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Commenti
#26
15:06, 14 giugno, 2005
per me era:
- "ma te ne rendi conto!? la mia ragazza ha succhiato 32 cazzi!"
- "in fila?"
(o roba del genere)
ma anche la rassegna di film porno è un must...
abysso
#25
13:57, 14 giugno, 2005
:-D
La mia preferita rimane però il "masturbo manualmente animali per la riproduzione artificiale".
IllustratedMan
#24
01:11, 14 giugno, 2005
oggi ho rivisto Ju-On, quello vero ... ma un film può terrorizzare in modo considerevole alla seconda visione?? brrrr prima di andare a letto con Kaiako (o chi per lei) vi lascio con un ricordo riemerso a lettura post e che mi ha fatto ridere fortissimo :
- Che morte imbarazzante.
- Si, ma questo è niente in confronto a Walter, mio cugino.
- Com'è morto?
- Si è spezzato il collo.
- E sarebbe imbarazzante?
- Se l'è spezzato cercando di succhiarsi il cazzo.
nanahara
#23
12:50, 13 giugno, 2005
ma no, quale vergogna.
l'ho detto, Clerks è riuscito per metà.
l'ho adorato, visto, rivisto, passato agli amici...
poi mi sono passati fra le mani i film successivi e mi sono reso conto che di potenziale in realtà non ce n'è mai stato. Clerks è già l'apice di Smith. poi, ritornando sulle orme delle ottiche, se desidero sorvolare sulla capacità registica e restare basso nella gerarchia degli scopi filmici, Dogma mi ha divertito come pochi altri film...
abysso
#22
10:54, 12 giugno, 2005
Peeping Tom sta proprio per guardone, da qui il tilo del film.
Kitano. Secco come un osso di seppia. Straordinario.
A me però Clerks ha fatto ridere... Me ne devo vergognare?
IllustratedMan
#21
14:53, 11 giugno, 2005
bello bello bello.
@Illustrated: credo di aver compreso la tua ottica di visione. Le tue parole “è etico un film che, incompromissorio, rimane fedele ai valori di ciò che racconta” possono spiegarla meglio di qualsiasi esempio. Da ciò si deduce il non apprezzare la sintesi tarantiniana, che è in primis un compromesso con il cinema stesso. Kenosis, abbassamento, commistione fra violenza e suo svuotamento di senso. L’incoerenza ne rappresenta una conseguenza obbligata, forse in Kill Bill ancora più che in Pulp Fiction, poiché i registri filmici in tale film sono ancora più soggetti a capovolgimenti e parallelismi di opposta natura, pur restando al livello più “superficiale” un film violento ancor prima che un film sul cinema. E tutto l’esasperato citazionismo visivo (e non solo) provoca ribrezzo in te come può sollazzare chi, come me, nel magma di significati e interpretazioni snobba qualsiasi etica intrapresa a favore del risultato visivo e solo quello. I contenuti di un film (soprattutto nel contesto del plot) , la cui importanza per adesso limito focalizzandomi sul semplice visivo, sono parzialità, punto di partenza, necessità secondaria. Logico, anche questo dipende dal caso in esame, ma come Daniel abolisco qualsiasi limitazione sia indotta da una questione morale. Ma in conclusione si tratta di una scelta di approccio alla materia (in senso fisicissimo) che non può negare o scagliarsi contro le altre ottiche. E’ democratica in tutto e per tutto, quindi ben venga la tua idea di cinema.
Il pensiero di un’associazione gerarchica, invece, lo condivido appieno e detesto anch’io la simulazione snob di intellettualismi elevati che fanno a ridursi a mera confusione filmica o il pullulare di sensi che si conclude in semplice accumulo progressivo, che denota la peggiore malattia: la mancanza di idee. Ad ognuno il suo, verrebbe da dire, e di esempi positivi nelle mie ultime visioni ne troverei molti.
In conclusione, tendendo a riassumere la mia intera ottica, mi considero un ingenuo sprovveduto che ha l’obbligo morale (in questo caso si) di giudicare film e autori secondo uno sguardo più ampio e generoso possibile, assolutamente non limitante ma aperto a qualsiasi espressione di forma. Col tempo, chissà, potrei prediligere anch’io ottiche più specifiche e coerenti…
Inoltre,
Peeping Tom di Powell lo conosco ma solo di fama. In compenso ho visto un’orrenda specie di remake orientale di cui non sono mai riuscito a saperne molto, nemmeno dopo ricerche su Internet. Ma è il termine “guardone” che in America si traduce “peeping tom” grazie alla notorietà del film, o fu il titolo del film che si riferiva al gergo americano?
@Nanahara: Kitano no. Non si tocca. Kitano è un mondo a parte, intoccabile se si tratta di violenza gratuita o problemi etici. Stavo giusto pensando, grazie ad un fortuito caso, di provare un parallelo tra il suo “Boiling Point” e “Il Cattivo Tenente” di Ferrara che ho visto ieri uno di seguito all’altro, in uno scherzo del destino. Tanto so già che fallirei, però… The Doom Generation da cestinare in qualsiasi ottica, quasi come i film irritanti di Kevin Smith che finse di nascondere il proprio talento dietro il problema economico (riuscendo almeno per metà con Clerks) salvo poi dimostrarsi uno dei più evidenti bluff dello scorso decennio. Mi sento colpevole anche solo per aver riso con gli sberleffi di Dogma…
abysso
#20
17:37, 10 giugno, 2005
E' proprio quello!
Hai colpito un'altra volta il bersaglio: il film di Araki è un altro perfetto esempio di quanto io ODIO. E mi fa piacere vedere int e questo impeto... non ascoltare cattivi maestri -che poi son miseri, cattivi bidelli... Non c'è nessun errore nel tuo disturbo.
That which disturbs your soul, you must not suffer...
IllustratedMan
#19
13:39, 10 giugno, 2005
@ IllustratedMan : ma 'Narciso Nero' è quel film con la Kerr? ho un vago, vaghissimo ricordo ...
utente anonimo
#18
13:31, 10 giugno, 2005
Oddio gli esempi di Shindler's List e Olympia non erano di per se voluti °_°
Ma davvero non trovo affatto gratuita la violenza dei film di Kitano ... per gli altri citati (Oldboy e Battle Royale) rispondono a un genere fumettistico (come quello manga e di cultura orientale) che creano una diversa angolatura (anche e sopratutto a livello socio-culturale) la cui differenza sta alla radice.
In quale film la violenza può davvero assumere dei connotati gratuiti? Rimembro un film ... tra l'altro davvero orripilante 'The Doom Generation' ... ma li assume pura decorazione post moderna di superficie (che è il massimo di gratuità a cui posso fare riferimento). Sarebbe impossibile uscirne. Eppure mi disturba la violenza che tende a non rivelarsi per il suo vero significato ... quella disonesta sucitata che quella usata nella sua 'ogettualità' (The Doom Generation) ... e anche li (nel mio disturbo) ci sarebbe un errore di fondo me ne rendo conto.
utente anonimo
#17
13:21, 10 giugno, 2005
Che poi volevo rispondere per concludere il senso del mio discorso sul film di Spielberg si può porre su altri livelli e altri film ... non è una questio su temi che possono far crollare un personale senso critico ma un modo di rappresentazione qualsiasi esso significi ... il problema sono immagini svuotate del loro senso per produzione di uno più o meno velato e di cui il problema etico viene di riflesso sfiorato. Mi viene in mente le elucubrazioni 'pornografiche' (come qualcuno lo definì) insite in Shindler's List immagine corrose e scarnificate come conchiglie senza molluschi atte a produrre un senso spettacolare (e spettacolarizzante) rispetto al suo significato che è veicolato dal pensiero storico più vivido che mai ... ma nel pubblico non di per se in quella consequenzialità di un film costruito per essere un effettato Jurassik Park sull'olocausto.
E ancora ... Leni Riefesthal girò Olimpia ... inno al nazismo e al bello ideale, un documentariodi geniale e architettonica bellezza che sviscera un genere quale il documentario tra i più complessi a livello costruzionale con tematiche idee che non inficiano o scalfiscono la grandezza dell'opera.
Nana'
utente anonimo
#16
13:03, 10 giugno, 2005
Grrr
Vorrei una copia di "Scarpette Rosse"...
Io ti consiglio "Narciso Nero"... parla di una missione di suore sperdute in Nepal a qualche chilometro d'altitudine... Ovviamente la cosa non può finire bene.
IllustratedMan
#15
12:53, 10 giugno, 2005
Che poi quel film è geniale ... Così come 'Scarpette rosse' che adoro e ho gelosamente conservato in una vhs vecchissima. Stop. Di Powell non ho visto molto altro.
utente anonimo
#14
10:28, 10 giugno, 2005
Dimenticavo: Peeping Tom occhiomeccanico/l'occhio che uccide.
Peping Tom: guardone.
Pepeing Tom, bel film di Robert Powell.
Regista strano, molto sottovalutato.
IllustratedMan
#13
10:25, 10 giugno, 2005
Angolatura differente: guardate al cinema e il cinema come un mero evento "intrafilmico". Io lo guardo perchè ha a che fare colla mia vita. La mia vita in senso "armonico", espanso, integrato. Quindi un film chiama in causa tutto, il pensiero, la morale, l'estetica, i libri, gli amanti, gli amori, Dio, il diavolo...
Riguardo all'etica. L'etica è sempre presente: è il comportamento, il "modus" di avvicinamento ad una cosa. In questo senso è etico nell'arte ciò che aderisce al proprio contenuto, senza tradirlo. E' non-etico il "scrivo queste cose, ma non ci credo". In questo senso la mia posizione è molto poco "moralistica".
Lo è molto più quella di Daniel (mi permetto di chiamarti per nome) che respinge un'etica dello sguardo salvo poi rimanere indignato perchè un film non gli impartisce la moderna ostia pacifista...
E' etico non un film che ci impartisca contenuti presunti "positivi" secondo il nostro mondo di valori: è "etico" un film che, incompromissorio, rimane fedele ai valori di ciò che racconta.
Abysso, non ho nulla contro l'intrattenimento. Anzi. Il problema è avere una gerarchia ed evitare confusioni. Credo esista l'Arte, colla lettera maiuscola -e non parruccona. E credo esistono una MAREA di altre cose. Alcune anche più importanti nella nostra vita. Mi sottraggo a quella costrizione masturbatoria dell'intelletto annoiato che fa sì che ogni espressione creativa debba essere sottoposta a esegesi biblica, devitalizzata e collocata infine in un piccolo loculo che NON meritava. E detesto gli ammiccamenti intellettuali. Mi ricordano questi vecchiardi con cattedra da ordinari a vita, trasgressivi di regime, che raccontano barzellette sporche ai colleghi nelle paese delle conferenze sui massimi sistemi e Liala.
IllustratedMan
#12
20:26, 09 giugno, 2005
@abysso : 'ospite' è anche colui che ospita ... ;)
nanahara
#11
19:44, 09 giugno, 2005
Ah l'abiezione di Rivette ... un tempo ero d'accordo (quando si combatteva in prima linea sull'etica o su una morale dell'inquadratura, discorso sul mostrabile o non mostrabile) ora me ne sbatto. La questione morale limita l'arte (e si tratta anche di predisporre traiettorie di libertà rappresentative) e inquina un giudizio. Il cinismo di cui questi film sono pregni è un'arma a doppio taglio ingiudicabile ... per questo io adoro oldboy & company.
Il tarantinismo è differente ... è iperbole. Difatti i film di Tarantino (e con essi i suoi emulatori) raggiungono la non - violenza per eccellenza, talmente l'annullano.
Nana'/Daniel
PS ---> Già lo dissi in sedi separate.Trovo molto più aberrante un film come Saving Private Ryan che tramite sottigliezze e nella violenza contestuale della guerra non la demonizza (l'immagine che nasconde il senso è tutto il contrario del cinismo ma rasenta la paura nascosta di mostrare sul serio il suo significante) ma la idolatra ... chemmerdaaa!!
utente anonimo
#10
15:59, 09 giugno, 2005
dimenticavo (e 2)...
-Abyss-
utente anonimo
#9
15:57, 09 giugno, 2005
giunti a questo punto preferirei prolungare l'intero discorso in questo lido. giusto per non frammentare troppo il discorso (che comunque ha intrapreso già varie ramificazioni...).
@Illustrated: grazie comunque per aver risposto nel mio blog.
una cosa non ho capito: Peeping Tom? ma non è nanahara alias Daniel creatore di questo blog? dalla risposta di Illustrated pare di si, quindi perchè "ospite"?
vabbè, torniamo alla discussione.
Indubbiamente affrontiamo la materia in modo diverso. Particolarmente "ignorante" il mio, decisamente "estremo" (almeno a quello che per adesso mi pare di intuire) il tuo. Si nota del reale disprezzo per le componenti ludiche che personalmente non condivido. Apprezzo la violenza come divertimento, anche con i suoi rimandi e i suoi deliri frutti di accademismi insolenti. E' la componente intrattenimento che non disprezzo.
Mi pare di capire che tu appoggi l'horror in funzione del suo essere diretto (quando lo è) e consideri la violenza come la progenie indiscussa di quello che io considero a tutti gli effetti un "genere filmico". Il tutto appare particolarmente puristico, una sorta di visione che allontana il mero divertimento aspettandosi che l'horror riveli la sua natura senza compromessi o strizzatine d'occhio. Una conseguenza diretta quindi.
Ma se trovi tradimento nei giochi di rappresentazione che non soffrono di questi estremi, allora ti insinui in un discorso di morale e dovresti chiarirmi in modo più esplicito la tua visione del cinema e dei suoi intenti, come già hai indicato nel mio blog definendo un "approccio alla materia da angolature piuttosto differenti".
...non so perchè ma tutto questo mi ricorda in parte "l'abietta morte" in Kapò infamata dai critici dei Cahiers...
tutto ciò è molto interessante.
utente anonimo
#8
13:48, 09 giugno, 2005
Ma quanti nomi ha il nostro ospite?
Il discorso è complesso. Doppiamente in quanto mi trovo a parlottare di filmetti con persone che approcciano la materia -così mi par di capire- in modo MOLTO diverso.
Peeping Tom (il nostro ospite), parli di "componente violenta-ludica", e centri immediatamente il problema. Non amo il giocare con la violenza. Non amo il giocare quasi con niente. L'arte che gioca coi propri contenuti decade ad artigianato. Ed essendo la violenza un contenuto particolarmente "forte" vederla ridotta a fregio, a gioco intellettuale, a ombra cinese è per me causa di forte fastidio. Cioè: va benissimo lì dove si vada in scena al Grand Guignol senza pretese, ad intrattenere folle di zombi paganti che vogliono il sangue. Un rapporto commerciale onesto, che spesso ha prodotto altissime arti applicate: pars pro toto i film di John Woo prima del trasferimento. Film senza nessuna pretesa. Entertainment. Insomma: è il tarantinismo che detesto. Il "pulp" dove la violenza ha la stessa dignità delle scoregge nei film pecorecci di Pippo Franco. E' una questione di gusto e di etica.
"Dark Water" (la vetta più perfetta dei film di cui parlavamo) va visto OBBLIGATORIAMENTE nella versione originale. Quella circolata su MTV e su Sky è MASSACRATA da un doppiaggio italiano da denuncia. Spero che i doppiatori paghino per los cempio demente che hanno fatto.
Ad Abysso risponderò nel suo blog.
IllustratedMan
#7
13:08, 09 giugno, 2005
dimenticavo...
-Abysso-
utente anonimo
#6
13:08, 09 giugno, 2005
se posso dire la mia...
Illustrated Man, non capisco cosa intendi per violenza gratuita e come mai escludi tale appellativo per gli horror. trovo che, aldilà del genere, la violenza rappresentata prenda forme ed espressioni con vita propria, decontestualizzandosi proprio dal genere. nel caso di Jisatsu Saakuru ( Suicide Club), che ho visto e apprezzato, è proprio la violenza gratuita e insensata a fare da fulcro all'intero meccanismo filmico e, per quanto rappresentata con metodo visionario e originale, e proprio la mancanza di senso da cui scaturisce ad elevarsi a tema portante del film.
puoi spiegarmi meglio perchè negli horror si e negli altri no?
cmq nel cinema orientale ci sguazzo di brutto negli ultimi tempi. tra i preferiti Wong Kar-Wai, Fukasaku, Tsukamoto, Miike e Kim Ki-Duk. oltre, ovviamente, a Kitano e Oshima. pochi scalini sotto molte perle di film di cui però conosco poco gli autori.
ah, Daniel, Two Sisters da vedere all'istante!
utente anonimo
#5
12:35, 09 giugno, 2005
Ah si .. degli horror da te citati ho visto su MTV per caso Dark Water ... attendo Two Sisters, Chaos e ... e quelli da te citati a questo punto ;).
Per quelli in cappa e spada ... ultimamente sopporto poco il cinese Zhang Yimou ancora attaccato (io personalmente) a una vecchia visione del regista (parlo di 'Lanterne rosse' che amo visceralmente) caduto nell'estetismo fotografico quasi perverso e effettato che pervade le ultime opere ... e ciò per il suo cinema credo sia davvero un limite.
Preferisco Kitano in questo ... °.°
utente anonimo
#4
12:26, 09 giugno, 2005
La violenza in giappone non è mai gratuita e questo è dato da una diversità culturale che pervade due visioni e concetti. Oldboy da noi ha fatto stare male ... in oriente ha divertito perchè il tema come l'incesto (chi è abituale lettore manga lo sa) non ha tutti i connotati perversi e insani che ha da noi. Considerato un tabù insfangabile ... bh io parlo a livello costruttivo ;) sono dei film davvero superbi con una componente violenta/ludica davvero notevole.
Se vogliamo ci sono dei film rigorosamente brutti, fatti per essere brutti e celebrare un determinato di orrore sporco senza ludicità del mezzo ma con freddo lirismo ... prendo esempio dal Salò pasoliniano che è inguardabile, quel film mi ferisce come nessuno mai provocandomi una insana angoscia. Non mi piace mi fa inorridire eppure per intenti è assolutamente e 'architettonicamente' geniale ... la bellezza di un film spesso è carnale e trascende il gusto impresso. O cmq sono due parametri di giudizio a volte troppo scostanti e che passano su due binari paralleli e che nn hanno mai una convergenza.
Mi sono perso ... ora.
nana'
utente anonimo
#3
12:04, 09 giugno, 2005
Ecco, alcune di quelle cose lì mi piaccion meno... La violenza gratuita (non quella di volta in volta gnostica, mongoloide, poetica dell'horror) mi lascia molto infastidito. Quindi Oldboy e compagnia...
Hai visto questi tre film: "Dark Water", "Kairo" e "Suicide Circle"?
Casomai poi mi piace il cinema popolare (anche cinese) -quel genere che in Occidente non sa più fare NESSUNO: quindi i melodrammoni di cappa e spada, le storie d'amore in costume...
IllustratedMan
#2
11:22, 09 giugno, 2005
IllustratedMan sino ad ora non un film o regista che non sia anche il mio ... Ma io il cinema orientale lo sto amando da pazzi, horror a parte (di cui sono dipendente), sopratutto il filone che tocca i generi più disparati e sembra uscire dalle fantasie di un manga (che spesso ne è conseguente risultato) ... come il Kinji Fukasaku di Battle Royale e il koreano Chan-wook Park di Oldboy (che da manga mi pare tratto) ...
Nana'
utente anonimo
#1
10:08, 09 giugno, 2005
Ju-On...
Bello e difficilmente comprensibile il primo, il seguito un po' meno...
Devi saper che l'unico "movimento" cinematografico degli ultimi dieci anni che trovi interessante è proprio la new-wave horror nipponica...
Kurosawa Kyoshi, Nakata Hideo, e il regista di "Suicide Circle" di cui non ricordo il nome in particolare...
IllustratedMan
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