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Commenti
#13
12:29, 18 ottobre, 2005
Certo Cesare: è mio il commento #10, credevo fosse chiaro.
BB
(Che casino 'sti commenti anonimi, comincio a odiare Splinder)
matteobblog
#12
10:28, 18 ottobre, 2005
Utente anonimo # 10, sono contento che "Autobiografia del rosso" sia stato apprezzato. Matteo, non ne sai niente? Non lo hai letto?
Io trovo sorprendente che l'autrice sia riuscita a mettere insieme prospettiva "mitologica" (con tutta l potenza simbollica che ne genera), realismo underground, se così posso dire... e quotidianità.
La parte in cui vanno al vulcano e si scopre che Gerione in realtà è... mi ha fatto battere il cuore - come da tempo non mi accadeva.
Cesare (utente anonimo # 8)
utente anonimo
#11
11:02, 12 ottobre, 2005
Caro Matteo,
sono quasi a pagina 200 di Cunningham e la storia sembra piano piano decollare. L'inizio lascia perplessi, in effetti. Ne riparliamo a lettura completata.
Federico
utente anonimo
#10
17:34, 11 ottobre, 2005
Bravo, utente anonimo #8: "Autobiografia del rosso" è un libro strepitoso. Consigliatissimo!
matteobblog
#9
14:38, 10 ottobre, 2005
il film è molto più bello del libro,le musiche pure erano belle.
lui fa delle descrizioni impossibili. è terribile come parlava dei luoghi.
corridrice
#8
12:05, 10 ottobre, 2005
Ciao a tutti. Io ho trovato invece molto intenso il primo dei racconti dell'ultimo Cunningham. Mi ha impressionato l'idea di un contatto quasi allucinatorio con il mondo dei defunti e del trascendente in genere.
In effetti il II racconto è meno appassionane e ho rinunciato dopo poche pagine al III.
L'idea poi di legare i III brani dalla presenza di un poeta è simile a quella messa in gioco (in modo eccellente da tutti i punti di vista, direi) in Le Ore.
Anche io sono rimasto deluso - ma ogni rilettura dei precedenti è sempre una nuova emozione.
Ciao
ps. Approfitto per segnalare un'opera davvero notevole: "Autobiografia del Rosso" di Anne Carson.
utente anonimo
#7
10:09, 10 ottobre, 2005
matteo sembra una recensione di d'orrico! ti prego non fare più recensioni di d'orrico!
ahahah!
alla.finestra
#6
09:31, 10 ottobre, 2005
Il film A home at the end of the world non è poi così male, dai. E The hours (film) è uno dei rari casi in cui la pellicola è meglio del romanzo (che pure è molto bello, ma nella trasposizione ci guadagna).
Comunque immagino che Giorni memorabili debba essere digerito, ma onestamente quando il bambino operaio incontra Walt Whitman mi sono cadute le braccia. E non ce l'ho più fatta aa andare avanti.
BB
utente anonimo
#5
01:19, 10 ottobre, 2005
Questa estate ho letto il libro in lingua originale e l'impressione che ne ho avuto è di un libro che debba essere un po' digerito. A prima vista è un libro estremamente lento, ma a mio avviso leggerlo in traduzione perde ancora di più di significato. Penso che Cunningham sia molto scorrevole nel romanzo lungo, meno nelle prove virtuosistiche come The Hours e questo Specimen Days. Comunque la cosa peggiore legata a Cunningham è sicuramente il film tratto da A home at the end of the world. Inguardabile.
Eliacaro
#4
21:30, 09 ottobre, 2005
Io invece ho scoperto che le librerie Feltrinelli del Veneto sono del tutto ignare dell'esistenza di Coupland. Dopo aver saputo, al fight reading, che è il tuo scrittore preferito, ero curiosa di leggere qualcosa ma il destino mi è avverso (se lo scrivessi in uno delle decine di test attitudinali che sto compilando ultimamente nella disperata ricerca di un lavoro sarei perduta)!
utente anonimo
#3
20:12, 09 ottobre, 2005
non ho mai viaggiato in aereo per 24 ore e non ho ancora finito di leggere The hours, però a volte volte, ci sono delle cose che a prima vista/lettura ti piacciono tantissimo e poi finisce subito e invece altre che ci vuole tempo prima che..insomma è così? o è proprio una schifezza?
corridrice
#2
18:19, 09 ottobre, 2005
Perché è più noioso di un viaggio aereo di 24 ore. E la trama non esiste. Che delusione COCENTE.
BB
matteobblog
#1
20:29, 08 ottobre, 2005
e perchè?
corridrice
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