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#63
13:42, 03 agosto, 2005
un vescovo è quel signore che indossa una bella sottanona vermiglia, ricca di trine e merletti, ed è votato alla maschia castita? eh beh! se non lo sa lui.
rebeccagin
#62
02:31, 03 agosto, 2005
Di Scatizzi, che non solo con questa sparata ma anche con altri episodi ha dimostrato di quanta poca materia cerebrale dispone, non mi stupisco. Degli pseudo-intellettualoidi che insistono sul portare su piano astratto quella che è la mia realtà e quella di altri neppure, ma mi irrita un po' di più.
Noi non siamo affetti da chissà quali turbe psicologiche come sembra esserne fermamente convinto, ma sicuramente per parlare così questo signore deve averne almeno un paio.
In quanto al 'capriccio', credo che il voler uscire da questa condizione di cittadini di serie B sia più che legittimo. Ricordiamoci infatti che in molti dei paesi in cui si sta lottando per ottenerlo, Italia e America su tutti, un riconoscimento legale comporta molti più fattori del semplice essere considerati uguali agli eterosessuali su piano astratto, significa anche avere possibilità finora precluse come addirittura il semplice stare vicino alla persona che si ama quando questa si trova ricoverata in ospedale, visto che apparentemente quattordici anni di convivenza e reciproco sostegno non bastano per essere qualificati come 'famiglia' e quindi essere ammessi fuori dall'orario di visita.
Senza contare che, cercando di spiegare l'interpretazione di 'virilità ' a cui secondo lui si riferiva Scatizzi, quella su piano 'metafisico', ha confuso pesantemente omosessualità e transessualità . E vorrei aggiungere : allora i bisessuali come me cosa sono, psicologicamente ermafroditi? Schizofrenici?
Una buona conoscenza della lingua e qualche citazione frammentaria, condita inoltre di interpretazioni opinabili, NON la rende una persona intelligente.
L'intelligenza si dimostra anche nel non arroccarsi nei propri discutibili sillogismi e nel non rifiutarsi di prendere in considerazione idee diverse da quelle che valgono nel proprio piccolo rassicurante mondo.
Può tenersi gli insulti, i 99 Posse e pure Che Guevara.
Leilani
utente anonimo
#61
10:36, 01 agosto, 2005
A quando una navicella spaziale formato jumbo per caricarci sù sti marziani che nel 2005 stanno ancora a dire ste troiate?sono etero ma...viva la libertà di essere come si è!!
Barcollo_ma_non_mollo
utente anonimo
#60
18:59, 28 luglio, 2005
Dio abbia pietà della tua faccia di bronzo. O dei tuoi (cattivi) maestri di scuola. "menefreghismo e opportunismo" non sono quelle posizioni etiche che "non mi piacciono", bensì quelle che non sono posizioni ma posizionamenti di convenienza o altro. Io posso solo ripetermi. La comprensione è un problema tuo.
francescoghezzi
#59
15:20, 28 luglio, 2005
Chiedo scusa, credo di aver fatto un pasticcio con il tag "i". Riscrivo il commento, e poi è meglio che il webmaster cancelli il precedente.
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Non è un modo valido di ragionare. L'etica personale in questo senso è assoluta, e deve esserlo pena la perdita di valore stesso. Quello di cui mi parli non è etica ma opportunismo o, a parti invertite, menefreghismo.
Ok, si è capito: le posizioni soggettive che TU condividi, sono etica assoluta, mentre quelle, altrettanto soggettive, che a TE non piacciono, sono opportunismo e menefreghismo.
Bastava dirlo onestamente in modo semplice, invece di incollare quintalate di roba contorta che dice esattamente la stessa cosa, ma con più pretese.
saluti
Lisa
paniscus
#58
22:46, 27 luglio, 2005
Se lo leggi tutto, parla anche di matrimoni. Anzi, lo fa prima di parlare di adozioni.
francescoghezzi
#57
20:55, 27 luglio, 2005
In tutto ciò hai continuato a far finta di non capire che qui stavamo parlando tutti solo di matrimoni, e non di adozioni.
gesu_maria_zanzibar
#56
19:25, 27 luglio, 2005
'mazza che incollata!!!!!!
RRobin
#55
18:58, 27 luglio, 2005
Ti ripeto, copincollando pari pari: "Non è un modo valido di ragionare. L'etica personale in questo senso è assoluta, e deve esserlo pena la perdita di valore stesso. Quello di cui mi parli non è etica ma opportunismo o, a parti invertite, menefreghismo."
detto in maniera banale, il procedimento è valido anche in senso opposto; ovvero, se mi chiedi perché qualcosa dovrebbe interessarmi, dovresti aver già stabilito a priori anche un motivo più che valido per il quale, al contrario, non debba interessarmi affatto. Ovvio che tu delinei questo motivo in questo modo: "non ti fa del male e non sono affari tuoi". Ora, dovessi ritenere valida una risposta del genere, dovrei ritenere moralmente indiscutibile qualsiasi atteggiamento che tenda, in maniera gretta e limitata, a non curarsi d'altro che del proprio orticello, credendo peraltro di difenderlo nella minor maniera possibile e invece rendendolo insicuro nel modo più palese. La miglior difesa è l'attacco, diceva qualcuno. Un atteggiamento del genere presupporrebbe, ad esempio, che nel 1943 i non ebrei avessero non tanto il diritto quanto il dovere di fregarsene della "soluzione finale del problema ebraico". Non è un'esagerazione, ma una logica conseguenza (se ancora si studia la logica).
Quanto a spiegazioni più estese, magari può soddisfare certe tue (tendenziose) curiosità questo pezzo scritto da un amico:
L’approvazione definitiva delle modifiche al Codice Civile spagnolo che di fatto equiparano le coppie omosessuali a quelle eterosessuali sia per quanto riguarda l’accesso all’istituzione matrimoniale che per quanto concerne l’adozione, impone alcune riflessioni.
La prima è di carattere squisitamente politico e riguarda il riformismo socialista.
Ebbene, il primo ministro spagnolo e il suo governo sono forse l’espressione più evidente della decadenza culturale e dell’inutilità sostanziale di tale approccio alla politica.
La saldatura tra socialismo riformista e pensiero libertario e radicale (che, a quanto pare, si sta concretizzando anche in Italia nell’avvicinamento tra i due piccoli partiti socialisti emersi dallo sbandamento di Tangentopoli e la galassia radicale) è un evento fatale, che rappresenta l’indicazione di un disagio profondo, di una perdita irreversibile d’identità . La globalizzazione delle politiche economiche e del lavoro come fattori determinanti di una deregulation strutturale e ineludibile e l’incombere di aggressivi modelli di sviluppo incompatibili col welfare hanno di fatto posto in crisi il riformismo, sottraendogli ogni credibilità metodologica. Così, mentre quelli che furono i partiti comunisti trovano nell’antagonismo radicale del movimento antiglobalizzazione e nel terzomondismo nuovi paradigmi di visibilità e di senso, il riformismo socialista, schiacciato tra le politiche tatcheriane di Tony Blair e la mesta capitolazione di Schroeder, trova in Zapatero e nel suo maquillage libertario un’occasione insperata di salvezza politica. In altre parole: se nel governo dell’economia e delle politiche del lavoro il pragmatismo riformista viene messo fuori gioco dalla globalizzazione che lo costringe a una gestione speculare a quella dei partiti conservatori, esso trova il modo di recuperare una certa credibilità "progressista" affiancando le cosiddette battaglie per i diritti civili tra le quali, appunto, figura quella in favore del matrimonio omosessuale. Tale operazione, però, tradisce da subito il suo carattere decadente. Mentre, infatti, il massimalismo no-global fornisce ai neocomunisti la possibilità di perseguire, nell’astrazione di un disegno utopistico, un’identità forte e, a determinate condizioni, anche credibile, le campagne libertarie, dai contenuti sempre più periferici e, quindi, evidentemente compensatori, relegano l’azione qualificante dei riformisti ai margini dell’interesse sociale. Detto altrimenti: invece di occuparsi dell’acquisizione di libertà sostanziali e attuali come quelle rispetto all’invadenza progressiva del tempo del lavoro sul tempo libero, della tecnica sulla cultura, della civiltà intesa come burocrazia sulla civiltà intesa come relazione armonica tra diritti e doveri dell’individuo, i riformisti scelgono, in linea col destino scritto nei loro geni linguistici, di affidare la propria identità di "sinistra" al sostegno accordato alle possibili libertà marginali, attinenti in sostanza a scelte private e individuali, evidenziate di volta in volta all’interno delle singole società (il caso di Zapatero è emblematico: fedele continuatore della politica economica di Aznar, cerca la propria ragion d’essere sollevando le questioni del matrimonio omosessuale e dell’operazione chirurgica per il cambiamento di sesso a spese del servizio sanitario nazionale).
Premesso ciò, mi pare opportuno passare a qualche osservazione nello specifico.
E’ bene precisare che il problema della discriminazione degli omosessuali è essenzialmente legato al pregiudizio, ha, cioè, radici culturali. Un’efficace strategia dovrebbe quindi passare per il franco riconoscimento dei concetti di normalità e anormalità che, in quanto tali, non presuppongono né fondano in alcun modo il pregiudizio. E’, cioè, normale ciò che si può riconoscere semplicemente come patrimonio della maggioranza e anormale, viceversa, ciò che caratterizza una minoranza. Nel caso dell’omosessualità tali parametri hanno addirittura un valore aggiunto, rappresentato dall’assoluta dominanza del comportamento eterosessuale (il vecchio rapporto Kinsey, che sosteneva un rilievo dell’omosessualità intorno al 10% della popolazione mondiale, è stato drasticamente ridimensionato) e dalla stretta connessione tra sessualità e procreazione. Senza voler attribuire a questo dei contenuti discriminatori, dunque, è corretto considerare l’omosessualità un comportamento anormale. E’ dunque a partire da questa constatazione che è possibile, doveroso e sensato definire gli ambiti e i caratteri di una cultura non discriminatoria. La questione vera non è quindi legalizzare o meno il "matrimonio" omosessuale (e in questo si dimostra l’inadeguatezza culturale dell’azione del governo spagnolo, a partire da una grottesca ignoranza linguistica) pretendendo di eliminare la "normalità " (cosa che nessuna legge è in grado di fare, dal momento che si tratta di un dato empirico, oggettivo, naturale), bensì quella di rimuovere le discriminazioni culturali che sono conseguenti alla normalità e che essa in sé non implicherebbe. Ora, la rimozione delle discriminazioni non può partire che dall'accettazione - da parte di tutti - delle conseguenze oggettive del dato di fatto: l'eterosessualità è normale (e per normale intendo non un giudizio morale ma una semplice valutazione empirica che, in quanto tale, non è però priva di conseguenze) e procreativa, l'omosessualità è anormale (idem come sopra) e non procreativa. Tale impostazione del problema evidenzierà l’opportunità di un riconoscimento giuridico dei diritti delle coppie omosessuali che, tuttavia, escluda a priori l’uso improprio del sostantivo "matrimonio" e la possibilità di adozione. L’anormalità della coppia omosessuale, infatti, è anormalità di coppia, e ciò significa che essa nasce a priori come una coppia estranea alle dinamiche della riproduzione e alle funzioni di paternità e maternità : la coppia omosessuale è "altro" fin dall'inizio e deve essere rispettata per quello che è e non per ciò che, nel solito eccesso di volontarismo pseudomodernista, si pensa che dovrebbe essere. Una coppia eterosessuale e una coppia omosessuale sono semplicemente due cose diverse, che hanno in comune solo il fatto di essere coppia: per questo la pretesa delle coppie omosessuali di adottare bambini appare ingiustificata. Se, infatti, l'essere coppia di due omosessuali condivide con la coppia eterosessuale - che, fino a prova contraria, rimane il riferimento empirico della procreatività e della sua funzionalità , generale si badi, non necessariamente anche specifica, tanto per evitare di confondere particolari casi di inadempienza con elementi pertinenti di critica (genitori squilibrati, anaffettivi, ecc.) - solo lo stato duale, esattamente come qualsiasi altra coppia (due giardinieri, due ciclisti, due numeri, due pennarelli, il cacciatore e il suo cane, il bimbo e il suo pesce rosso, ecc.), pare chiaro che questa non possa essere considerata una condizione sufficiente e adeguata a definire non solo accettabile ma soprattutto pertinente la richiesta dell'adozione (in altri termini: il mero essere coppia degli omosessuali non è sufficiente nello specifico a giustificare la loro pretesa di adottare bambini poiché non è criterio adeguato in generale, dal momento che lo status di coppia non implica necessariamente una prole). L’obiezione che il problema riguarderebbe anche le coppie sterili è, poi, una vera insensatezza: una coppia omosessuale non è procreativa a priori, ovvero non è procreativa in quanto coppia, non è sostanzialmente procreativa, una coppia eterosessuale sterile non è procreativa in quanto "quella determinata coppia", ovvero non è accidentalmente procreativa. Ciò significa che la coppia eterosessuale sterile in quanto coppia ha comunque a che fare con la procreazione, laddove la coppia omosessuale non ha a che fare a priori con essa. Stabilito quindi il fatto determinante che non esiste alcuna ragione logica per ammettere la richiesta di adozione da parte di coppie omosessuali, si possono elencare alcuni argomenti ulteriori a sostegno di una posizione di assoluta chiusura in materia:
1) una coppia omosessuale non è adatta ad allevare dei bambini per il semplice fatto che è anormale crescere in una coppia formata da due uomini o da due donne e tale anormalità non è una discriminazione sociale ma un dato di fatto, lo stesso dato di fatto per cui dovrebbe essere sancito il diritto fondamentale del bambino a una madre e a un padre; l'infelicità dei bambini non sarebbe conseguenza del ghetto sociale (che in sé ritengo odioso e che certamente contrasterei) ma, pur ammettendo un comportamento circostante irreprensibile, deriverebbe proprio dalla drammatica e oggettiva anormalità della situazione posta in essere;
2) sono noti da tempo gli effetti decisivi che la relazione coi genitori ha nella formazione e nello sviluppo psicosessuale del bambino; ora, il confronto costante con la sessualità anormale della coppia affidataria non può evidentemente non produrre effetti: anche ammettendo, come fa Richard Isay, che l'omosessualità sia una variante non patologica della sessualità umana, risulta comunque evidente il suo statuto di sessualità pregenitale, quindi bloccata (come scrive Freud nel suo saggio su Leonardo); quindi, al di là di qualsiasi altra considerazione, l'anormalità della condizione omosessuale risulterebbe non priva di conseguenze se non altro in tale ambito;
3) se è difficile definire lo statuto di patologia psichiatrica tout court, quasi impossibile sarà attribuire tale statuto a una condizione come quella omosessuale che implica un fortissimo coinvolgimento della cultura e dell'ideologia; così, se dobbiamo sospettare un'interferenza ideologica "negativa" rispetto allo specifico nella posizione antecedente alle scelte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità dagli anni '70 al '93 (eliminazione dell'omosessualità dall'elenco dei disturbi psichici e delle malattie mentali), non possiamo non fare altrettanto per quella successiva: in altre parole, se i postfreudiani, rigidi sostenitori della natura patologica dell’omosessualità , possono apparire faziosi, non meno di parte appare il già menzionato Isay, naturalmente a parti invertite; ciò che si deve comunque rilevare è il fatto che la psicanalisi non ha mai rinunciato a evidenziare, sia pure con approcci e gradazioni non uniformi, i contenuti patologici dell'omosessualità (Freud - nonostante le semplificazioni che lo vorrebbero molto più "asettico" di quanto in effetti non fu - Lacan, Klein, Gillespie, Musatti, ecc.): sostanzialmente l'omosessualità è considerata dalla psicanalisi una perversione (non in termini morali, ovviamente) dai forti contenuti autoerotici e, come tutte le perversioni, un elemento essenziale della nevrosi.
francescoghezzi
#54
18:29, 27 luglio, 2005
Ok, Francesco, lasciamo perdere le citazioni dotte e le ideologie astratte (che non sono stata sicuramente io a invocare, al contrario di quanto pensi), e veniamo all'unico punto fondamentale della diatriba:
per quale motivo ti disturba così tanto se si riconoscono dei diritti alle coppie gay, senza togliere niente a quelle etero, e senza toccare in nessun modo la vita di chi non è interessato alla cosa?
Puoi rispondere, per favore, invece di cambiare discorso?
saluti
Lisa
paniscus
#53
10:34, 27 luglio, 2005
Affatto: io ti ho portato argomenti, anche se, necessariamente, solo accennati. Cosa devo fare, compilare a tuo uso e consumo una bibliografia essenziale sull'argomento? Casomai, se c'è qualcuno che parla senza nessun riferimento più valido dell'ideologia spicciola, quel qualcuno oggettivamente sei proprio tu.
Ma- senza più o meno- si era già capito.
francescoghezzi
#52
23:53, 26 luglio, 2005
Ok, Francesco Ghezzi: intanto non mi hai risposto, ed evidentemente non lo vuoi fare.
Se tu trovassi un solo argomento decente a sostegno delle tue tesi, per dimostrarmi in modo convincente che sono fondate, lo avresti già tirato fuori da un pezzo. Invece non lo fai, e ti limiti a ripetere che "si sa che è così" e che "il mio è menefreghismo".
Vuol dire che evidentemente non hai nulla di meglio. Ma più o meno si era già capito.
saluti
Lisa
paniscus
#51
22:34, 26 luglio, 2005
"Ma insomma, perché ti urta così tanto che a qualcuno vengano dati dei diritti che NON ti rigardano, che NON ti cambiano una virgola della tua vita, e che NON vanno a diminuire i tuoi?
E' questo che non si riesce veramente a capire!"
Non è un modo di ragionare. L'etica personale è in questo senso assoluta, e deve esserlo pena la perdita di senso stesso. Quello di cui mi parli non è etica ma opportunismo o, a parti invertite, menefreghismo.
francescoghezzi
#50
22:25, 26 luglio, 2005
certo che di sesso ne parla uno che si fa solo seghe e bambini (forse ogni tanto qualche suora)...
penso che se loro possono dire di saperne sulla madonna....
almeno noi dovremmo decidere dove infilare la minch......uers....
porcupine_summer
#49
20:37, 26 luglio, 2005
E comunque, siamo andati ampiamente fuori tema. La citazione con premio alla vergogna per il vescovo di Pistoia NON ERA motivata dalla sua avversione per gli omosessuali. Ma per la superficialità e la cialtroneria sconvolgenti con cui ha preteso di pontificare su argomenti di cui, palesemente, non sapeva niente.
Negli stessi giorni, del tutto indipendentemente, avevo scritto la stessa cosa sul mio blog. Se a qualcuno interessa, è qui:
http://paniscus.splinder.com/1122235562
E non credo di essere stata l'unica, peraltro. Alberto Biraghi, di onemoreblog, ha conferito allo zelante prelato il prestigioso "Premio Calderoli" :))))
saluti
Lisa
paniscus
#48
20:34, 26 luglio, 2005
No, Lisa, affatto. Le "mie convinzioni metafisiche" non sono mie personali.
Bene: saranno tue personali E ANCHE personali di qualcun altro. Niente di male. Il fatto è che non sono assolute, e non sono in alcun modo presentabili come tali. Valgono esattamente quanto le mie, o quanto quelle di un Pippo qualunque. Se vuoi sostenere che sono oggettive, dimostralo. Sarò interessatissima a seguire la tua dipmostrazione, e poi ti dirò se mi ha convinto o no.
Quando si ritiene che ogni nostra voglia sia un diritto inalienabile, "non me ne importa nulla" è la risposta più comune.
Le cose non sono così semplici: nessuno qui ha sostenuto che "ogni nostra voglia sia un diritto inalienabile", e non è certo su quella base che si rivndicano i diritti delle coppie gay. Affermare che lo si faccia con quella motivazione è un falso grossolano.
I diritti rivendicati dalle coppie gay non sono "una voglia qualunque a caso". Sono dei normali diritti civili che:
a) agli altri sono GIA' consentiti, e non rappresentano quindi una novità sconvolgente;
b) non vanno a ledere in nessun modo i diritti di terze persone non coinvolte.
In queste circostanze, sì, in effetti mi pare il minimo, rivendicare che in una società civile siano riconosciuti.
E' possibile capire che fastidio dà il fatto che alcuni diritti (già concessi a qualcuno) siano allargati anche a chi attualmente non li ha, SENZA per questo andare a scalfire di una virgola quelli di chi non è interessato alla cosa?
Insomma, che cosa viene tolto alle tradizionali coppie eterosessuali sposate, se si estendono alcuni diritti anche agli altri?
Pensi che se si riconoscono le unioni gay, allora verrà proibito il matrimonio classico? Pensi che saranno tolti dei diritti alle coppie sposate che li hanno già , per darli a quelle omosessuali? Pensi che si obbligherà qualche eterosessuale a fare un'unione gay se non vuole?
Ma insomma, perché ti urta così tanto che a qualcuno vengano dati dei diritti che NON ti rigardano, che NON ti cambiano una virgola della tua vita, e che NON vanno a diminuire i tuoi?
E' questo che non si riesce veramente a capire!
saluti
Lisa
paniscus
#47
19:47, 26 luglio, 2005
"Ricorda, caro Ghezzi, che l'ignoranza è il riflesso di una precisa condizione sociale, e se non si vuole togliere voce alle situazioni societarie più marginali è necessario tutelarle con la democrazia e il voto."
Naturalmente, no. La miglior maniera di tutelare un individuo che, per ignoranza, (prendi ignoranza come termine che comprende, ovviamente, tutte le proprie cause) non è in grado di valutare a ragion veduta uno stato di cose, non è lasciargli una libertà che non è in grado di usare e che serve solo alla logica dei partiti per manipolare l'individuo di cui sopra.
francescoghezzi
#46
18:28, 26 luglio, 2005
Ricorda, caro Ghezzi, che l'ignoranza è il riflesso di una precisa condizione sociale, e se non si vuole togliere voce alle situazioni societarie più marginali è necessario tutelarle con la democrazia e il voto.
Sempre che tu abbia sbagliato e per "stupido" tu intendessi "ignorante". Perchè in quel caso dovrei ricordarti quel che diceva Plutarco: la barba non fa il filosofo.
Così come la cultura non fa l'intelligenza.
V
utente anonimo
#45
18:07, 26 luglio, 2005
Amico mio, tanti stupidi votano. E infatti ci troviamo questo governo. E questa opposizione, dovresti aggiungere. Neppure io ho simpatie per Berlusconi, né per nessuno dei suoi compagni di governo, pardon, di merende. Anche se, ovviamente, parlo dalla parte diametralmente opposta alla tua.
francescoghezzi
#44
15:49, 26 luglio, 2005
Vero... tanti stupidi votano, ed infatti ci troviamo questo governo. E quando si parlava, parecchi post più in basso, di democristiani, ricordiamo che la maggior parte sono finiti nell'Udc e in Forza Italia.
Vedo inoltre che ha preso sempre più piede il mediaset pensiero, secondo cui uno che non ha simpatie per Berlusconi, è chiaramente un anarchico comunista nullafacente.
Ma, purtroppo, anche questa è democrazia, e come tale la si accetta.
utente anonimo
#43
14:23, 26 luglio, 2005
No, Lisa, affatto. Le "mie convinzioni metafisiche" non sono mie personali. E il mio "non portare argomenti migliori", come potresti benissimo intuire da sola, può dipendere tanto dalla circostanza (un post in una pagina internet) quanto dal fatto che esiste un'ampia scelta in termini di letteratura sugli argomenti da me accennati, tanto che mi sembra logico rivolgervisi per approfondire un argomento decisamente più di quanto un commento qui possa fare. Mi vieni a suggerire che "alle coppie gay non gliene importa nulla". Appunto. Quando si ritiene che ogni nostra voglia sia un diritto inalienabile, "non me ne importa nulla" è la risposta più comune.
A V: tre velocissime risposte a te e poi chiudiamo davvero.
1- insultare un cretino può benissimo non servire a nessuno, tantomeno al cretino. Ma sfortunatamente io non sono il Gautama Budda, e il Nir Vana dell'assoluto distacco mi è tuttora precluso. Come del resto è precluso per gli stessi motivi a chi si affretta a stigmatizzare il pensiero altrui, ad esempio chi scrive su questo sito.
2): parlo italiano. Può darsi io passi da borioso, ma non immaginavo che per essere al giusto livello di comprensibilità si dovessero fare dei disegni o farsi scrivere i post dal Monnezza.
3) non è niente di illiberale, ovviamente. Non parlarmi di diritto di voto, ovvero di diritto di esprimere comunque un'opinione a prescindere dalla conoscenza di ciò di cui si decide, come un diritto fondamentale. Lo stupido può pensare che dire la sua a dispetto della propria ignoranza sia un diritto. La persona saggia, quando non si sente in grado di esprimere un'opinione, sta zitta.
francescoghezzi
#42
12:37, 26 luglio, 2005
Estenuante.
Basta così.
Tre velocissime risposte che sono quantomeno necessarie:
1-Parlando del ragazzino ottuso che si incontra di tanto in tanto, mi chiedo: se si discute con un cretino, quale potrà mai essere l'utilità d'insultarlo? quali vantaggi si trarranno?
2-Io qui faccio le veci mie e solo mie, per questo parlo personalmente. E non lo vedo proprio come "metodologicamente scorretto" (Ma come parli? Siamo in un blog, non in una tribuna politica. Sbagliando ad abbinare timbro a contesto, spesso ci si rende ridicoli, o, ancorpiù, boriosi).
3-Riguardo alla democrazia, alla quale non prentendi che io risponda, ti dico solo che è facile trovare problemi in qualsiasi contesto, ma non è altrettanto semplice trovare alternative. Infatti tu non ci illumini indicandoci una "retta via".
E' vero, una persona con una certa conoscenza storico-politica ha una rilevanza elettorale diversa da quella di chi non ne sa nulla, ma su che base peseremmo i voti dei singoli? Sul titolo di studio? Sul voto di laurea? Sulla professione?
Sarebbe un'assurdità illiberale.
E ora caro Francesco Ghezzi, ti saluto.
Ci vediamo al prossimo post.
V
utente anonimo
#41
10:09, 26 luglio, 2005
Inizia a interessarmi quando una condizione (l'omosessualità ) che sul piano puramente ontologico è una condizione inferiore a quella normale (beninteso, quest'inferiorità non si riferisce a nulla di morale, quanto a una inferiore realizzazione nell'uomo della qualità virile nel senso di cui ho già parlato nei post precedenti, della sua possibilità di aderenza al principio metafisico.
Inferiorità ontologica? Metafisica? Ma che stai dicendo?
Non arrivi a capire che le tue convinzioni metafisiche sono tue personali, e che alle coppie gay di cui sopra (ma anche a infiniti eterosessuali, me per prima), potrebbe non importarne una beata cippa?
Adesso, tutti dovrebbero partire dai tuoi stessi principi filosofici, e le leggi civili dello stato dovrebbero ispirarsi a quelli? Francamente, non riesco a capirlo! E se io mi invento che, in base ai miei principi metafisici, chi abita al terzo piano è chiaramente in una condizione superiore sul piano filosofico a chi abita al primo, ma non in senso morale, ma proprio in senso di realizzazione ontologica minore, vale lo stesso?
boh!
Speravo che qualcuno che fa affermazioni così forti fosse in grado di portare argomenti migliori. Ma invece il livello è sempre questo...
Lisa
paniscus
#40
22:23, 25 luglio, 2005
Per Francesco 34:
ho capito un po' meglio le tue idee, ma continuo a rimanere delle mie.
Visione idilliaca dell'omosessualità ?
Mah.
Proprio perché non mi cambia nulla, penso che sia assurdo che esista ancora chi crede sia un abominio il riconoscere parità di diritti alle coppie gay; non mi interessa se l'essere gay sia uguale all'essere etero dal punto di vista fisico-psicologico-etc., se i gay siano esseri inferiori come dici tu o se siano dei gran fighi che hanno capito tutto dalla vita.
Parità (DI DIRITTI si parla), e basta.
Per quanto riguarda il commento 37 di V:
sono pienamente d'accordo coi punti 2 e 3: "Che ne sai tu di quanto mi faccia schifo un Adel Smith?
Che ne sai tu di quanto mi vergogno di quella ammasso di ignoranti che inneggiavano alla strage di Nassirya?
Credi che io consideri il regime comunista cinese un welfare state?
Che per me Castro sia un santo?"; "La tua "ironica conseguenza del ragazzino con la maglietta di Che Guevara che in discreta misura affollano questo sito" (ma che ne sai tu, mi chiedo) è e resta ottusa. Ragazzini lo siamo stati tutti, poi si cresce."
Francesco, oltre ai 99posse (bravissime persone forse, però è lo stesso...) ti tieni anche quel coglione di Adel Smith, quel simpaticone di Fidel Castro e tutti i ragazzini con la maglietta di Che Guevara.
Siamo cresciuti e forse è venuto il momento di confrontarci da persone mature, per quanto possibile.
Per quanto riguarda la democrazia: sono d'accordo con te sul fatto che mi va decisamente stretta; anche se penso che abbiamo idee diverse su come si potrebbe risolvere questo problema.
ciao a tutti
gesu_maria_zanzibar
#39
21:03, 25 luglio, 2005
Solo qualche punto da sottolineare, dato che i luoghi comuni- a me- danno fastidio:
"a giudicare da con la facilità con cui offendi, non sei troppo diverso da un ragazzino, da una persona matura ci si aspetterebbe un altro atteggiamento."
Luogo comune numero 1. Ovvero, del buonismo e dell'apprezzamento dato in maggior misura alla mediocrità del compromesso rispetto alla giusta intolleranza- che pure nella persona migliore deve fermarsi entro un certo limite, mentre i coglioni vanno a spaccare le vetrine e a tirare gli estintori.
"Che ne sai tu di quanto mi faccia schifo un Adel Smith?
Che ne sai tu di quanto mi vergogno di quella ammasso di ignoranti che inneggiavano alla strage di Nassirya?
Credi che io consideri il regime comunista cinese un welfare state?
Che per me Castro sia un santo?"
Non se ne vergogna abbastanza nessuno in questo sito. La cui scelta delle "cose di cui vergognarsi" lo dimostra, essendone assenti del tutto i riferimenti di cui sopra.
"E se non è la democrazia ad avvicinare la libertà del cittadino, quale altre forma di governo lo sarebbe?"
La democrazia si basa sull'errore concettuale secondo il quale, per avere voce in capitolo per esempio in materia di fisica nucleare occorre una conoscenza specifica, mentre -non si sa come mai- lo stesso non vale per la politica e le questioni etiche. Un governo eletto democraticamente dalla massa del demos non può che rappresentarne- vista la struttura definibile piramidale di tutte le società umane- la parte più rozza e bassa, e per quanto mi riguarda non ha nessun crisma superiore e nessunissima dignità . sarebbe come mettere ai voti presso lo stesso demos la questione della fusione a freddo. Vincerebbero quelli che suggeriscono di spaccare l'atomo a martellate e metterlo in frigo. Questo in quanto la democrazia per natura ignora il principio qualitativo sostituendogli quello meramente quantitativo. Così che il voto del sor Spartaco Pallanti e quello della sora Carmen Grassini valgono sommati più di quello di un filosofo, di un dignitario o di un professore di scienze politiche. Quanto alla "garanzia di libertà del cittadino" offerta dal sistema democratico, chiedi al partito che vinse le elezioni in Algeria e si vide annullare il risultato dal governo uscente, iniziando così una guerra civile che ancora non si sa bene se sia finita o no; chiedi a Haider che per aver vinto le elezioni vide prospettare non meglio specificate "sanzioni" al proprio paese, o al FN di Le Pen, contro il quale la democrazia è stata usata nella maniera più scorretta invitando tutti, sinistre comprese, a votare Chirac pur di eliminare Le Pen stesso. Non pretendo che tu mi risponda.
francescoghezzi
#38
19:43, 25 luglio, 2005
Infatti, non ti rispondo. Perché visto che non fai che rispondere "io non sono così e cosà " spostando la discussione dal generale al personale (metodologicamente scorretto), io non ho motivo di continuare a perder tempo. Ti voglio solo far notare che so benissimo la differenza fra Platone e Nietzsche. E in merito ti avevo già risposto di averne considerato, in effetti, aspetti diversi ai fini del mio ragionamento complessivo. Come dire che una camicia e un paio di pantaloni sono diversi ma servono entrambi a vestirsi. Ma vedo che non ti interessa la logica. Quanto alla democrazia, ma per favore. E chiudo qui.
francescoghezzi
#37
19:03, 25 luglio, 2005
Caro Francesco Ghezzi,
1) Mi fa piacere per te che la tua conoscenza riguardo a telepadania sia esigua, lo è pure la mia, però io mi limito a leggere i quotidiani.
Dopo che il Corsera ha denunciato il fatto, ne hanno dato voce anche gli altri quotidiani, perciò avresti avuto modo di saperlo.
Non capisco da dove e da cosa tu capisca che io non mi sia vergognato di chi festeggia gli attentati. Rileggi la 5° riga dell'ultimo commento. Ripeto ancora, lì ci vuole mano ferma.
2) Evidentemente non hai capito cosa proprio non sopporto di te: lo stesso motivo per cui sia impossibile costruire un dialogo costruttivo con te. Le generalizzazioni.
Continui a ostinarti a parlare in 2° Plurale, come se fossimo una massa omogenea che pensa tutta uniformemente.
Che ne sai tu di quanto mi faccia schifo un Adel Smith?
Che ne sai tu di quanto mi vergogno di quella ammasso di ignoranti che inneggiavano alla strage di Nassirya?
Credi che io consideri il regime comunista cinese un welfare state?
Che per me Castro sia un santo?
Ad essere buoni, hai quantomeno visioni ristrette se bolli la gente con la stessa facilità con cui vomiti insulti.
3) La tua "ironica conseguenza del ragazzino con la maglietta di Che Guevara che in discreta misura affollano questo sito" (
ma che ne sai tu, mi chiedo
) è e resta ottusa. Ragazzini lo siamo stati tutti, poi si cresce.
E guardando i tuoi commenti negli altri post, a giudicare da con la facilità con cui offendi, non sei troppo diverso da un ragazzino, da una persona matura ci si aspetterebbe un altro atteggiamento.
Poi parli ancora di Nietzsche, e, per caso, dici una cosa giusta: ", se Nietzsche non avesse fatto altro che ripetere il pensiero di Platone, immagino che la sua importanza come pensatore non sarebbe stata quella che è".
E' vero. Per il semplice fatto che Nietzsche è stato uno dei filosofi che più ha criticato il platonismo.
4) Se per te la costituzione "non è affatto garanzia di libertà per tutti", mi piacerebbe sapere a cosa ti appelli per rivendicare i tuoi diritti.
Una frase del genere la passerei solo ad un anarchico, per il quale non potrei che provare compassione.
Il concetto di libertà non è tanto semplice come posso pensare?
E secondo te aspettavo uno come te per avere quest'illuminazione?
E se non è la democrazia ad avvicinare la libertà del cittadino, quale altre forma di governo lo sarebbe?
No, ti prego, non rispondere, potrei non sopportarlo.
5) Di cosa ha bisogno un omosessuale non lo sai tu come non lo so io.
Ma di certo la formalizzazione civile della sua unione col suo partner non sarebbe che una conquista per loro.
V
utente anonimo
#36
15:07, 25 luglio, 2005
Di nuovo, ti rispondo punto per punto:
1) Per quanto riguarda la mia disinformazione a proposito di Telepadania, confesso la mia ignoranza circa quell'emittente e i suoi contenuti, e aggiungo che ci tengo a conservare quest'ignoranza come un bene prezioso. Prescindendo dalla mia disabitudine a certi programmi televisivi, continuo a sottolineare la gravità del fatto che, in coincidenza con attentati terroristici contro obiettivi occidentali, ci siano cittadini stranieri che, approfittando del buonismo, del garantismo e in fondo della cretinaggine dell'opinione pubblica occidentale si permettono di esprimere pubblicamente la loro approvazione ai suddetti atti terroristici. Mi domando con quale diritto questa gente viva in Occidente, e con quali intenzioni. E, aggiungo, non mi sembra che tu te ne sia vergognata. E passo al punto 2) in considerazione del fatto che io non "mi azzardo" ma affermo in tutta tranquillità che la vostra verve antagonista e terzomondista a ogni costo, con l'efficacia delle proverbiali fette di prosciutto ideologiche sugli occhi, vi rende odiosamente discriminanti nei confronti di tutto ciò che rappresenta la cultura occidentale, della quale vi affrettate a sottolineare gli aspetti deteriori per condannarla e disprezzarla in blocco. Atteggiamento insulso questo, che vi porta a non vergognarvi affatto per un Adel Smith che getta un crocifisso dalla finestra, (penso alle vostre urla di indignazione se un Mario Rossi avesse gettato dalla finestra un Corano, gesto altrettanto stupido, che però se compiuto in una nazione islamica non avrebbe trovato tanta comprensione come è accaduto qua a parti invertite), a non vergognarvi affatto non tato per i crimini compiuti dai clandestini quanto per il fatto che questi criminali qua non dovevano neppure esserci, mentre vi vergognate di qualche legge peraltro male applicata che tenderebbe a impedirne l'ingresso; non vi vergognate per prevaricazioni morali nei confronti della cultura del paese dove siete nati, tipo le preghiere per i morti impedite a un obitorio a Bologna perché "offendevano la sensibilità dei non cristani"; e soprattutto, visto che quelli dell'infame "10 100 1000 nassirya" stanno dalla vostra parte e non dalla mia, ripeto che in fondo per voi la morte non è davvero uguale per tutti come vorreste far credere sventolando quelle bandierine colorate. Si sa, dipende da chi tiene in mano il fucile: così che un Berlusconi è un dittatore che nega ogni libertà , mentre non avete niente da dire sulle fucilazioni dei dissidenti dell'amabile Fidel Castro e del notoriamente libertario governo cinese. 3) i miei luoghi comuni- ad esempio la rappresentatività del comunismo affibbiata ai 99posse- non sono altro che ironica conseguenza dei ragionamenti da ragazzino con la maglietta del che guevara che in discreta misura affollano questo sito. Quanto a Platone e Nietzsche, mi pare ovvio che il portare a esempio i loro nomi fosse inteso in rapporto a aspetti diversi; più precisamente, per la dottrina metafisica dell'amore di Platone e per la negazione dell'egualitarismo di Nietzsche. Ovvio anche che non fossero uguali, Nietzsche e Platone. Epoche e luoghi a parte, se Nietzsche non avesse fatto altro che ripetere il pensiero di Platone, immagino che la sua importanza come pensatore non sarebbe stata quella che è. 4) per sommi capi: una costituzione non è affatto, come credi, garanzia di libertà per tutti, lo è solo per la parte che l'ha scritta. Il concetto di libertà non è tanto semplice come puoi pensare, così come quello di democrazia non vi si avvicina neppure lontanamente. 5) Non siamo al "proselitismo omosessuale"; siamo semplicemente al buon senso di evitare che una condizione venga trattata per quello che non è, con rappresentazioni lontane dalla realtà che tendono a rivendicazioni di cui un omosessuale che vive con serenità la propria condizione non ha il minimo bisogno.
francescoghezzi
#35
14:21, 25 luglio, 2005
Caro Francesco Ghezzi,
Riguardo a Telepadania, mi spiace ma parli da persona poco informata.
Il fatto è successo a Cento di Ferrara, dove 4 anni fa un piccolissimo gruppo di immigrati ubriachi ha iniziato a inveire contro una pattuglia della polizia, per poi finire con frasi infelici sull'11/9, ma senza che questa potesse definirsi una manifestazione antioccidentale o celebrazione proterroristica.
Ci vuole mano ferma nel condannare chi si compiace pubblicamente di tragedie vere e proprie, ma in quel caso si è trattato di abuso mediatico di carattere palesemente strumentale, uno stimolo che non a caso arriva dall'emittente della Lega Nord. La vergogna era semplicemente per questo motivo.
Quanto al "sentimento nazionale", tu mi offendi.
Parli per stereotipi, arrivi quasi a dire che alla gente che scrive qui abbia fatto piacere vedere i massacri degli ultimi 4 anni.
Il colore del sangue è lo stesso per tutti, e non devi azzardarti a sentenziare frasi come "Quanto a offendere il sentimento nazionale, non credevo ne aveste uno tranne l'odio".
Tutte le persone dotate di un minimo di senno si sono vergognate per le stragi, da NY, passando per l'Iraq, la Palestina, Madrid e Londra e arrivando a Sharm.
E non solo.
Io mi indigno anche per i drammi africani ai quali non spetta risonanza mediatica perchè non ci si guadagnerebbe molto a parlarne, così come per le persecuzioni dell'America latina e per qualsiasi situazione che porti alla sofferenza di civili inermi. E come me, molti altri.
Parli per luoghi comuni, con un'arroganza che lascia perplessi, considerando i contenuti; parli di comunismo trovando il miglior esempio nei 99posse, affianchi poi Nietzsche a Platone (l'uno il contrario dell'altro, abominevole.), per poi concludere bollandoci tutti come comunisti, filoterroristi e compiaciuti delle stragi che affliggono il pianeta.
Prova a meditare su ciò che scrivi.
Riguardo all'omosessualità , non dici niente di nuovo. Se non che non te ne frega niente che qualcosa sia anticostituzionale. Assurdo. Come se la Costituzione non fosse garanzia di libertà per tutti. Vorrei tanto sapere in cosa la nostra Costituzione sia così inadeguata, in particolar modo nei due articoli che ti ho citato.
Dici che non ho capito, o forse faccio finta di non capire. E anche qui sembri tu quello che non ha compreso: tu vedi il riconoscere una coppia in ambito civile come un "privilegio", quando in realtà è un atto dovuto dallo Stato. Che fastidio può dare sapere che una coppia omosessuale di fatto è stata riconosciuta? Non facendolo nulla cambierebbe, ma si potrebbe discutere sulla limitazione della libertà da parte dello stato verso il cittadino. Quindi non si tratta di un privilegio, ma di un diritto vero e proprio.
Poi nel commento qui sotto dici che a te non va bene la "promozione dell'omosessualità " (???) attraverso film, letteratura e talk-show.
Quindi ora il problema è il proselitismo (?!?) omosessuale?
Nel commento in mia risposta concludi poi dicendo che ciò che in effetti ti può scocciare invece "sia messa all'indice come 'discriminazione odiosa' la volontà di non concedere alle coppie omosessuali le adozione".
Ora ti chiedo, cosa ho scritto nel commento a cui tu hai risposto?
Te lo dico io così eviti di dovertelo spulciare ancora: l'unica cosa che non permetterei è l'adozione.
E ora sono proprio curioso di vedere se ammetterai di aver esagerato con le generalizzazioni esterne all'argomento omosessualità e di non aver pesato bene le tue parole.
V
utente anonimo
#34
12:23, 25 luglio, 2005
Mi sembri una persona con cui si può parlare. Ti rispondo: per prima cosa la cultura, cosa sia, non lo sappiamo né te, né io, né un Aristotele. Questo come fondamento. Poi: esattamente, la causa della diffusione dell'omosessualità non sta nell'"evolversi" della natura, ma in un clima esistenziale che in una data società le faccia da substrato favorevole. Quanto al fatto che una persona si faccia storie, dici, con qualcuno del proprio stesso sesso, hai ragione: a me non può interessare per nulla. Inizia a interessarmi quando una condizione (l'omosessualità ) che sul piano puramente ontologico è una condizione inferiore a quella normale (beninteso, quest'inferiorità non si riferisce a nulla di morale, quanto a una inferiore realizzazione nell'uomo della qualità virile nel senso di cui ho già parlato nei post precedenti, della sua possibilità di aderenza al principio metafisico. Gli psicologi parlano, nel caso dell'omosessualità , anche di difficoltà nell'accettazione dell'alterità e del rifugio nella propria stessa figura, ma secondo me sono solo altri modi di dire la stessa cosa, vedendone gli effetti più che le cause) dicevo, quando questa condizione viene presentata per quello che evidentemente non è, ovvero come un valore, normalità stessa (come se l'inclinazione sessuale non fosse al tempo stesso indice e causa di tutta una struttura di vita, una psicologia completamente diversa). Ovvero, non trovo giusto discriminare nulla, ma allo stesso tempo trovo giusto non promuovere con film, letteratura di bassa lega, talk-show etc. una visione idilliaca dell'omosessualità ; basta chiedere a un omosessuale se essa sia così idilliaca o se sia stata tutt'altro, prima che magari questi sia riuscito a viverla in modo equilibrato- e questo non tanto per le discriminazioni, quanto per le difficoltà a livello psicologico profondo che essa comporta. Infine, mi fraintendi quando ti parlo di progresso. Il progresso, quella paroletta magica che i signori della sinistra (ma non solo loro) portano come totem di tutte le loro peregrinazioni su e giù per gli specchi, è quella cosa che è frutto della sola visione distorta dell'uomo moderno. La base dell'ideologia del progresso è il presunto miglioramento della condizione umana nel corso della storia, ovvero un tentativo di spiegare il superiore partendo dall'inferiore. Come dire che l'uomo discende dalla scimmia. Mentre è molto più plausibile pensare che l'inferiore possa discendere, per caduta, dal superiore. Per me usare la parola progresso (e tu dici giustamente: progresso di che?) è solo fine a rinfacciare la stupidità di questo feticcio ideologico a chi quotidianamente se ne riempie la bocca. Con questo spero di essermi spiegato.
francescoghezzi
#33
03:16, 25 luglio, 2005
Caro Francesco, rispondendo al commento 28: io non sono colto come te probabilmente, non l'ho mai pensato e non mi interessa eccessivamente.
Comunque proprio perché era, come tu giustamente dici, un qualcosa che aveva fondamenti nell'estetica, rispecchierebbe ciò che, leggendo i tuoi commenti, è ora secondo te la causa della diffusione dell'omosessualità (correggimi se sbaglio): tu parli di progresso, il che implica motivazioni estetiche, visto che la natura non progredisce, bensì si evolve.
Una curiosità : se una persona, che magari neanche conosci, si fa storie con gente del proprio sesso, a te cosa diavolo te ne importa? Perché pensi che sia qualcosa che va contro il progresso? Progresso di che?
Attendo una tua risposta, sono molto curioso, lo dico senza ironia, ti garantisco. Stammi bene.
(Ah, dimenticavo: liga-jova-pelù te li tieni tu, e per quanto mi riguarda pure i 99posse. Cerchiamo di non dire cose così a casaccio, soprattutto se sei persona colta come sembra.
Ciao)
gesu_maria_zanzibar
#32
01:47, 25 luglio, 2005
Mi accorgo ora che ho parlato di Giovanardi e non di Castelli. Poco cambia. Anche avendo la palese dimostrazione della poca serietà di tale TelePadania, della quale sinceramente mi importa una sega, non vedo cosa cambi se gli stranieri che si permettevano (perché veniva loro permesso) (e considerate con quale spirito questi stessi abitano in Italia) di festeggiare- in Occidente- un attentato a un paese occidentale, stessero festeggiando per l'11 settembre o per Londra. Come se 4 anni fa fosse stato ammissibile.
francescoghezzi
#31
01:32, 25 luglio, 2005
Quanto alla "cantonata xenofoba" di Castelli, mi verrebbe da domandarti/vi se credi davvero che in una qualsiasi nazione in guerra(perché di guerra si tratta, non importa se non lo è per i politicanti, il punto è che lo è per i terroristi), per esempio l'Italia, sia saggio lasciare a cittadini della- chiamiamola così- parte avversa che si trovino sul territorio italiano piena libertà come se niente stesse accadendo. Quanto a offendere il sentimento nazionale, non credevo ne aveste uno tranne l'odio, probabilmente motivato da qualche oscuro senso di colpa e da qualche mito del buon selvaggio. Mi domando anche se vi siete vergognati l'11 settembre, l'11 marzo o l'altra settimana per Londra, o ieri per l'Egitto o nei casi degli stupri, tanto per starvi dietro quanto a retorica. Quanto all'omosessualità : continui a non capire o a far finta di non capire, che forse ti fa più comodo. Ripeto: non si tratta di negare niente o di non voler riconoscere niente. Non discriminare non significa concedere dei privilegi che non hanno fondamento alcuno. Non me ne frega niente, sinceramente, se qualcosa non è costituzionale. La costituzione non è un dogma. E le leggi riflettono solo la cultura di chi le fa. Questo per dire che dall'Italia della stupidità comunista e dell'ipocrisia democristiana non mi aspetto una costituzione seria. Ritorno al punto:non me ne può fregare di meno del registro delle coppie di fatto, se ti interessa saperlo. Mentre, magari, mi può scocciare che sia messa all'indice come "discriminazione odiosa" la volontà di non concedere alle coppie omosessuali le adozioni, visto che la "discriminazione odiosa" la compie la natura, le cui leggi non sono né egualitarie né democratiche.
francescoghezzi
#30
00:47, 25 luglio, 2005
E noto solo ora che commentando il post in cui la vergogna era per la cantonata xenofoba di Castelli e per la solita disinformazione seminata da telepadania dici:
"antifascismo militante, fatti pochi stronzate tante. Fate pena, poveri idioti."
Se questa frase rispecchiasse davvero la tua personalità , mi limiterei a definirla imbarazzante.
V
utente anonimo
#29
00:40, 25 luglio, 2005
Caro Francesco Ghezzi,
mi chiedo se tu abbia osservato davvero qualche post di questo blog, a parte questo sull'omosessualità .
Mi chiedo come tu faccia a dire che la vergogna di cui qui si parla sia riferita solo a "qualsiasi idea che abbia un minimo di sensatezza".
Una frase del genere ti toglie il diritto di replica: la maggioranza delle citazioni postate offendono il sentimento nazionale e quello popolare, spesso indipendentemente dalle proprie tendenze di partito.
Non ti porto nessun esempio, perchè ti basterebbe semplicemente leggere ciò che viene scritto, ma sembri troppo innamorato della tua voce per meditare su ciò che dici e relazionarlo con la realtà .
Il tuo è un atteggiamento arrogante e perentorio, dal quale non puoi pretendere di ricavare dialoghi costruttivi.
Non può esserci confronto con chi non sente ragioni, se non le sue.
Detto questo veniamo ora all'omosessualità :
io non credo che una situazione come quella di Pistoia porti all'incentivare la "soppressione fra maschile e femminile", ma piuttosto a lasciare la libertà ad ognuno di rendere legalmente riconosciuta un'unione che sussisterebbe comunque.
Se qualcuno vede come un problema l'orientamento sessuale altrui, dovrebbe prendere coscenza che vietarne il riconoscimento non renderà l'omosessualità qualcosa di meno frequente.
Posso capire che uno spirito tradizionalista abbia difficoltà ad accettare qualcosa che finora non è mai stato esternato in questo modo, con una risonanza mediatica così ampia, e, ricordando che si tratta di una minoranza, mi sembra addirittura un atteggiamento incostituzionale (Articoli 3 e 21).
Se poi si parlasse dell'affidamento di figli a coppie omosessuali mi opporrei fermamente, ma finchè si tratta di consentire la possibilità di manifestare un sentimento glielo concedo perchè altrimenti mi sentirei di sottrarre loro una libertà fondamentale, l'espressione.
Del resto, si tratta di un fenomeno che difficilmente si ricerca, e visto che hai parlato di Nietzsche, possiamo definirlo come impulso dionisiaco. Un omosessuale non decide di essere tale, e persino tu avresti potuto nascere in un contesto che ti portasse a diventarlo, sono fatalità , e anche
per questo bisogna rispettare le scelte e soprattutto i sentimenti altrui.
Non si può demonizzare un orientamento sessuale, così come non si può vederlo come un morbo da isolare riducendone gli incentivi.
V
utente anonimo
#28
21:39, 24 luglio, 2005
Detto a uno meno colto: questa è la solita storiella travisata- per ignoranza o per proprio comodo- dell'omosessualità in Grecia e a Roma. Le pratiche omosessuali, in quei casi, non rappresentavano affatto "la normalità " nel senso che vorresti attribuirgli. Si trattava, in poche parole, di un qualcosa che aveva come leit motiv più l'estetica (in una concezione di tipo platonico) che altro. Difatti né a Roma né in Grecia la concezione della famiglia aveva nulla a che fare con i rapporti omosessuali, né essi venivano perlopiù vissuti come relazioni sentimentali. Questo per dire che è una bufala immaginare l'antica Grecia o Roma come pullulanti di coppie gay o, come piacerebbe ai soliti mistificatori, paradisi di checchine innamorate che sognano un figlio insieme. Buon ripasso a te.
francescoghezzi
#27
20:51, 24 luglio, 2005
Eppure, essendo così colto, dovresti sapere che in una società che non tendeva per nulla all'egualitarismo come quella degli antichi romani (tanto per fare un esempio), l'omosessualità era molto più diffusa rispetto ad oggi, non era assolutamente condannata ma anzi era parte dei costumi normalmente accettati. Senza nessuna "via intrapresa da ogni movimento di sinistra" come dici tu.
Detto da uno non di sinistra e che continua a sentirsi attratto solo da donne.
cordiali saluti
buon ripasso storico