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Commenti
15:25, 01 dicembre, 2004

il punto è la 'conservazione' dell'intimità, sesto. non si tratta di volerla conservare. l'ho già detto. un'intimità deve vivere.
Blogger: alderano Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alderano
13:19, 01 dicembre, 2004

Continuo a sostenere che l'intimità è negativa e assassina, logorante. Anche quella tra due persone, anche l'intimità del "ti amo". Perchè è intimità sempre e invariabilmente morbosa, produttrice di odio. Non si accetta, appunto, che quelcun altro la penetri: la gelosia non è che questo, conservazione dell'intimità del "ti amo". E ogni odio, ogni sangue, ogni guerra, hanno scaturigine da questa intimità occulta. Ciò che cerco di fare, è appiattire ed eliminare questa claustralità, che è tanto affascinante (oh, questo lo so.... sono un essere umano) quanto fuorviante. Di chi mi legge più di uno sa cosa intendo. E sa anche cosa significa "violazione" dell'intimità, quel volersi introdurre anche laddove non c'è nulla in cui introdursi. Io tutto questo lo detesto. il paradosso che corrode ogni cosa, il confine invisibile e inafferrabile tra "mio" e "tuo", tra "segreto" e "rivelazione", cancro che si riproduce sempre più degenerato, fino all'etrema entropia. Scusate. Non ho rispetto di me stesso.
Blogger: sestoempirico Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sestoempirico
12:07, 01 dicembre, 2004

chi tenta di entrare con forza nella mia intimità verrà eliminato.
chi sparge al vento quanto raccolto all'interno di quella spaziatura verrà isolato e giustiziato.
amo raccogliere espressioni sconosciute su volti noti colte a loro insaputa, scorte nella folla, avvistate nel traffico dall'altu di un autobus, la mia mente viaggia, immagina, elabora e porta un nuovo bene ad arricchire la mia intimità.
...che senso avrebbe altrimenti!
Blogger: trenofuoriorario Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente trenofuoriorario
09:58, 01 dicembre, 2004

Il gesto si fa luce, ma se la luce acceca bisogna essere pronti a calare le tende. Allora si calano, con l'accettazione rassegnata di sempre, tentando di fare ombra su quel corpo, esposto, ma coperto da un lenzuolo bianco. La relazione era solo visiva. L'intimità ci se la può giocare con un'occhiata e poi, sì, rispettando la spaziatura, cosa che non sempre ci piace fare, qui ed ora.
Mi eclisso di nuovo.
Buoni giorni, Vio
Blogger: Violeta Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Violeta
23:37, 30 novembre, 2004

c'è qualcosa, nell'aria bollente, che nell'istante preciso mi spinge al trapasso."Ogni intimità è segreta"

al rovescio
Blogger: elos Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente elos
15:34, 30 novembre, 2004

condivido il "non fare entrare in intimità coloro che le sono estranei" poichè l'intimità è qualcosa che riguarda solo due persone in una relazione e non può essere percepita da altri . L'intimità ... è anche quella cosa che espongono gli artisti , almeno per me è così ... quando elaboro qualcosa metto in piazza la mia intimità ... . Amo la mia intimità e vivo anche per lei
utente anonimo
14:02, 30 novembre, 2004

L'immagine di Prévert mi è stata suggerita sopratutto dal titolo dell'aforisma: con tutta la secchezza impersonale di una legge di confine, l'intimità segna il proprio confine alle porte degli alberghi, reclama il possesso di uno spazio, dichiarando, suscitando invidia dall'esterno, di esserci, in bilico tra la voglia di mostrarsi e la paura di esporsi, intimità bersaglio
Blogger: andyviolet Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente andyviolet
13:51, 30 novembre, 2004

L'intimità, il superlativo dell'entro, il nucleo dell'inclusione, è indifferente all'estraneo, e finchè dura l'indifferenza è un godimento di eternità, come i ragazzi che si baciano di Prevert che non ci sono per nessuno. Quando l'estraneità fa breccia, provoca la piccola morte della trasformazione. Sembra di ritrovare la lotta tra la stasi della conquista e la vertigine dell'evoluzione.
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22:57, 29 novembre, 2004

ma io non mi riferivo all'inconscio, più semplicemente a tutte quelle emozioni, o sensazioni che cerchiamo di imbrigliare in una rete di parole, rischiando di rovinarle e di ucciderle. se poi si parla di rapporti tra due persone, il discorso può prendere ancora altre pieghe, tipo l'ossessivo bisogno di compenetrazione che abbiamo certe volte, dimenticando che ognuno ha degli spazi intimi da non condividere con nessuno.
un'altra delle tante interpretazioni del tuo aforisma...
Blogger: amarantide Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente amarantide
22:48, 29 novembre, 2004

Io credo che occorra portare alla luce l'inconscio. Portare a consapevolezza. Dov'è l'Es, là dev'essere l'Io. Non è semplice, anche perchè questo movimento di chiarificazione (di 'tematizzazione') rischia sempre di negare, di rimuovere, di imbrigliare, di categorizzare. (Ora che ci penso: ci ho fatto un racconto su questo, nel'ultimo anno). In ogni caso parlavo essenzialmente di un rapporto: di un'intimità esposta. E rispettare il 'senso' (inteso anche come direzione) di questa esposizione diventa allora una questione (di) fisica.
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22:18, 29 novembre, 2004

se non avessi letto quello che specifichi nei commenti, ti direi che spesso noi stessi vogliamo autopenetrarci, cercando ostinatamente di portare alla luce e di tradurre in parole ciò che dovrebbe restare innominabile, più che inconfessabile. la folie du jour...
Blogger: amarantide Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente amarantide
21:59, 29 novembre, 2004

E' vero aitan. Ed è per questo che sotto scrivevo che trasparenza dei contorni significa anche palesare le zone d'ombra.
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21:51, 29 novembre, 2004

anche la trasparenza e la nitidezza sono idee relative.
dove c'è molta luce, l'ombra è sembra troppa
Blogger: aitan Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aitan
21:37, 29 novembre, 2004

'non fare entrare' qui significa: non svelare, non dischiudere ciò che non può essere compreso. e si può anche declinare come: non dare le perle ai porci (ma senza implicazioni messianiche nè assiologiche).
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21:12, 29 novembre, 2004

Ma se fosse così vero che l'estraneo non può accedere ad una intimità che gli preesiste, non avrebbe senso il consiglio che le tue parole sottendono. Perciò o l'estraneo non esiste, o se esiste non occorre guardarsi dal farlo diventare intimo
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#9  
20:13, 29 novembre, 2004

Quando l'estraneo si fa intimo nasce una nuova intimità, l'estraneo non può accedere a un'intimità che gli preesiste.
Certo che l'intimità può sempre volgersi in estraneità. essa è per natura esposta al rischio, alla catastrofe.
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#8  
20:06, 29 novembre, 2004

Ma nel momento in cui l'estraneo è intimo l'estraneità non è più tale, e l'intimità dell'intimo non protegge dalla sua possibile estraneità
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#7  
19:36, 29 novembre, 2004

A ulteriore chiarimento: Pensiamo al 'ti amo', come paradigma del segreto. Esso può essere detto solo ina una relazione viva, nello spazio vivente di questa. Al di fuori, esso deperisce. Dipende interamente dall'intensità della relazione, dal silenzio (vissuto) che lo sostiene. Strappato a questo contesto, non è che una frase insulsa, insignificante.
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#6  
16:38, 29 novembre, 2004

Blanchot, appunto, e di una "comunità inconfessabile". Il tuo commento "chiarisce" e ri-vela.
utente anonimo
#5  
15:32, 29 novembre, 2004

Come ogni aforisma, anche questo si presta a molte interpretazioni. Quante più ne verranno fuori, tanto più significherà che l'aforisma ha colpito nel segno.. Visto che occorre situare un aforisma entro un contesto, i contagi dei corpi esposti ne sono il presupposto. E dunque l'aforisma non consiste con la partizione 'borghese' tra sfera pubblica e sfera privata. Nè è questione d'attaccamento - perchè occorre che l'intimità viva, e non (come nel caso di un attaccamento) sia diventata feticcio. L'intimità (tra due persone) è un relazione incomunicabile. Ciò che passa tra due persone - o tra tre, o anche più, al limite - la qualità di quel rapporto non può essere riportata. Essa vive. Esiste, o è esistita. E la sua sostanza è, direbbe Blanchot, inconfessabile. Enunciarla, significa farla morire.
Trasparenza dei contorni significa anche palesare le zone d'ombra. (E' la nitidezza del gesto). Una zona d'ombra, qui, è palese. E non la svelerò.
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#4  
15:04, 29 novembre, 2004

...palesare le zone d'ombra mi appare invece più necessario...più onesto e di gran lunga più difficile...
Blogger: TirNanOg Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente TirNanOg
#3  
13:09, 29 novembre, 2004

Esiste un'intimità alderano? Certo, esiste, ma è consistente? insomma, a quanto giova? In tutta la mia vita non ho cercato di fare altro che eliminare la mia intimità, la mia sfera privata, quelli che si chiamano "cazzi miei". Solo se si elimina la sfera privata si potrà mettere a morte, finalmente, anche la sfera pubblica. Poi magari non ho capito...
Blogger: sestoempirico Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sestoempirico
#2  
12:27, 29 novembre, 2004

Mah. Se è un discorso relativo, riferibile alla scrittura ad esempio, sono d'accordo. Se si parla di relazioni, una frase del genere può fare intendere una idea di attaccamento. Perché altrimenti chiunque può entrare e uscire. Dipende dal nostro controllo, dalla nostra mente. E l'intimità segreta finisce per doversi palesare, per necessariamente farsi visibile. Altrimenti cede esangue.
Blogger: francescamazzucato Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente francescamazzucato
#1  
11:41, 29 novembre, 2004

non avrei mai creduto che potesse del tutto eliminarmi dai suoi pensieri.
e quando me ne sono reso conto sono impazzito. è sempre stata lì.per me.bastava solo che la chiamassi e arrivava.e di male gliene ho fatto.eppure c'è ancora.con quel dannato sorriso.e ti guarda.

chiedo scusa anche a te.ora mi tolgo di scena.
solo bada che non pianga.
e non fare lo stronzo.
m.
utente anonimo

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