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Commenti
#28
14:38, 12 luglio, 2005
Un tiburon hecho y finido, questo esemplare padre di famiglia. Si parla di squali, molto modestamente, anche dalle mie parti, per il poco che può interessarle. Saluti ammirati
giorgioflavio
#27
00:20, 12 luglio, 2005
Pensa te. Io non ci vedevo nessun riferimento ad un terrorista, bensì ad uno che si voleva suicidare...
che pensieri assurdi.
willyshihtzu
#26
23:50, 11 luglio, 2005
mi ritorna l'imperscrutabilità dell'animo umano, l'infinitezza della quantità di sofferenza che è capace di infliggere e/o subire, l'impossibile sondaggio o autosondaggio delle intime emozioni e il mistero della vita e della morte.
e in quanto umano mi faccio paura.
luiperre
#25
19:53, 11 luglio, 2005
mi chiedo se questo sia un "occidentale" o un "occidentalizzato" ad arte.
In ogni caso :una vera e propria (seconda?) "guerre des nerfs".
madeinfranca
#24
16:52, 11 luglio, 2005
E' la prima volta che passo di qui, e sei veramente bravo.
Alemae
utente anonimo
#23
12:15, 11 luglio, 2005
EFFE.
Mi hai fatto istintintivamente pensare alla quotidianità gestuale della mafia: quelli che ti baciano sulla guancia o ti invitano a cena nella loro famiglia, tra picciriddi e mogli, avendo già segnato l'esatto momento della tua morte.
Non c'è bisogno di andare lontano...
certi comportamenti sono spaventosamente umani.
Missy
missy_
#22
11:11, 11 luglio, 2005
L'esplosivo l'avrei messo in un zainetto o in una borsa da cityman.
La pesante cintura mi fa pensare ad un "regolatore di conti" tipo killer assoldato, piuttosto che a un comune cittadino come tutti noi.
liofilizzata
#21
22:36, 10 luglio, 2005
posso dire che qui non me lo aspettavo?
Un post così, s'intende.
Ma forse intuisco che il fine non è raccontare cosa si nasconde nella quotidianità, piuttosto distorcerci con un'immagine di vita nostrana e non esotica.
Questo eroe sembra un normale impiegato della city. Ecco quel che sconcerta e distorce: non indossa gallabye, nè corani.
Isabella
scialliventagli
#20
14:19, 10 luglio, 2005
Perdonatemi, ma la vera tragedia è assistere e leggere servizi giornalistici in cui si cerca di intervistare "i protagonisti":
Steve, che passava di là mentre la deflagrazione scoperchiava l'autobus.
Dave, che fa il pompiere volontario e ha messo una maschera di garza sul volto di una signora spagnola.
Lesley, che per puro caso non ha preso la tube pochi minuti prima.
Kitano, che era nella torre B l'11 settembre e scampato al 9/11 s'era trasferito a Londra dalla fidanzata.
I giornalisti fanno il loro mestiere, per carità, ma è davvero triste vedere che nemmeno l'orrore modifica il senso d'importanza personale degli individui.
Il film non è mai "Mary e Paul si sposano", è sempre "Peter va al matrimonio di Paul e Mary", in California come in Connecticut come nelle Langhe.
Perdonate l'amarezza, ma basterebbe capire poche semplici verità e non si troverebbe nessuno disposto a mettere bombe e tantomeno a farsi saltare in aria con esse, posto che stavolta sia successo.
[Connessione Internet con GPRS da località periferica, a tratti funziona bene, a tratti no, ma intorno c'è il profumo della macchia mediterranea, e l'amaca è stesa tra i pini, e tanto basta - è ancora più triste con tanta serenità intorno ascoltare il clamore del mondo... è pur vero che il 7 luglio sono morte comunque più persone a Baghdad che a Londra: la quotidianità e la distanza attutiscono anche l'eco di un massacro orripilante, per molti]
gilgamesh
#19
10:28, 10 luglio, 2005
E' sempre un gran piacere leggerti...
Ciao!!!!!!!!!!
mymy
#18
16:40, 09 luglio, 2005
conoscevo uno che sciorinava il suo sorriso con calcolati effetti devastanti.Ma il suo amico di china lo ha surclassato
diamonds
#17
21:51, 08 luglio, 2005
mah, a me viene sempre in mente quella cosa, la "banalità del male".
manginobrioches
#16
20:45, 08 luglio, 2005
Muito obrigado pelo comentário e um abraço em português :)
Carlos
utente anonimo
#15
19:02, 08 luglio, 2005
Tagliare l'erba in camicia bianca: una cosa invero bizzarra.
utente anonimo
#14
16:12, 08 luglio, 2005
E poi pure per me, non è detto che la cosa esploda, o che se scoppietta non sia fatto con cognizione di causa beneficitaria per chi camicia-barba-molare ecc. gli sta bene così, pur con quel crisalidone di bigio in cui sta, e dunque un big bubble xplotion al di la' di un qualunque aggregato umano, in aperto prato, o in una casa abbandonata.
Che pure il blasting resta in verità il suicidio più indolore: dalla vita alla morte aggirando tutto lo scombussolìo degli ormoni dolens.
Fricat
#13
15:30, 08 luglio, 2005
in effetti, per citare facile, gli altri siamo noi, e tout se tiens.
Ognuno ha responsabilità nascoste sotto la camicia e sulla pelle
Effe
#12
15:29, 08 luglio, 2005
Non capisco la cura e la premura del nostro uomo preoccupandosi per il futuro (la camicia messa a lavare, ecc...), visto che lui non ne ha uno...
...o forse il nostro uomo ha fatto sì che tutto fosse normale, come se avesse un futuro cosicchè, dopo l'esplosione, i familiari pensino di lui ad una vittima invece che ad un carnefice?
...o forse è meglio che torno a lavoro, sennò scrivo troppe cazzate...
bye bye
zebaldo
#11
14:04, 08 luglio, 2005
Il terrorismo, mescolato a parole come autobus, metropolitana, college, mangiato assieme all’insalata di pomodori, mi dice, una volta in più, la distonia non cicatrizzabile fra domande e risposte, fra problemi e soluzioni, fra “prima” e “poi”.
colfavoredellenebbie
#10
13:50, 08 luglio, 2005
Un giorno di ordinaria follia.
Un post molto forte, con un retrogusto molto amaro.
Un efficace spunto di riflessione, una violenta spinta a volgere gli occhi dentro ognuno di noi.
E' quasi palpabile la 'quotidianità' attraverso il modo in cui hai descritto ogni dettaglio...
Jezebel
utente anonimo
#9
13:20, 08 luglio, 2005
Mi era venuto un commentone fuori misura, così l'ho scritto come post.
sphera
#8
13:03, 08 luglio, 2005
Puntualmente si dice: siamo tutti "americani", "iracheni", "madrileni", "russi", "londinesi", ecc...
Tanto basta per manifestare una finta, egoistica e facile solidarietà. A parole.
Mesta ipocrisia.
Io sono una persona, un essere umano, mi dico. Punto.
E se non bastasse a chiarire il concetto, aggiungo pure con piena convinzione e tutte le mie forze che:
non sono "occidentale".
I muri, li lascio erigere ad altri. Magari a quelli che amano credere poter preventivamente risolvere tutto con qualche bomba intelligente lanciata qua e là.
sdc
utente anonimo
#7
12:29, 08 luglio, 2005
nel migliore dei casi
Effe
#6
12:00, 08 luglio, 2005
sapevo, fin dalla prima riga, quale sarebbe stato il finale (consonanze?)
SENZAQUALITA
#5
10:27, 08 luglio, 2005
La normalità del quotidiano, è vero.
Ieri a conclusione di tutti i telegiornali, le reazioni dei mercati finanziari. Se le vogliamo usare come "termometro" dell'impatto degli eventi terroristici, il quadro è il seguente: per "riassorbire il colpo" dell'11/9 ci sono voluti mesi, per l'11/3/04 settimane.
Ieri a chiusura di seduta, le borse avevano recuperato oltre metà delle perdite iniziali (Wall Street ha chiuso addirittura in positivo), i cambi sono (quasi) tornati ai livelli pre-esplosioni, i rendimenti sui mercati obbligazionari, anche.
E' come se la probabilità di attentati sia già "messa nel conto" (si continua peraltro ad ignorare quanto avviene quotidianamente in Iraq), una sorta di abitudine o di "premio assicurativo al terrorismo" per cui la scossa potrà venire solo da qualcosa di ben più eclatante, temo.
(scusi, Herr Effe, sono andata un po' fuori tema... faccia conto che il
nostro
uomo lavorasse nella City, e rientriamo dalla finestra?)
riccionascosto
#4
10:19, 08 luglio, 2005
Sì, ho capito cosa intendi dire.
Il fatto è che la civiltà occidentale così come la conosciamo è destinata a scomparire. Facciamocene una ragione. E speriamo che i nostri figli abbiano il buon senso di costruire la loro vita in luoghi dove sia possibile la creatività e la progettualità, e non si debba giocare solo in difesa.
utente anonimo
#3
09:59, 08 luglio, 2005
ci sono, io credo, responsabilità materiali e responsabilità morali.
Difficile fare una distinzione netta tra colpevoli (tutti i colpevoli) e le vittime (tutte le vittime).
E poi, a essere ancora più terribile è la normalità del quotidiano che circonda tutto questo
Effe
#2
09:46, 08 luglio, 2005
No, Effe.
Chi si fa saltare in aria non ha nulla da perdere, ha solo la speranza di avere qualcosa per cui valga la pena vivere in un'altra vita, migliore di questa.
Se non ci fosse un bacino immenso di queste persone non sarebbe possibile un terrorismo di questo genere.
utente anonimo
#1
09:26, 08 luglio, 2005
Purtroppo mi sono fatto saltare in aria tre giorni fa. Strano aver anticipato le cose...
utente anonimo
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