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Commenti
22:26, 29 novembre, 2004

@ VALE (ARTE POETICA)

Ciao Carissima Vale,

ah, la disperazione! Più la si invoca, più ce n'è. Essa si presenta nel nostro cuore a comando quasi, quasi fosse un mostro, una creatura dell'altro mondo. E si presenta sempre, o quasi, quando motivo davvero non ci sarebbe per metter su maschera disperata. La disperazione, eppure quanti e quanti nel corso degli anni l'hanno invocata quasi in preghiera, quasi potesse sanare le loro ferite reali ed inventate. La si dovrebbe invocar di meno, molto di meno. Ma non la si dovrebbe tacere quando c'è veramente motivo reale di disperazione, quando le guerre mietono innocenti vittime, quando c'è una vera causa che fa male all'animo. Ed invece, spesse volte, la si invoca per delle inezie.

Carissima Amica, ti lascio qui un bacione e un forte abbraccio con tanta amicizia e stima. E' sempre bello ritrovarsi e discutere con te.

Giuseppe
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21:48, 29 novembre, 2004

@ FREAKQUEEN

Cara FreakQueen,

che vuoi che ti dica? Non mi manca l’ispirazione e sempre ho qualche idea che mi balena in testa, e se non la mettessi su carta, be’, ci starei male. Il nuovo racconto che ho messo on line, meglio che non ti dica quanto tempo ho impiegato a scriverlo: diciamo pure molto poco, come al mio solito. Il problema è che ne ho altri dieci in testa e tutti vorrebbero vivere sulla carta, almeno. ;-D

La forma breve m’affascina, mi prende: riuscire a costringere, con precisione chirurgica, delle vite, descriverle per mezzo di poche parole ma usate sapientemente. Questa è la sfida, quella che mi spinge a scrivere e a cercare di far sempre del mio meglio. “M’illumino d’immenso”, il racconto con il frate Tiresia, è nato facendo confluire tante idee che avevo in testa: erano davvero tante, ma volevo che il racconto fosse breve, altrimenti avrebbe perso la sua efficacia espressiva. Ho imparato, col tempo, che un buon racconto è “saper smussare le asperità”, tagliare, arrivare a una forma essenziale e piena. Quando riesco a descrivere personaggi e situazioni in poche pagine, allora, ecco mi sento soddisfatto. La poesia m’affascina, vero: ma per mia fortuna non mi son mai detto poeta.
Non sei la prima persona a dirmelo: stranamente – e dico stranamente – chi legge i miei racconti mi paragona a un moderno Shakespeare. E qui mi faccio piccino piccino, perché non credo davvero di poter esser pensato novello Shakespeare: ne ho da mangiar di pastina, come si suol dire, prima di riuscire a scrivere qualcosa di grande come fece il Sommo Poeta. E non è detto che ci riesca.

Grazie infinite: m’hai letto, e questa è per me già una grandissima soddisfazione. E m’hai pure commentato. Vorrà dire che scriverò maggiormente prosa e meno poesia. ;-D

Ma sai che non ho mai fatto un test per il QI? Cioè, uno l’ho fatto, ma si parla di più di vent’anni anni fa: al tempo ero intorno a 130, ed avevo sì e no dieci anni. Ero ancora un bambinetto. ^___^ Che ci vuoi fare! Chi può dirlo, col tempo o sarò migliorato o peggiorato. Forse dovrei ripetere il test. Ma lasciatevi vivere l’illusione che sono come sono e che non ho più voglia di sapere quale il mio QI oggi.

Ma tu riesci ad ottenere spontaneamente il consenso e l’approvazione del gruppo, in pratica hai carisma, sei una Leader. Che te frega del QI? E poi credi davvero che un test per misurare il QI possa veramente dirti quanta la tua intelligenza? Ah, cara FreakQueen, lascia perdere i test: non servono a nulla.

Carissima Freak, ci sentiamo sempre sugli stessi canali. Io, intanto, vedo se riesco ad imbrattare qualche altro foglio coi miei racconti. ^___^’’’ Poi, all’occorrenza, magari metterò on line. No, non ti preoccupare. Ne ho pubblicato appena or ora uno nuovo, non intendo cambiarlo così presto.

Un bacione e un forte abbraccio, ma soprattutto un bacione perché sono “bacioso” (Dio! Quanto amo questo neologismo, “bacioso”), augurandoti buona serata, sperando che non ti darai troppo agli esercizi di neurobica. E l’istruttore, sicuramente, sarà un bietolone. ^__^’’’


Giuseppe
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20:13, 29 novembre, 2004

non ho fatto in tempo a commentare questo racconto che ne vedo già un altro... l'avevo salvato per leggerlo con calma, forse troppa calma?
cmq mi è piaciuto tantissimo, anche perchè a me piace più la prosa della poesia, nonostante la poesia sia più immediata e più libera, la prosa la sento di più. Questo racconto è scritto benissimo, i personaggi vengono fuori da subito, ci si trova immersi nelle loro vite con estrema anturalezza e sembra di vederli, di sentirli, di pensare quello che pensano loro, e odiare amare rimanere sconcertati o essere avviliti, è un racconto breve ma estremamente denso. La sai una cosa? non so perchè - le nostre associazioni mentali sono davvero strane a volte - ma mi ha fatto pensare a Shakespeare... non chiedermi perchè... non saprei... però davvero bello
un bacio
Blogger: freakqueen Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente freakqueen
15:35, 29 novembre, 2004

Senza colpa, confesso...mi ha folgorato l'immagine, paurosamente folgorata. Ma non sono andata oltre....di nuovo, e ancora, e ancora...ho solo letto Venere e Tiresia...e mille ricordi di liceo mi hanno passato la mente...ma quest'immagine....mah è arte anche lei in fondo, no? Spiace per le tue parole...ma la Luna stancamente gira...
Blogger: Maya_Desnuda Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Maya_Desnuda
10:31, 29 novembre, 2004

leggerti è sempre una scoperta.
di se stessi.
complimenti Giuseppe.
un abbraccio di stima sincero e solido, come le emozioni che ci dai.

Blogger: BESTIO Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente BESTIO
10:19, 29 novembre, 2004

Carissimo tesorino,
mi sono presa tutta la calma del mondo x leggere questo tuo ennesimo, profondo racconto. E' pazzesco quanto profondamente tu riesca a penetrare negli abissi della mente umana... forse ci sono cose che noi stessi non ammetteremo mai: x paura, x cultura... sociologicamente parlando (concedimi :)) si potrebbe dire che il tabù più grande che l'uomo da sempre deve affrontare è proprio quello della morte. Non è facile rendersi conto che la vita si sta trascinando, ci sarà sempre qualcosa dentro noi che si ribellerà: siamo animali in fondo, e l'istinto di sopravvivenza è quanto di + radicato esista in noi.
Poi arriva la scienza, con il suo essere devantante, e ti rende "ridicolo", ti fa provare spesso ribrezzo di te stesso e io lo so come ci si sente... certo, non ho mai portato x furtuna mia un esoscheletro, ma credo la sensazione sia molto simile a quella di certi busti ortopedici che ho portato x ben 11 anni...
Beh, non posso aggiungere altro alla tua Opera, solo un bravo e un grazie x essere sempre così meravigliosamente catartico :-)
Bacio e buona settimana.

Alecta
utente anonimo
02:45, 29 novembre, 2004

Carissimo Giuseppe, non mi è possibile rimanere immobile, così nonostante tutto ho letto questo tuo racconto e ne sono felicissima perché valeva la pena di sfidare ogni malanno! Mi è piaciuto talmente che se fossi a teatro azzarderei una "standing ovation" tanto mi ha emozionata! Chissà perché tutti attribuiscono ai bambini un'innocenza che essi non hanno davvero (e per fortuna, aggiungo io!). I miei ricordi infantili sono fatti anche di selvaggia crudeltà, mai grave però, giusto quel po' di "selvatico" che hanno tutti i cuccioli del pianeta. ^___^
La figura del frate poi, è a dir poco fantastica, delineata benissimo anche se il racconto non è davvero lungo. Un pezzo da "maestro".
Ora tornerò sotto le coltri con qualcosa in più, dopo averti letto.

Grazie per le tue attenzioni. So benissimo che anche tu non hai la pazienza di rimanere al calduccio quando l'influenza incombe, eppure a volte è necessario. Quindi ragionevolmente mi avvierò tra le braccia di Morfeo, non prima però di "aver leccato la vita" nel mio blog. ^__^

Have a great night dear.
All the Stars will bright on you .
Wishing you sweetest dreams.

V.
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00:30, 29 novembre, 2004

@ SOFFIO

Carissima Soffio,


Vedo. E SONO IO A DOVERTI RINGRAZIARE SENTITAMENTE. E’ un regalo troppo grande, quando io avrei dovuto farti regalo maggiormente conveniente e prezioso.
E’ ONORE GRANDE e FELICITA’ IMMENSA vedere le mie parole qui da te, che ora sono TUE, assolutamente TUE.

GRAZIE INFINITE di tutto cuore.

Ben so che il tempo per leggere è poco, e i miei post sono sempre piuttosto lunghi da sorbire in un’unica tirata. ;-D E ben sai che puoi tranquillamente prendere da me e stampare tutto quello che ti piace senza problema alcuno.

Io leggo nei momenti che posso, nei ritagli di tempo, e cerco di farmene avanzare tanti di ritagli: a volte arrivo al punto di dilatare la giornata di 24 ore e farmela diventare più lunga. Una magia? Boh. Non si sa. ^___^’’’

Spero che la lettura del raccontino, a quest’ora, non ti turbi troppo: a volte i miei racconti non sono proprio felici per le tematiche che tratto.

Un bacione immenso con tanta amicizia e stima. E un forte abbraccio, cara Amica, augurandoti una serena notte. Che questa settimana nuova possa portarti tante felici sorprese perché sempre la vita possa sorriderti d’amore e tranquillità. Che la luce dell’Amore sia sempre con te e in te, cara Amica.

Giuseppe
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00:12, 29 novembre, 2004

@ CHATTERLY

Carissima Chatterly,

di nulla ti devi preoccupare se non di stare sotto alle coperte al caldo: la febbre passerà, ma tu non smaniare di voler fare. Non fare come me che sono un incosciente e che nonostante la febbre - ricordi ch'ero influenzato? - sono stato in piedi a fare i BIP miei. In questo momento, l'essenziale è stare al caldo e rilassati: e prendere le medicine, e bere del buon brodino caldo. O del latte, con un po' di whisky o no, secondo tuo gusto e gradimento.

T'avvolgo con una carezza che è un abbraccio di calore, affinché la febbre possa trovar nel caldo dell'affetto l'arma che la sconfiggerà. My Immortal Muse, mi raccomando, non t'affaticare. Sì, lo so, sei forte e tutto il resto, ma non t'affaticare comunque: un po' di riposo non potrà che farti che bene.
Oddio! Parlo come mio padre. Vuol proprio dire che sono già vecchio vecchietto. ^___^

A million kissies from me to ya, My Immortal Muse.

Giuseppe

@ CINZIA

Cara Cinzia,

sono felicissimo per te: ti sei divertita, e mi pare evidente. Avrei voluto esser al tuo posto. E un po' sono invidioso, perché questo week-end è stato di lavoro e poco di piacere, e infatti sono indietro in tante e tante cose. Spero di riuscire a recuperare domani, ce la metterò tutta.

Ti ringrazio infinitamente: leggermi e sapere che bisogna arrivare alla fine, be', è un complimento per me molto ma molto GRANDE, e non so se lo merito tutto. Ti capisco, certo: quando qualcosa ci piace, almeno per me, è impossibile staccarmi dalle pagine, perché l'anima mi rimane prigioniera in esse.

Carissima, adesso ti lascio, con un grosso bacione e un forte abbraccio, augurandoti buon inizio settimana. Ma anche augurandoti la buonanotte.

A domani, cara amica.

Giuseppe


@ GIADA


Cara Giada,

Mi concentro, in questa prima parte in risposta al commento da me lasciato, sulla seconda parte, premettendo però che solitamente non faccio analisi critica, io in prima persona, dei versi che scrivo. E’ una mia scelta: preferisco non analizzare troppo i miei versi e lasciare invece che fluiscano naturali, nel modo più naturale possibile. A volte i risultati sono lodevoli, altre no: ma solitamente sono cosciente della qualità dei versi.

Nell’album del 1970, The Man Who Sold The World, David Bowie, nel brano che dà poi il titolo all’LP, cita più volte i versi del poeta Hughes Mearns: o meglio, “li storpia” secondo le sue esigenze. Il riferimento a Hughes è chiaro e non sfugge. Fernanda Pivano ha visto nel Duca Bianco un poeta, e difatti lo è: ma è giusto parlare di Bowie come d’un plagiatore? Bowie era cosciente che scrivendo “The Man Who Sold The World” stava prendendo a prestito idee vecchie per forgiarle in qualcosa di nuovo. La poesia non nasce dal nulla: spesse volte è fatta di citazioni di cui siamo coscienti, altre volte di citazioni di cui non siamo coscienti ma per il semplice fatto che non conosciamo tutti i poeti del mondo e i loro versi. Puo’ accadere – ed accade spesso – che gli stereotipi della poesia vengano ridetti e tradotti in tante e tante poesie di autori contemporanei e non. Non è stato immune neanche De André, ma nel senso buono: anche lui è stato un predatore di idee per dar corpo alla poesia che oggi sappiamo e amiamo, e che diciamo sua. Siamo tutti predatori di idee: l’Originalità “perfetta” e “completa” non esiste, ma credo che tu questo lo sappia bene e meglio di me, forse. Illudersi di dare vita a versi “nuovi”, che vedono per la prima volta la luce del sole, è illusione e nulla di più. Ho citato Bowie, perché in un racconto che ho scritto – e che metterò on line a breve – io stesso cito Bowie ma in maniera così palese ed esplicita che non è possibile non capirlo. A sua volta, il Duca Bianco, scrivendo la canzone-poesia in questione, ha preso spunto da un romanzo di Robert A. Heinlein, “The Man Who Sold The Moon”. Potrei risalire all’infinito, fino alla radice ultima dell’”uomo che vendette QUALCOSA”; ma andando a ritroso nel tempo, nelle citazioni, avanzerei in un territorio ostile, quello della ricerca d’una radice che è troppo lontana per essere identificata con assoluta precisione. Un lavoro apprezzabile, ma inutile se portato troppo in lontananza nel tempo. Ti dirò: ho trovato, in rete, molti miei versi, poesie, messe on line, da non si sa bene chi, ma non portano il mio nome, ma solo uno pseudonimo che non è di certo il mio. Che dovrei fare? A qualcuno ho lasciato detto che simili comportamenti non mi piacciono: ma se metto on line il rischio che mi copiano e che qualcuno si faccia “genitore adottivo” della mia poesia c’è. Qualcuno per non incorrere nel rischio di essere copiato, ha preferito lasciare il mondo virtuale, ingenuamente credendo che sulla carta, nel mondo reale, non sia possibile copiare. Vabbé. Io non me ne faccio un cruccio: fin tanto che non si specula con la mia roba, che non si trae profitto “in danaro” (e scusa se riduco la poesia a qualcosa di monetario), non posso farci niente. O meglio: potrei registrare ogni cavolata che scrivo e dirla alla SIAE. E poi? Non credo che il gioco valga la candela, non per il momento. Anche se alcuni accadimenti spiacevoli m’hanno portato a maturare l’idea di mettere disclaimer sul mio blog che tutto il materiale on line, tranne dove diversamente indicato, è frutto del mio ingegno e in quanto tale non puo’ essere copiato senza previa autorizzazione dell’Autore, cioè di Me. Non servirà comunque a niente, ma se non altro, se un domani dovesse accadere qualche fatto increscioso grave, potrò dire e rivalermi sul fatto che il materiale era coperto da Copyright e sporgere denuncia. Guccini, per ottenere la paternità di tante sue liriche, c’ha impiegato più di vent’anni. Figurati un po’ in che mondo viviamo. E quando il Guccio scrisse quelle canzoni oggi finalmente tornate ad essere sue con il suo nome, Internet non si sapeva neanche cosa fosse se non negli ambienti militari. Ma in fondo sono un libero, libero come il vento: ed è questo ciò che maggiormente conta per me.

Immagino, e capisco, che tu sei arrabbiata, non so con chi, ma si percepisce che sei arrabbiata seppur ironizzi sull’accaduto. Come posso aiutarti? Non lo so. E non credo d’esser capace ad aiutarti, giacché son secoli e secoli che il mondo gira in questo modo: a volte il plagio è stato palese ed è stato punito, altre ancora non era plagio ma citazionismo ed allora si è continuato ad andare avanti.

Si potrebbe inventare un vocabolario nostro, personale, così personale, che nessuno potrebbe interpretare. Ed allora, addio poesia. Addio necessità e voglia di comunicare qualcosa al prossimo. Il fatto è che non ho voglia di scrivere un vocabolario e neanche ho voglia di inventarmi una grammatica, una lingua che sappia solo io, per difendermi. E neanche ho voglia di abbandonare le possibilità comunicative offerte dalla rete. E non ho voglia di farmi eremita e pensar solo di scrivere poesie e racconti, e lasciarli morire con me e in me, col mio corpo che è essenzialmente mortale. Quindi scrivo ancora, cosciente dei rischi, tutelandomi come posso.

Ho risposto solo ad un terzo del tuo commento. Ma ritorno quanto prima per rispondere agli altri due terzi del tuo commento e per dire meglio della tua nuova poesia in maniera più critica rispetto al giudizio che ho già espresso ma in forma stringata. Ho preferito rispondere prima all’ultima parte del tuo commento, perché come vedi, e leggi, riguarda pure me.

Spero d’esser stato almeno un pallido aiuto per te, ma credo di no. E se mai dovessi ravvisare in me che qualche torto ti ho fatto, volontariamente o no, ti prego di “cazziarmi” come si deve, senza peli sulla lingua.

Per il momento ti lascio un forte abbraccio e un bacione, quello della buonanotte.

Giuseppe
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00:12, 29 novembre, 2004

Carissimo Giuseppe il racconto come al solito lo stampo e poi lo leggo con calma...Sai prima di addormentarmi leggo le cose che raccolgo durante la giornata,solo in quel momento ho la tranquillità di vivere le letture entando fra le righe...non so se riesci a capire...

Volevo ringraziati ancora per il dono a me fatto se ti fai un giro da me vedrai...

Ti auguro una serena notte e un domani immerso nella luce:)
Un sorriso:)
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22:32, 28 novembre, 2004

Carissimo amico, sono davvero contenta che tu abbia apperzzato molto la frase che ho citato nell'ultimo post, questa frase dell'indiani Irochesi ci da molto da riflettere e più la leggo e più mi vengono immente tante cose!La pace deve partire dal nostro cuore e poi esplodere contagiando gli altri.
Un saluto affettuoso
Valentina
utente anonimo
21:44, 28 novembre, 2004

Caro Giuseppe,
ti lascio un saluto veloce perché la febbre mi disturba non poco. A presto.

Hugs 'n kisses

V.
utente anonimo
21:39, 28 novembre, 2004





INCUBO RIMBALDIANO



 



a
Giada
,
che sfiora le labbra dei suoi peluche



 



 



Un fantasma di carta



invade Coscienza:



affilata forbice, non occorre



per questo orrore lama migliore.



Un cielo placentare



abortisce Essenza:



forcipe, utile è estrarre



il dente cariato quando sangue



nelle gengive ancora scorre.



E il Sogno erotico



nell’utero della Morte



appena nata e già pettinata:



è nell’Occhio del mattino
incastonata,



tirata a lucido con la brillantina
blu.



Ma tu non ricordi che,



che ti stringevo i polsi:



non volevo che,



che tagliassi le vene



all’Incubo mio



che spacciava l’ombra di dio



ad affamati e disgraziati



senza firma, ma tutti in fila



a braccia allargate come ali.



Ma tu non ricordi che,



che su Tutto il Nulla.



E qui è terra d’Abissinia.



E lo sai che fuori c’è la Guerra:



saresti stata la più felice fra le
bambole,



saresti stata la mia cravatta
annodata,



un cappio al collo; ma c’è che,



che non m’hai capito mai. E qui è
terra



d’Abissinia, sempre forbice e
forcipe.






Carissimo predatore di idee,
Implicitamente il termine peluche sta a significare piluccare…Se andiamo a leggere ed interpretare i versi : “Sentia la piaga della Giustizia che sì li pilucca”(Purgatorio 24,39 ) il verbo sta a significare consumare ineluttabilmente. Toccare fuggevolmente le labbra dei peluche è indice di un comportamento dettato dalla mentalità infantile (donna-bambina)presente ancora nei miei Versi e nella mia Esistenza. I pargoletti non riescono prima di una certa età a distinguere la propria figura con colei o colui che si prenderà cura dei suoi affetti, quindi si appropria di oggetti che gli diano certezza e sostegno. Giuseppe, il Balocco di turno serve a capire il vero significato dell’Idioma Distacco. La poesia potrebbe essere un Gioco in cui regole non esistono perché, come sai, nella Composizione ci viene donato il Libero Arbiter. Scrutare e concentrarsi sul movimento delle labbra comporta una meditazione ed una concentrazione critica. Riunisco gli Imput e inizio a battere i tasti insieme alla Compassione creata dall’Ipnosi. Non ricordo la completezza ma…Ma le Forme non riesco a dimenticarle...Ascolta!Odi la Sinfonia create dalle bocche espressive?Io riesco. E’ irripetibile!I peluche quindi servono come affermano gli psicologi “a creare dei legami di affezione ma anche ad isolare il bambino!”. Utilizzando il linguaggio,Io mi isolo dal resto del Mondo creando comportamenti ricreativi.
(Fantasmi-Inganni)
Illusione come un lenzuolo bianco caduto sull’asfalto!Il nero…Immaginiamo una donna distratta che lascia cadere dal balcone un pezzo di stoffa bianca…Cosa accade?Si posa sul Bitume e comincia ad ondeggiare per trovare la posizione giusta.Il Catrame con il suo calore e lerciume astratto riuscirà a macchiare la verginità di questa stoffa pallida?Bitume prepotente che riduce la Pienezza in un cumulo di monete chiamate Euro. Il fantasma dovrebbe essere la Fama dei poeti che arriva sempre Dopo la Morte del Corpo . L’ente materiale si disgrega e decede, mentre lo Spirito continuerà a vivacchiare. La coscienza avverte la Spazzatura e cerca di evitarla. Per imparare a riconoscerla fra tante deve cadere nelle sue acque sporcandosi i mocassini in pelle di coccodrillo. Affondo mocassini!La scarpa nonostante sia sprofondata nelle acque Resiste accumulando solo gocce. Iannox, uscendo saremo in grado di riconoscere utensili più vantaggiosi? Quelli Arrugginiti sono sempre i Migliori ;). Bisogna allenare Animaed il Pensiero. La Placenta nella tua poesia è strettamente legata al termine cielo come l’Esistenza intrauterina. Noi pensiamo che solo gli strumenti ostetrici o pillole assunte sono in grado di far nascere delle malformazioni.Non è così perché siamo 24 ore su 24 legati alla psiche della futura Madre. Se il bambino dovesse nascere prematuramente andrebbe incontro ad una serie di problematiche come del resto la scrittura che, se non viene curata, con il passare del tempo avvizzisce come l’Epidermide. ERòs Dibìvinizzato… L’amore personificato,quello che non esiste più,quello che alimenta lo Spirito,Colui che agita la Vita,il Padre-padrone ,la Madre erotica che ci concede un’unica volta di scorgere la Lux annebbiata durante la fase finale del Parto .Noi vedremo riverberi ma non saranno mai come quelli del primo stadio di Vita nel momento dell’uscita da una pancia sferica,colma di smagliature. La Morte è vicina…Perennemente presente,colei che ci fa sospirare,grande visionaria che condiziona i nostri gesti!Sonno eterno che infligge castighi brutali perché chi è soggetto ad allucinazioni deve lottare contro i momenti giornalieri. L’essere sempre condizionato da un essere superiore! Morte che rende le pupille prive di Luminosità come i diamanti imprigionati in anelli sfoggiati come tronchi d’albero. Contraddizione ascolto. Il blu non può essere accostato al Nero.
L’azzurro è il colore del cielo,il blu quello della sicurezza. Il nero eccita e ricorda delle circostanze rovesciate in poco tempo. Tacchi alti in pelle nera, bende che stringono i polsi che richiamano gli Incubi e i sogni premonitori. La campana sonante che richiama la Nascita. Un mix potente!Sangue che rigenera la pelle. Quando si cade,involontariamente, si sbatte e nascono delle escoriazioni. Sbucciatura che fa esprimere le sensazioni contrastanti:piacere e dolore. All’inizio la ferita non brucia.Si cerca di reagire ma con il passare dei minuti si avverte sofferenza fisica. Questi sono gli Incubi assetati. Questa è Vendetta senza firma che viene e va senza alcuni pregiudizi. Ripicca asciutta che si afferma con magnificenza a Braccia Allargate Come Ali. Detesto le vendette a cuor aperto!Tutto-Nulla due maschere immortali che riempiono l’Anfora dell’Esasperazione. Sono le Ciotole in cui l’Uomo-Animale si disseta. Non ricordo il Globale…In questi versi trovo che il poeta-predatore di Idee richiama l’Iperattività nemica che annienta una parte di Me. Esperienza esteriore ed interiore che mi permette di esplorare in poco tempo Nuove terre immaginarie. Ciò che resta è il sapore polveroso e piacevole come il mio profumo Iceberg Twice che verso sulla Pelle ogni Dies. Fuori attendono soldati imbiancati,tramutati in persone normali che attendono di essere selezionati dalla ipercritica Giada. Temporeggiano!Questi condottieri non aspettano altro che lanciare Dardi esistenziali. Io…Bambola Rumorosa che non gioca con l’eternità in nome dell’Allusività. Sono una cravatta che stringe patti supremi con il Mistero. Un cappio mieloso che attacca senza remore,che provoca per ottenere attendibili reazioni,che fiorisce freschezza! E qui è terra terra d’Abissinia …Terra di battibecchi forcipe e tagliente!
Negli ultimi giorni visitando alcuni blog la mia mente ha maturato una maggiore propensione ad osservare la diffusione e la copiatura banale di alcuni termini utilizzati dalla preziosa perlina. Inutile dire che sono rammaricata dal comportamento di certi individui…Ho cercato d’ interrogare lo sdegno per penetrare precocemente nella condizione di questa persona ma ancora non sono riuscita a discernere la vera motivazione. Offro spontaneamente la mia sapienza,il mio intelletto,il mio cuore che palpita ad ogni scossa,la mia anima e così via ma non posso sopportare l’appropriazione indebita dei miei ermetici pensieri. E’ difficile privarmi delle parole che ho accostato a aggettivi per descrivere cosa tormentasse e cosa facesse gongolare i miei stati d’animo. La mia Personalità in questi momenti si lacera in due parti come quando i polmoni vengono separati dal cuore. Rifiuto questa totale ed ostinato scorporo. I polmoni potranno riprendere a sgusciare nei miei divorati luoghi mentali ?Il cuore impedito dei sospiri esibirà il pallore deforme causato dalla perdita di ossigeno?Perfetto!E’ l’atipicità che adorna il mio Nome. E’ l’Unicità che mi rende statua e spartana. Demordo,Miro,Percepisco conflitti,Desidero esprimermi. Giuseppe…Macerante tormento è l’unico fautore che farà venire al mondo appetitosi dibattiti roventi. La psiche detta,Io immagazzino. La mente ascolta,Io discuto. L’intelligenza incolore cristallizza,Io costruisco lastre rischiando di tagliarmi. La Meschinità di archetipi…Mi paralizza!Io torrefaccio,macino e riempio la macchinetta del caffè questa persona Consuma e Guasta l’Aroma. La domanda potrebbe essere: “Perché hai reso pubblici i tuoi scritti se non volevi che alcuni copiassero?Era inevitabile!Si,ho pensato anche questo ma…L’accortezza (a questa persona le consiglio) di utilizzare un sacrosanto dizionario dei sinonimi e dei contrari!”.Linciaggio Morale?Che ben venga…Ironizzo e vado avanti!

Proseguiamo il Nostro Cammino.Ti abbraccio Giada
utente anonimo
21:19, 28 novembre, 2004

Quello che mi piace è che quando inizio a leggerti devo per forza arrivare alla fine,capisci cosa voglio dire?Sono tornata dai miei due giorni di follia hahaha mi sono divertita tantissimo!!!!Un grosso bacio cinzia
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18:37, 28 novembre, 2004

sì... vedremo.
evviva la fantasia.
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18:26, 28 novembre, 2004

@ FRANCIFRA

Oh, be', anch'io son realista. Ma mi piace pensare che fra mille anni saremo ancora qui, come se fosse oggi, e non fosse passato un solo giorno. Chi puo' dirlo! Magari accade un miracolo o non so che altro. Magari accade solo la fantasia. Ma vuoi negar la bellezza che c'è nella fantasia? Ah, io non me la sento proprio, così, cara Francifra, un bacione. E vedremo. Vedremo.

Giuseppe
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#9  
18:20, 28 novembre, 2004

lo spererei anch'io, se non fossi realista..
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#8  
18:13, 28 novembre, 2004

aspetteremo il tempo, allora..
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#7  
18:08, 28 novembre, 2004

@ GIADA

Cara Giada,

Hai una fremente pallottola che solo aspetta d’esser lanciata oltre l’infinito, oltre la mortalità che c’invade un po’ tutti con astrazioni, pensieri e immagini. E che desidera posarsi dove sta la Signorina! Ma quale sarà mai questo dove? E come questa Signorina? Scioglierò nella memoria del sottosuolo chiamando a raccolta tutti i demoni perché possano di sé raccontare a me, a te, chi siamo noi. Saprò aspettare il tempo che scioglierà i nodi ai miei interrogativi qui espressi. Io sarò polvere d’angelo, di diavolo, la gamba amputata di Rimbaud. T’aspetto al varco, cara Dama Perlacea. Per te avrò chioma leonina come il poeta che si fece ebbro battello.

Con affetto e stima,

Giuseppe

@ FRANCIFRA

Cara Francifra,

troppo buona. Ma solo il tempo saprà dire con certezza incerta se sono stato o solo ho creduto d’esser nel bene o nel male.

Smack.

Giuseppe
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#6  
18:05, 28 novembre, 2004

Buona domenica a te... grazie
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#5  
17:53, 28 novembre, 2004

se ti puoi far piacere, da me puoi avere la certezza che non ti crederò mai cattivo.
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#4  
17:52, 28 novembre, 2004

@ AURORA

Cara Aurora,

"Gocce di Sudore": "Guardarsi e vedersi/ come fosse la prima volta/
a volte fa paura." Niente di più vero, cara Aurora. Hai racchiuso, a mio avviso, il concetto della vita in queste poche parole in poesia, la vita che spesse volte è sudore, un io preso negli incastri tremanti della proprio quid. Bellissima.

Un bacione con affetto e stima,

Giuseppe

P.S.: Grazie d'esser da me passata. Un raccontino, niente di più.


@ FRANCIFRA

Cara Francifra,

lo spero. Non mi piacerebbe passar alla storia come un cattivone o un gargamella. ;-D Sì, io parlo di storia. Ma quale storia? Comunque, era per dire: non vorrei esser ricordato male, se possibile, almeno dagli amici.

Un bacione.

Giuseppe
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#3  
17:45, 28 novembre, 2004

Ciao Iannox,
qui ho una fremente pallottola che desidera posarsi sul tessuto ove sta la Signorina!Attendimi presto verrò.Scioglierai nel sottosuolo ;).
Solleverò un polverone.......
[Dama Perlacea]
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#2  
15:30, 28 novembre, 2004

Caspiterina che meraviglia questo racconto.....
Affascinata ti auguro una buona domenica.
Ciao Aurora
utente anonimo
#1  
15:11, 28 novembre, 2004

no, non sei affatto cattivo. Non lo sei mai stato.

Un bacione
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