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Commenti
#18
17:22, 09 ottobre, 2005
No, Steu, hai ragione, non ho firmato niente in grembo a mia madre. Però nello Stato io scelgo ogni giorno di starci: rispettando le leggi (quando le rispetto), prendendo un salario, pagando le tasse, usufruendo dei servizi pubblici. Insomma, non posso tirarmene fuori, e sono costretto a venirci a patti ogni giorno. Ciò non toglie che la forma prioritaria della mia relazione allo Stato debba essere la lotta, l'autorganizzazione, la rivendicazione. Però rimane il fatto - per riprendere il ragionamento di Agamben - che la nuda vita (il corpo qua talis, la carne che si forma nel grembo) non è che il risvolto dell'esser preso nel diritto già-da-sempre. Hic Rhodus, hic saltus.
alderano
#17
15:15, 09 ottobre, 2005
Alde, tu dici
"Nello Stato ci sono mio malgrado"
ma anche questo non è corretto. Tu preesisti allo Stato (tu, io, tutti preesistiamo allo Stato, in barba all'anagrafe). L'Uomo nasce e si trova in uno Stato, però io non ricordo di aver firmato qualcosa nel grembo di mia madre. Non è "naturale" nascere in uno Stato! Dunque non è così scontato appartenervi, andare a votare, etc.
"Il gesto di partecipazione alle primarie implica l'adesione a un progetto comune, a una comunità"
Dal mio punto di vista anche il votare alle elezioni politiche, amministrative, etc. riflette questa adesione (che peraltro io stesso non ho ancora risolto...).
(OT: www.festivalstoria.org, ci vediamo lì, mi pare...)
steu
#16
12:51, 09 ottobre, 2005
No, Paolo. Voto perchè, come ti ripeto, sto in una barca, mio malgrado, e si tratta di ridurre il danno. Partecipo, anche se non mi piace la barca, non mi piace dove sta andando, e tantomeno mi piacciono coloro che hanno deciso di prendersi il potere e adesso fanno i capitani. Dall'esterno, faccio la mia scelta. Io - in quanto Qualunque singolarità - e il resto. Non dall'interno, non vado sotto un capitano piuttosto che un altro. Non mi schiero. Ciò che non delego è la mia appartenenza.
Marco
utente anonimo
#15
09:07, 09 ottobre, 2005
Dunque seguendo il tuo ragionamento, alle elezioni dovresti votare sempre scheda bianca.
utente anonimo
#14
17:40, 08 ottobre, 2005
Diamonds, lo squarcio di vita in vendita mi pare utile. I costumi di diessini e margherite ricalcano quelli di socialisti e democristiani, dunque è utile riattivare la memoria...
alderano
#13
17:38, 08 ottobre, 2005
PS So dell'Espresso, ma non l'ho ancora visto. Chissà perché si svegliano solo ora. E' bene che parlino di un centro d'acoglienza. Certo che se raccontassero di tutti i pestaggi nei Cpt, sarebbero più onesti. Ma lo faranno solo quando prodi & co. dovessero ammettere che la turco-napolitano va capovolta. Ed è cosa da dubitarsi.
alderano
#12
13:21, 08 ottobre, 2005
Il discrimine, Paolo, è la volontarietà dell'adesione a una comunità politica. Nello Stato ci sono mio malgrado (e il voto non è che un aspetto di questa mia condizione di cittadino, e sicuramente non quello più importante). Con le primarie invece mi si chiede di far parte di una collettività che condivide certi principi, che mi si chiede di sottoscrivere. E io non posso, nè voglio, farlo. E per motivi opposti al qualunquismo - se mai, in nome di una Qualunque singolarità, questo sì.
alderano
#11
09:56, 08 ottobre, 2005
Non mi sono svegliato male; piuttosto, per dirla con Foucault, il pensiero ha due corni, l'uno, la cattiva volontà, per sventare le categorie, l'altro, il cattivo umore, per puntare verso la stupidità e conficcarvisi.
Non ti sto dando dello stupido, ovviamente, avverto però la minaccia della stupidità qualunquista, premere alle porte del tuo appello al non-voto per le primarie.
Le primarie comportano una scelta di appartenenza, è ovvio.
Ma parlare è già appartenere.
Do un valore molto limitato a queste primarie, e al voto, in generale, in questa post-democrazia che siamo, in cui il nostro voto conta pressocchè zero, anche quando è chiaramente espresso.Figuriamoci quindi se riesco a credere alla favoletta che questo sia un momento "identitario" in senso forte, come lo immagini tu; ovvero che votare significhi aderire a un progetto così delineato e legittimare scelte chiare e nette, fatte dai partiti.
E' chiaro che tutto si svolge sopra le nostre teste - io voto solo per potermi lamentare di questo.
Votare mi sembra l'unica protesta possibile, un modo di denunciare il fatto d'esserci.
In ogni caso, non riesco a cogliere la differenza, che mi sembra casomai di segno opposto a quel che tu immagini, fra il fattore identitario che ti impedisce di votare alle primarie(non identificarti come centro-sinistro), rispetto a quel fattore identitario, ahimè molto più inquietante, che dovrebbe impedirti di votare alle politiche(identificarti come cittadino).
A proposito, letto il bel reportage dell'Espresso sui CPT?
utente anonimo
#10
13:44, 07 ottobre, 2005
"ho venduto i miei ricordi al museo degli orrori".Tra questi una partecipazione alle elezioni interne della Democrazia Cristiana(aveva il 50% nella provincia dove vivevo).Quel giorno sono stato 4 persone diverse,e avrei potuto votare ancora se un rappresentante di lista non mi avesse riconosciuto costingendomi a una barbina figura.Credo che il clima morale di queste primarie non sarà troppo diverso
diamonds
#9
12:11, 07 ottobre, 2005
Io invece comprendo che probabilmente ti sei svegliato male (altrimenti, almeno l'ironia su Mastella l'avresti compresa) ;-)
Anzitutto, mi stupisce sentirti usare la parola sedicente: dire di qualcuno 'se-dicente', al di là della tautologia, è, quel che è peggio, un poco tanto stalinista. Ma soprattutto, mi pare che proprio tu non abbia afferrato il senso del discorso - che riguardava le primarie, nella loro differenza specifica dalle politiche. Non ho detto che non andrò alle politiche (dunque, non preoccuparti, farò anch'io la mia parte per cacciare il governo - peraltro io sono convinto di farla ogni giorno la mia parte per cacciare il governo, in molte delle cose che faccio, e il voto non sarà che uno di queste azioni). Era il gesto di partecipazione alle primarie con ciò che implica in quanto appartenenza, che mettevo in discussione - se vuoi, rileggi. Cercavo di sottolineare la differenza tra il gesto elettorale delle primarie e quello delle politiche. E ti dicevo: se vuoi convincermi, è questo discorso che devi smontare. Tu hai fatto un discorso pseudo-pragmatico e in realtà molto moralista. E soprattutto un discorso fuori bersaglio...
Scusa, ma anch'io mi sono svegliato male...;-)
Marco
alderano
#8
07:52, 07 ottobre, 2005
Comprendo. La tua è un po' la situazione paradossale delle sedicenti sinistre extra-parlamentari di un tempo.
Sedicenti sinistre, più ancora che sedicenti extra-parlamentari.
Quel che voglio dire è che questo continuo chiamarsi-fuori-restando-dentro (e qualsiasi forma di organizzazione politica, è, già in quanto organizzazione, dentro il sistema), alla fine fa il gioco del sistema comunque.
Capisco, non condividi il progetto dell'Unione; ovvero non condividi il progetto di cacciare dall'Italia il peggior governo che essa mai abbia avuto, dopo Mussolini.
Questo è, in verità, l'unico progetto dell'Unione, quello in base al quale io mi recherò alle primarie e segnerò sulla scheda uno qualsiasi dei candidati che mi garantisca di avere quell'obiettivo.
Non mi stupisco che tu voglia votare Mastella: è un infiltrato di Berlusconi nell'Unione.
utente anonimo
#7
18:48, 06 ottobre, 2005
Vediamo: la carta d'identità ce l'ho, la tessera elettorale pure...
Chi mi presta un euro?
_
(Alderà, che bello, torni dalle mie parti! Ci vediamo il 15!)
steu
#6
18:42, 06 ottobre, 2005
L'idea di votare per le primarie della destra non sarebbe male, in realtà - anche se è da vedersi se le faranno davvero. Quasi quasi vado a votare per Mastella...
alderano
#5
18:06, 06 ottobre, 2005
io ci vado, alle primarie. ti dirò di più: andrò anche a quelle di centro destra-lo sento come un dovere morale di tutti "quelli di sinistra"...- e voterò, ovviamente, il più cazzone e difattista dei candidati.
utente anonimo
#4
13:32, 06 ottobre, 2005
Paolo, la mia argomentazione specifica è sul voto alle primarie. Sul meccanismo identitario che esso implica. E' su questo che dovresti tentare di convincermi, poiché non parlo di elezioni tout court (anzi, dico che in quel caso posso pur sempre andare a votare)
Marco
utente anonimo
#3
10:37, 06 ottobre, 2005
bella l'immagine del condominio! forse un inconscia reminescenza carmelobeniana - odio l'Italia, è un enorme fottuto condominio - e questa idea delle 'case comuni'. Aristotele nella Politica affrontava già il problema: chi vuol fare della polis una casa vuole ridurre a zero le differenze, le molteplicità - noi diremmo: le moltitudini
avempax
#2
08:29, 06 ottobre, 2005
Io invece voterò alle primarie. Credo che il voto sia rimasto uno dei pochi strumenti di partecipazione politica che abbia ancora un peso, infimo certo, relativo, certo, ma pur sempre non del tutto trascurabile, nelle società post-democratiche occidentali, quali anche la nostra si può ormai a pieno titolo definire.
Di certo non si può più parlare di partecipazione democratica; tuttavia non si può non riconoscere che una bassa partecipazione alle primarie sarà un grande favore fatto: a)a Berlusconi; b)a coloro(fascisti, Vaticano, pidduisti centristi vari)tramano da tempo per sottrarre il potere di partecipazione democratica, al popolo.
Già l'astensione agli ultimi referendum ha praticamente distrutto, annientato, il potere referendario. Passeranno secoli prima di vedere un nuovo referendum su una qualsiasi cosa.
Ora le primarie sono una occasione in più, che ci viene offerta, per contarci.
E tu che fai, proprio ora fai orecchie da mercante?Vota la candidata
senzavolto
, piuttosto, se proprio vuoi essere coerente a tutti i costi(ma io preferisco l'incoerenza).
utente anonimo
#1
21:16, 05 ottobre, 2005
Cribbio! A volte è così facile convincermi...
aitan
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