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Commenti
#5  
11:56, 11 aprile, 2005

X Alessandro: mi sono iscritto al tuo gruppo su yahoo.
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#4  
11:55, 11 aprile, 2005

X Claudio: ovviamente condivido.
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#3  
14:44, 05 aprile, 2005

Il Mitterand di questo film è un vecchio grande uomo che affronta la malattia e la certezza della morte con dignità, disincanto, ma anche attaccamento alla vita ( emblematica la scena in cui vorrebbe proseguire ad oltranza la gita al mare), propinandoci perle di saggezza, profondi pensieri, parlandoci di sè, dei suoi gusti femminili ( il sogno di una cena con Julia Roberts), delle sue predizioni ahimè poi rivelatesi giuste ( sono l'ultimo dei presidenti,disse- dopo di me solo finanzieri e contabili), ma evitando le polemiche che a quei tempi lo volevano collaboratore , in gioventù, della Repubblica di Vichy, polemiche che gli rov inarono gli ultimi anni, a cui replico' con sdegno ma che non volle mai spiegare con precisione perchè la vita è troppo più complessa dei pettegolezzi.
Accanto a lui il giornalista Moreau, un uomo afflitto da crisi private e diviso tra odio e amore per Mitterand, come succede spesso con i personaggi dalla personalità ingombrante.
Un film su una grande figura storica, sì, ma anche un film sulla fine e sui passaggi:il passaggio epocale, quello dall'ideologia alla mondializzazione, dalla politica all'economia ( bellissima la sequenza in cui Moreau rifiuta di vendere il suo appartamento a un banchiere, quasi un simbolo di resistenza del mondo nuovo che non gli piace), sul passaggio dalla vita alla morte ( d'antologia è la scena in cui Mitterand col viso sereno e l'espressione da uomo pieno di curiosità si sdraia sul pavimento della cappella dove ha scelto di essere sepolto quasi come a una prova generale della tomba).
Un film, infine, s ul nostro presente ferito dalla assenza di tutti i Padri i in una società in cui restano solo figli, nella migliore delle ipotesi orfani smarriti che non saranno mai padri.....
Mai avrei sospettato che Guediguian , l'ex Ken Loach di Francia, lasciando il suo orticello marsigliese, avrebbe realizzato il suo miglior film.
alessandro p.
utente anonimo
#2  
14:53, 04 aprile, 2005

il commento sotto è il mio, pardon.
claudio
utente anonimo
#1  
14:53, 04 aprile, 2005

la francia è un grande paese. un paese dove la parola socialismo non è solo un vuoto contenitore politico, un paese, l'unico, dove si sono concretizzati nella contemporaneità gli ideali della destra storica, laica, liberale, antifascista. le passeggiate al campo di marte è un grande film.
utente anonimo

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