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Commenti
15:08, 12 maggio, 2007

Vi lamentate della violenza...ma se erano chiamati anni di piombo ci sarà un motivo. Tanti ignorano cosa succedesse realmente in quel periodo in Italia, magari non è la verità scesa in Terra, ma sicuramente un buon punto d'inizio.
utente anonimo
21:20, 12 ottobre, 2005

anche sul mio blog c'é una piccola discussione sul film. Andate a farci un salto. Io l'ho trovato davvero ridicolo.
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23:01, 10 ottobre, 2005

Romanzo criminale a mio parere è un film migliore di altri usciti in questo periodo da noi (tipo i demenziali "La bestia nel cuore" e "I giorni dell'abbandono"), ma non è un granchè. Da un libro come quello di De cataldo in America ci avrebbero tirato fuori di meglio e senza la tirata buonista o di critica sociale e politica che si è portato dietro Placido; il finale poi con il tramonto sullo sfondo è deprimente. La violenza fa parte della vita e soprattutto della vita di una banda di criminali, se non la mettono in questi film dove dovrebbero inserirla nei cartoni disney? E poi tutto questo sangue io non l'ho visto e nemmeno mi è sembrato gratuito. Kim rossi Stuart è assolutamente nella parte.
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18:08, 10 ottobre, 2005

Vabbè.., poiché ogni medaglia ha il suo diritto, apprezzo la compostezza che hai usato nel rispondermi, visto che invece io non ero riuscita a mediare del tutto la mia intolleranza :D

Federica
utente anonimo
17:06, 10 ottobre, 2005

No, nemmeno un sussulto di fastidio. Come ti dicevo, ciò che mi ha infastidito è stata l'empatia infusa dal regista nella narrazione, la volontà di Placido di tradire il romanzo in ciò che aveva di più degno: la freddezza dell'esposto. Questa operazione mi è parsa davvero discutibile, aberrante - e peraltro tipica del cinema italiano d'oggi.
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16:37, 10 ottobre, 2005

Va beh. O stiamo nel discorso o non ci stiamo. Ho parlato di scene di violenza a sangue freddo e per nulla mistificate né tantomeno adornate da chissà quale aura di romanticismo o eroismo. Che c'entrano Kim Ki-duk e Pasolini, adesso? Ma se preferisci parliamo di che cosa ho mangiato oggi, non so..
Se poi mi dici che non hai provato nemmeno un sussulto di fastidio a vedere tutto quel sangue e quel vuoto di vita mi dispiaccio per te. Perchè poi l'operazione è questa: trasferire in qualcosa di nostro, ossia un film che è italiano e parla a noi italiani, codici che normalmente viviamo come fiction e che sentiamo mille miglia lontano da ciò che effettivamente ci riguarda.

Federica
utente anonimo
15:10, 10 ottobre, 2005

Federica, per me film violenti (anche psicologicamente) sono "Salò o le 120 giornate di Sodoma" (Pasolini) o "La samaritana" (Kim Ki-Duk) o il "Riccardo III" di Richard Loncraine. Nulla ho visto in "Romanzo criminale" che me lo possa far passare come un film "violento".
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14:37, 10 ottobre, 2005

Boh. Volemose bene.. Ragà, ma io mi preoccupo per voi: questo è uno dei film più violenti chel'Italia abbia prodotto negli ultimi vent'anni. Possibile che siate così assuefatti da guardare con nonchalance una serie infinita di omicidi e brutture? Al cinema con me c'era solo gente sconvolta dalla violenza delle azioni.

Federica
utente anonimo
08:55, 10 ottobre, 2005

Federica, io non sono uscito dal film di placido con dubbi insolubili, anzi. Quell'atmosfera da 'volemose bene' che ho citato nel post mi ha dato semplicemente fastidio.
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16:55, 09 ottobre, 2005

Quindi preferite quella bella distinzione tra buoni e cattivi che c'era ne La meglio gioventù? Dove mancavano le freccette a indicarti "Buono" "Cattivo" se no per il resto c'era tutto?

Io credo che tutte le impressioni con cui usciamo da un film sono sempre in toto attribuibili al film e basta. Per cui se mholden si chiede come diavolo si faccia a parteggiare per dei sanguinari scriteriati del genere vuol dire che il film stesso gli ha mostrato dei sanguinari scriteriati e nel contempo gli ha mostrato il lato vulnerabile di questi sanguinari. Non è che il primo dei due sentimenti è indotto dalla nostra coscienza: Tarantino e non solo lui insegna, non ci vuole niente a mostrare dei delinquenti in modo talmente morbido da far scordare allo spettatore la propria coscienza. Se dal film di Placido siete usciti con un dubbio insolubile vuol dire che quel dubbio ve lo ha insinuato lui. Non attribuitevi parte del merito e pensate a tutte le volte che siete usciti da un film zeppo di delitti e uccisioni a bruciapelo senza queste domande che ora vi ponete.

Ciao, Federica
utente anonimo
11:00, 08 ottobre, 2005

Il massimo di svestimento di Jasmine Trinca è quando Placido la infila in una vasca da bagno piena di schiuma. Per il resto, la fa andare in giro sempre vestita (ed anzi, sempre abbastanza malvestita). on ci sono più i grandi sarti del teatro e del cinema italiano (chi più ricorda il grande Umberto Tirelli, che vestì i personaggi del Gattopardo di Visconti e di molti altri film memorabili?)
utente anonimo
18:07, 07 ottobre, 2005

Ma in questo film non c'era anche Jasmine Trinca? Copertinata sull'ultimo femminile del Corriere. E Placido la spoglia o la fa restare vestita, come Moretti nella Stanza del figlio? No, perché sarebbe un incentivo, per dire.
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#9  
10:40, 07 ottobre, 2005

eh furbetto... così te li devo fare due volte i complimenti. non era ironico, mi piacciono davvvero i tuoi titoli ( anche i post, altrimenti sembro una come quelli che vedono un'opera d'arte - un quadro- e commentano la cornice). e mi viene in mente chi questo lo fa per mestire, il titolista ogni volta che si deve inventare!
baci matt
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#8  
10:35, 07 ottobre, 2005

Ancora non ho letto il libro, ma sto per iniziarlo, nè ho visto il film, che comunque voglio vedere, anche solo per Kim Rossi Stuart (eh, sì, come molte fanciulle ho un debole per lui, anche se quel disgraziato del mio caro amico che lo consce benissimo ancora non me l'ha presentato...). In cambio mi sono vista la puntata di otto e mezzo con un soporifero Formica, Placido che sembrava non l'avesse girato lui, il film, Lerner che cercava di far parlare del film, Ferrara che faceva Ferrara, il povero Favino che sembrava si dicesse che cazzo sto a fare qui.
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#7  
08:53, 07 ottobre, 2005

No, per ora non ne sono previsti...
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#6  
17:12, 06 ottobre, 2005

il titolo vuole lasciare intendere che ci saranno cambiamenti nella grafica di licenziamento?
:-)
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#5  
15:23, 06 ottobre, 2005

@matt, complimenti sul serio o complimenti in senso ironico? ;)
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#4  
15:10, 06 ottobre, 2005

vedrò... intanto complimenti per i titoli dei tuoi post. saluti matt
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#3  
14:12, 06 ottobre, 2005

@Mholden, questo fatto tipico del cinema italiano, di voler produrre empatia anche dove non dovrebbe starci, ha da finì. Non se ne può più. Veramente.

@R4, per carità: ognuno si fa piacere quel che vuole, intendiamoci.
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#2  
13:56, 06 ottobre, 2005

E a me invece è piaciuto un sacco. L'ho trovato un piccolo gioiellino, una sorta di Quei Bravi Ragazzi de noantri.

R4
utente anonimo
#1  
12:11, 06 ottobre, 2005

hei, praticamente in contemporanea. Se stavi al cinema Reale ci siamo incrociati.

Hai detto nel tuo post due cose che condivido e che nel mio ho tralasciato di dire: che c'è troppa carne al fuoco, e che i personaggi sono troppo morbidi ("c'è un'atmosfera da 'volemose bene' che Rulli e Petraglia (gli sceneggiatori) evidentemente tenevano in frigo dai tempi de La meglio gioventù perché glie n'era avanzata un poco.") (bellissimo modo di metterla).

Sulla troppa carne al fuoco: è vero, ma non mi ha disturbato più di tanto. E togliere il sub-plot dei servizi segreti sarebbe stato davvero violentare il senso del libro (mentre il fatto che non ci sia il subpolt delle lotte intestine non mi dà alcun fastidio: da qualche parte dovrai pure tagliare. E a parte quello, poi, muoiono tutti ammazzandosi a vicenda).

La seconda cosa è più grave. Si patteggia apertamente per il Freddo, soprattutto, e comunque si prova empatia, per la Banda. E' però un fatto che accade spesso anche in mitici film di gangsters come Quei bravi ragazzi, è un meccanismo forse evitabile.
Il film, probabilmente, sarebbe stato migliore se fosse stato più realistico.

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