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#52
11:48, 17 ottobre, 2005
Mario,
tutto è importante, tutto è rinunciabile.
Io credo che ogni scrittura sia un inizio, e in quanto inizio è una domanda (la fine essendo la risposta).
Ci concedano gli dei propizi di allontanare fine e risposte per poco ancora.
Ma poi, le nostre storie si difendano da sole, se lo possono -altrimenti, che periscano pure.
Effe
#51
11:40, 17 ottobre, 2005
il ritmo dodecasillabico o giù di lì,
l'ho colto nella versione qui soprastante.
Sarà che il tempo è tutto
e che io voglio risposte lo stesso,
fa l'istess,
non è importante,
Mario Bianco
cf05103025
#50
09:44, 17 ottobre, 2005
Cartografo (Marius, posso suppore?)
il ritmo, certo, e ti par poco?
Non si è forse detto, qui nei commenti, che lo spazio non ci appartiene, e siamo solo tempo?
E il ritmo non è tempo?
Poi, per il resto, ho lasciato qui solo domande, e magari tu volevi risposte.
Effe
#49
09:11, 17 ottobre, 2005
non ho capito se il ritmo dedecasillabico è nella mia frase o nel racconto di effe...
d.
utente anonimo
#48
23:26, 16 ottobre, 2005
Eppure, eppure ti dico:
che questo testo non mi convince, sai?
E sai perché?
Perché esso lui medesimo è articolato su un ritmo di dodecasillabi o giù di lì che fascina senza sforzarti poi, alfine, non hai ritenuto nulla nè di trama ne di anima che ti rimane dentro solo un artificioso:
tatatam tatatàm tatatattàm.
Ecco,
con buona o cattiva pace di Demetrio,
così successe a me,
però:
absit injuria verbis
cf05103025
#47
08:43, 15 ottobre, 2005
leggerti è sempre un privilegio, g*
Gardenia
#46
15:25, 14 ottobre, 2005
E' una storia implosa dall'altrove, sfumata e impercettibile, come piacciono a me.
Che bella, Effe, proprio come una certa altra cosa su una rivista on line....
colfavoredellenebbie
#45
09:09, 14 ottobre, 2005
kanuthya,
nós estamos viajando sempre
(e ora dove sei, dove siamo?)
Viscontessa,
è vero, lo spazio non ci aoppartiene, siamo interamente tempo.
Aitan
margini, è vero, dove si accumulano cose invisibili
Effe
#44
02:03, 14 ottobre, 2005
Saudade dos locais, o que me viu nascer e este, que adoptei para poder sobreviver.
Sono partita e mi mancano. Troppo.
utente anonimo
#43
19:24, 13 ottobre, 2005
Il tempo è la percezione più intima di ogni essere vivente.
Definire il proprio tempo in un baleno.
Viscontessa
#42
18:39, 13 ottobre, 2005
ed appropriata anche la scelta di quel
barrio
ai margini di quella città
aitan
#41
18:35, 13 ottobre, 2005
Bello, molto suggestivo, e molto appropiata l'ambientazione in una città ai margini del vecchio continente e della storia di ponente.
aitan
#40
14:41, 13 ottobre, 2005
ho smesso di credere anche nel tempo dopo che ho osato affrontare l'Ulyssess("le gambe giacomavano").Il bruco è nella mela,ripeto,il bruco è nella mela
p.s. Sphera,chissà quanti bei trenini persi,eh?
diamonds
#39
11:45, 13 ottobre, 2005
Ma il tempo scorre, a nostra insaputa, anche troppo velocemente, come in questo
assaggio
(chissà se funziona)
riccionascosto
#38
11:10, 13 ottobre, 2005
e questa dovrebbe essere l'interpretazione autentica.
Per me, invece, il tempo che continua è un margine, un altrove, una possibilità ini cui accadono cose.
Sphera,
non lo porto neppure io, non sapendo che fosse questo il segreto dell'immortalità
Effe
#37
10:41, 13 ottobre, 2005
per me, se posso provare ad interpretarmi, l'orologio che scandiva le ore di un uomo morto rappresentava il supremo disinteresse della natura nei nostri confronti.
d.
utente anonimo
#36
10:20, 13 ottobre, 2005
L'orologio segna il tempo che ci manca per accorgerci di essere morti.Se non lo guardassimo probabilmente non ce ne accorgeremmo mai: avendo questo sospetto ho smesso di portarlo molti e molti anni fa.
sphera
#35
09:03, 13 ottobre, 2005
(adesso, per essere nel mood, dovre dire
Attenzione, l'anatra è nello stagno, ripeto, l'anatra è nello stagno
)
Elis,
il branetto nasce proprio dall'apparente impossibilità del tempo di chi è fuori dal tempo.
Per quanto riguarda la Untitl.Ed, è una casa seria, cosa crede.
Notimetolose,
fortunata lei, anche io vengo citato pur avendo memoria asintoticamente tendente al nulla, e son parcelle che non le dico
Effe
#34
01:40, 13 ottobre, 2005
i commenti di questo post stanno diventando sempre più misteriosi.Mi aspetto che da un momento all'altro spunti fuori un Kriss(o che qualcuno invochi le primarie)
diamonds
#33
01:21, 13 ottobre, 2005
LE dico solo questo: sono abbonata a Margini.
utente anonimo
#32
01:20, 13 ottobre, 2005
Il cappello, gli occhiali, Lisbona. Di Pessoa manca solo la borsa da impiegato.
utente anonimo
#31
01:18, 13 ottobre, 2005
Le comunico che vengo citata per la mia buona memoria. Alle volte è solo svogliata.
utente anonimo
#30
20:08, 12 ottobre, 2005
A
ve
Vale
Effe
.
L'estate è stata lunga, ma non al mare. Ed è un' emozione, mi creda, tornare al suo blog e leggere un branetto (come direbbe lei) di tale compenetrazione al problema del "trapasso", le ombre che si fanno fantasmi e poi presenze: ambrate, discrete ma percettibili.
Mi sembra però strano che in un mondo rarefatto come quello dell' "Oltre" (pur essendo qui al margine) sia così pregnante la presenza di un orologio che sollecita, avverte, mette in guardia.
A meno che questo oriolo non sia la voce interiore che richiama, ad ogni passo, verso il viaggio siderale lungo un'eternità.
p.s. Ma poi, Lei, è diventato un autore Untitled o no?
elisnelpaese
#29
17:47, 12 ottobre, 2005
ci arrestano?
Effe
#28
17:42, 12 ottobre, 2005
Esiste, Herr... il problema sarebbe un altro, semmai.
riccionascosto
#27
17:15, 12 ottobre, 2005
parole e musica (e del tutto esatte)
esiste un mp3?
Effe
#26
16:36, 12 ottobre, 2005
Que fazes ai Lisboa / De olhos fincados no rio / Os olhos nao sao amarras / Para prender um navio / Que fazes ai Lisboa / De olhos fincados no rio // O barco que ontem partiu / Partiu e nao volta mais / Chora lagrimas de pedra / Em cada esquina do cais / O barco que ontem partiu / Partiu e nao volta mais // Lisboa velha Lisboa / Mae pobre a beira do rio / Seja o xaile dos meus ombros / Agasalho do teu frio / Lisboa velha Lisboa / Mae pobre a beira do rio
utente anonimo
#25
16:15, 12 ottobre, 2005
Non per niente il Portogallo è la terra del "Finimondo"(qualcuno metta un fado pieno di fantasmi in quel fottuto Juxe-box)
diamonds
#24
15:47, 12 ottobre, 2005
fortunella/o.
Petarda
#23
15:40, 12 ottobre, 2005
da qui, suggerirei una granita di gelsi.
manginobrioches
#22
15:37, 12 ottobre, 2005
presto, gli si porti anche una cioccolata calda!
Petarda
#21
15:02, 12 ottobre, 2005
si resisterà, allora, ancora un poco.
Effe
#20
15:01, 12 ottobre, 2005
mi porta ricordi di cortometraggi scomparsi in qualche frigorifero di Stato.
Eppure sento un calore come avessi fatto quella rampa di scale e l'ambra e le ombre ed infine la rivelazione che in molti aspettano ed alla quale non si rassegnano.
La prego, non si arrenda.
O meglio, si arrenda alle brioches.
non possono farle che bene!
scialliventagli
#19
14:25, 12 ottobre, 2005
mi arrendo a me stesso
Effe
#18
14:17, 12 ottobre, 2005
1) Citati è poco eccitante.
2)io, nella Sua biografia, mi candido per scrivere il capitolo sui refusi.
inconspevole
è qualcuno che l'inconsapevolezza rende colpevole? o il fatto di non vedere (o vedere ombre, ambre) è una specie di innocenza, punita come una colpevolezza?
cambire
le pagine del calendario è ambire a un tempo diverso? Lei è un cambizioso, Herr, e non del tutto inconspevole.
manginobrioches
#17
14:11, 12 ottobre, 2005
e comunque, monsù Herzog, colga il momento sincronico e cavalchi l'onda: potrebbe essere il suo mercoledì da leoni!
Petarda
#16
14:05, 12 ottobre, 2005
Citati ha citato, in qualche modo
Effe
#15
13:42, 12 ottobre, 2005
(per le viscere sto cercando di porre rimedio)anche io penso che lei scriva su La Repubblica.Quando quel tale,Citati mi pare,ha parlato del fatto che ha sempre cercato il libri nascosti dentro ai grandi libri ho subito pensato che da queste parti lei aveva precedentemente dichiarato di sapere che dentro le definizioni di ogni cruciverba ci stava una storia
diamonds
#14
13:41, 12 ottobre, 2005
Scalfarotto (appartengo al ramo cadetto)
Mi chiedo se per l'eternità il protagonista del brano dovrà continuare a ripercorrere, inconspevole ogni volta fino all'ultimo, la strada dal Chiado fino a Belem, e se a cambire saranno solo le pagine del calendario.
Effe
#13
13:32, 12 ottobre, 2005
dai margini si ac-cade: è il nostro rischio e pericolo (e la morte potrebbe pur essere un peso sospeso per sempre, senza caduta).
(quanto a Repubblica lo ammetta, Herr: il Suo vero nome è Eugenio ScalFari).
manginobrioches
#12
13:32, 12 ottobre, 2005
magari è solo lo stomaco vuoto
Effe
#11
13:29, 12 ottobre, 2005
credo di avere le vertigini
diamonds
#10
13:18, 12 ottobre, 2005
il centro è sempre periferia, lo ha detto bene.
Basta spostarsi verso un margine, dove tutto può accadere, o è già accaduto.
Effe
#9
12:21, 12 ottobre, 2005
quello che c'è in mezzo tra due colori, tra due luoghi, la sfumatura, la soglia, e anche il non colore, il non luogo, qui diventa palco su cui agisce una vita non vita, una vita stinta... forse marginale?
se così fosse, ecco che quello che c'è in mezzo è in realtà periferia.
(uh uh oh oh)
(ma che ho detto?)
Petarda
#8
10:40, 12 ottobre, 2005
sincronicità:
in questo momento Repubblica.it pubblica
un articolo
in cui si parla di un morto a Belem
(trattasi però di Belem in Brasile, e lì i colori sono verde-oro)
Effe
#7
10:29, 12 ottobre, 2005
mi accorgo solo a posteriori che anche in questo branetto, come nel libro di Demetrio, si fa uso di una vettura pubblica.
E' lo Spazio, credo, richiamato dal Tempo.
Effe
#6
10:18, 12 ottobre, 2005
che dire?
felice che quella piccola frase abbia fatto tutta questa strada e che da Torino sia finita in altri lidi altrettanto letterari.
d.
demi
#5
10:11, 12 ottobre, 2005
Eccola lì, Lisboa che più letteraria non si può. Un post che ha il sapore dei fantasmi di Saramago, ne "L'anno della morte di Ricardo Reis". A dire tutta l'emozione di quel che leggo, sarebbe bastato sentire come mi suonano in testa parole come Belèm, Chiado e Baixa...una musica che non si dimentica una volta che l'hai sentita, come quella dell'orologio di ore morte.
Noeyalin
#4
09:26, 12 ottobre, 2005
Diamonds,
lei ha frequentazioni pericolose, a quell'ora notturna
(In girum imus nocte et consumimur igni)
Effe
#3
09:25, 12 ottobre, 2005
Manginobrioches,
soprattutto se l'orologio è di quelli a pile con carica inesauribile. Il tempo deve pur finire, prima o poi.
LA MORTE CO LA CODA
Cqua nun ze n'essce: o ssemo ggiacubbini,
O ccredemo a la lègge der Ziggnore.
Si cce credemo, o mminenti o ppaini,
La morte è un passo cche vve ggela er core.
Se curre a le commedie, a li festini,
Se va ppe l'ostarie, se fa l'amore,
Se trafica, s'impozzeno quadrini,
Se fa dd'oggn'erba un fasscio... eppoi se more!
E ddoppo? doppo viengheno li guai.
Doppo sc'è ll'antra vita, un antro monno,
Che ddura sempre e nnun finissce mai!
È un penziere quer mai, che tte squinterna!
Eppuro, o bbene o mmale, o a ggalla o a ffonno,
Sta cana eternità ddev'èsse eterna!
Effe
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