio uscio chiuso di oggi, uccide e "suicida" la possibilità di restare nello scarto.
Quello che tu dici aprirsi - e a me verrebbe da dire squarciarsi- tra la forma che ci diamo e quella obliqua di chi sta fuori, che proprio perchè sta fuori può entrare e nell'entrare darci un mezzo per ri conoscerci.
Detto questo, per coerenza dovrei riaprire il mio blog, nevvero?
....
elos
elos
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