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Commenti
#8
23:28, 11 ottobre, 2005
Toscani è un ipocrita perchè campa dell'ipocrisia della gente.
E' operazione intellettualmente disonesta, ma economicamente remunerativa.
Dal mio punto di vista, l'opinione di Toscani vale zero.
Ha ragione Nick quando dice
"Purtroppo, quando i richiami sessuali saranno davvero assimilati, etero od omo che siano, gay che si palpano a vicenda o spruzzi bianchi che escono dalle mutande Sisley, sarà il giorno in cui il nostro rapporto con la sessualità (oggi alquanto conflittuale) sarà migliorato, e certe cose non serviranno più a vendere, o a far parlare di sè. "
Come vedete, Toscani non potrà mai essere d'aiuto in questo senso, perchè fallisce la premessa: lui fa spettacolo per vendere, non per informare.
In questo caso finchè combatte il "regime" da dentro, ne è complice.
TheZar
#7
21:35, 11 ottobre, 2005
http://jointsecurityarea.splinder.com guarda questo blog coglioncello e non venirmi a dire che chi si scandalizza per Toscani non dovrebbe farlo anche per Roberta...stavo parlando di bempensanti mica di me.
Minerva84
#6
19:57, 11 ottobre, 2005
Bella la risposta di Toscani, me lo fa salire di cento punti.
Lui come fotografo non mi piace.
Neppure la campagna fotografica in sè mi fa impazzire. Non è oscena nè offensiva, sia chiaro, ma boh, mi dà sempre quella sensazione di "oh fico, abbiamo Toscani sotto contratto che fa parlare di sè e dei nostri prodotti" (anche se dei prodotti non si ricorda nessuno) che mi porta ad una discreta indifferenza nei confronti del medesimo e dei marchi che pubblicizza. E poi, ha lavorato con la Benetton. No, dico, la BENETTON! Uno che si atteggia a progressista, ad artista (?) contro (?), non può lavorare con la Benetton e poi pretendere di avere credibilità, dal mio punto di vista. Insomma, si, verso Toscani ho dei pregiudizi duri a morire, scusatemi.
Comunque, volgari e gratuiti (per quanto divertenti!) potevano essere semmai i due cavalli, uno bianco e uno nero, che "amoreggiavano" sotto la scritta "United Colors of Benetton".
Qui la provocazione non nasce tanto dall'immagine in sè. Nasce dal contesto in cui viviamo, è il contesto, e pure la novità che rappresenta in termini pubblicitari, che trasforma un'immagine neutra come questa in provocazione.
Ipocrita chi critica questa campagna, ma "ipocrita", in un certo senso, anche chi finge che questa immagine sia del tutto naturale per la nostra storia pubblicitaria, è la prima volta che l'omosessualità si mostra così com'è. C'era anche prima, ma era nascosta, sottintesa. Beninteso, per me non c'è nulla di male che sia innovativa, tantomeno mi scandalizza il messaggio che veicola, ma che la gente ne parli è naturale. Che qualcuno sia infastidito è anche positivo, perchè è vero che il fastidio può provocare reazione e censura, ma nel momento in cui l'incoerenza di cui il messaggio è portatore non può essere evitata, la "coerenza interna" nello spettatore può venire ripristinata attraverso l'interiorizzazione del messaggio stesso così com'è (questo non lo dico io, ma il grandissimo psicologo cognitivo George Kelly).
Purtroppo, quando i richiami sessuali saranno davvero assimilati, etero od omo che siano, gay che si palpano a vicenda o spruzzi bianchi che escono dalle mutande Sisley, sarà il giorno in cui il nostro rapporto con la sessualità (oggi alquanto conflittuale) sarà migliorato, e certe cose non serviranno più a vendere, o a far parlare di sè.
A me le pubblicità con richiami sessuali, soprattutto se etero, perchè privi di quel carattere "innovativo" del richiamo omo esplicito, fanno piuttosto pensare a questo: ma non è che viviamo in un'epoca in cui proprio non riusciamo a raccapezzarci del ruolo che deve avere la sessualità nella nostra vita? La pubblicità è menzognera: spaccia per normale e "istituzionalizzato" qualcosa che non lo è; ciò che è "istituzionalizzato" non ha bisogno di pubblicità.
NickCohen
#5
13:16, 11 ottobre, 2005
"La patata tira." e "Mordi la patata!" sono stati due slogan della San Carlo. Erano allusivi e un pò volgarotti, però erano molto efficaci e facevano sorridere. Quindi non erano gratuiti.
Sapere cosa pubblicizzava il cartellone di Toscani avrebbe dato un'idea di un'eventuale effettiva gratuità (esiste questa parola, vero?) dell'immagine.
Pietro
ps nella pubblicità di Roberta non c'è una donna usata per il suo culo, ma un culo E BASTA.
Le veline sì sono degradazione.
utente anonimo
#4
18:53, 10 ottobre, 2005
Nessuno sa cosa pubblicizzava e molto probabilmente nessuno comprerà il prodotto pubblicizzato.
Chi critica il culo di Roberta Underwear può evitare di commentare su questo blog.
Phemt
#3
15:01, 10 ottobre, 2005
Essere ipocriti e benpensaenti pare sia la moda del momento.Ho già detto quello che penso di Toscani e di questo suo ultimo lavoro più e più volte. Moralmente io mi sento maggiormente offesa allora dal fatto che centinaia di ragazze si siano presentate ai provini per fare "Il culo" di Roberta. Perchè alla fine fare la modella o la velina è una professione che ormai viene stimata di più che il professore, il medico o l'avvocato, ma mi spiace...è solo perchè la nostra cultura sta degenerando. Chi non ritiene Toscani un buon artista e questa pubblicità offensiva dovrebbe pensare al fatto che censurandola non permette la libertà d'espressione di una personalità che altri paesi ci invidiano e soprattutto che s'impedisce di parlare di una realtà con la quale viviamo a contatto tutti i giorni. Fanculo chi critica Toscani.
Minerva84
#2
14:18, 10 ottobre, 2005
La gente tende naturalmente alla stupidità, non c'è niente da fare.
Ma esattamente questa campagna pubblicitaria cosa pubblicizza(va)?
Pietro
utente anonimo
#1
12:57, 10 ottobre, 2005
Hai sbagliato. La frase finale sarebbe stata: "Sai che oscenità!"
Comunque Toscani ha pienamente ragione sull'ipocrisia della gente.
pit82
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