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Commenti
15:44, 10 novembre, 2005

ciao a tutti. ho bisogno del vostro aiuto. sono una giornalista free lance (che nel mio settore è sinonimo di precarietà non di professionalità autonoma) di Milano. Devo fare un pezzo sulla rivolta degli stagisti francesi e il loro sciopero del 24 novembre e sto cercando di capire cos'accidentiiì si fa qui in Italia per ribellarsi allo stage-sfruttamento. Cerco stagisti "organizzati" e non che abbiano voglia di fare quattro chiacchiere, anche via mail. Il mio indirizzo è steoliv@tiscali.it
ciao!
Stefania
utente anonimo
13:22, 27 ottobre, 2005

Ecco, ho appena scritto un post proprio sull'argomento stagisti e subito mi è caduto l'occhio qui. Quasi telepatia...
Io ne vedo da due anni e mezzo di stagisti, sfruttati e mai assunti e ho visto anche la loro delusione. Io sono privilegiata: lavoro a progetto anche un paio di mesi di fila per volta e pure retribuita!! tutto grasso che cola...
Francesca
Blogger: tetto Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tetto
16:10, 24 ottobre, 2005

Dopo un anno di interinale, due di "formazione" (tra virgolette), adesso sono a tempo indeterminato. Ma il culo me lo faccio lo stesso
E la laurea NON mi è servita
utente anonimo
12:29, 24 ottobre, 2005

Che volete che vi dica?
Chi di noi non è cresciuto mano nella mano con il luogo comune per eccellenza nel mondo pre-lavorativo? “SENZA DIPLOMA NON TROVERAI MAI LAVORO, E’ SEMPRE UN PEZZO DI CARTA”…. Beh….grazie a tutti loro, ho un sacco di amici a cui voglio bene che probabilmente adesso si stanno pulendo IL CULO con un pezzo di carta ancora più pesante…roba di centesimi di voto…ma in realtà…CENTESIMI DI CHE? DI LAUREA?

…di vita spesa a pensare che almeno nelle forze armate (che io disarmerei seduta stante…ma c’è l’IRAQ….c’è G.W….) c’è uno stipendio fisso…ti fanno mangiare gratis…ti danno anche da vestire (divise, ma pur sempre pantaloni, giacca, cravatta e tutto il resto…) e poi parliamoci chiaro UNA BUSTA PAGA DI UN MILITARE HA UN PROPRIO PESO SPECIFICO…..PERCHE’ LO STATO NON PUO’ FALLIRE, NON POSSONO LICENZIARTI…

Allora sai che dico?
Ma in cantiere proprio mi prende male…. Invece che belli i miei OTTO anni al servizio della NOBILE REGIA MARINA MILITARE ITALIANA….

Adesso che ho la mia BELLA BUSTA PAGA DA MILITARE potrò pure recarmi in banca a COMPRARMI UNA CASA??? Tanto ho bisogno di soli 100 mila €….

“SIGNORE CON LA SUA BUSTA PAGA NON PUO’ PERMETTERSI DI PAGARE UNA RATA COSTANTE PER TRENT’ANNI”….

Volevo ammazzarlo, ma poi ho riflettuto e non sono proprio riuscito a dargli torto….al mio “AMICO” direttore di banca….

LO “ZERO SPECIFICO” DEL MIO IMPIEGO A TEMPO INDETERMINATO…
FORSE LO STATO STA FALLENDO??? E NESSUNO ME LO HA DETTO???
ARRUOLATI…SILVIO…

P.S. Complimenti più vivi che mai al Pat per queste TWO righe...

Blogger: Ilgianni Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ilgianni
00:51, 22 ottobre, 2005

Premesso che con la definizione COSTO DEL LAVORO ormai ci si riempie un po' la bocca, per completezza di informazione vorrei segnalare che la CGIL da qualche anno ha dato vita a una sua sezione dedicata alle Nuove Identità Lavorative (NIDIL).
pat
Blogger: noantri Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente noantri
20:08, 21 ottobre, 2005

i sindacati sono nati cosi'... dovremmo tutti metterci insieme e fare casino... perche' invece questa rassegnazione, questo tirare a campare? Da anni mi chiedevo cosa sarebbe successo quando questa generazione di precari sarebbe arrivata a 30/40 anni, con i nuovi giovani pronti a soppiantarli addirittura gratis in uno stage. Forse siamo troppo vecchi per sognare, per smuovere le cose. In Francia stanno iniziando, e qui?

ps: sono anche io della categoria
Blogger: settolo Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente settolo
13:23, 20 ottobre, 2005

sono neolaureata (vecchio ordinamento) e sto cercando lavoro. ho inviato il curriculum fuori provincia, ma in regione, posso spostarmi tranquillamente in treno (da studente ho sempre fatto la pendolare): stage in città ore 9-18 (in città e con quegli orari perchè si tratta di posti per stagisti selezione del personale). i selezionatori fanno un sacco di difficoltà per la distanza (troppa!? mezz'ora, al max un ora di treno), hanno paura che se uno trova un lavoro più vicino poi loro restano a piedi...
Blogger: shymay Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente shymay
22:11, 19 ottobre, 2005

ahimè: www.giubileodeglistagisti.it
Blogger: RIST1234 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RIST1234
22:04, 19 ottobre, 2005

al di là del dopo,ovvero l'assunzione, chè spesso non viene affatto promessa, bada bene, per cui non dobbiamo affidarci troppo..per me la cosa che piu conta è che sia davvero uno stage, ovvero una possibilità di formazione, di crescita e di trampolino per altri porti, semmai. Ciò che più mi spaventa in realtà è la bandierina dello stage quando poi si tratta di manovalanza. Sia chiaro, non per la cosa in sè, ma se si tratta di rispondere al telefono e fare 2 fotocopie, a questo punto vado a farlo come lavoro, non certo a gratisse. per fortuna a me è andata bene e ho fatto uno stage che poi, prima della scadenza, si è trasformato in un contratto di un anno e poi rinnovabile e bla bla...ma la situazione che vedo intorno a me di miei coetanei (circa25enni) è molto più desolante..
Blogger: sciroccata Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sciroccata
22:00, 19 ottobre, 2005

secondo me c'è una cosa che sta alla base di gran parte dei problemi del mondo del lavoro e di questo brutto fenomeno degli stage/sfruttamento, e che fin'ora non è emersa dalla testimonianza di nessuno. IL COSTO DEL LAVORO. se le aziende, soprattutto le piccole medie, quelle che stanno crescendo o tentando di farlo, fanno troppo uso a volte non proprio corretto degli stage è quello il motivo. un secondo problema è il fatto che c'è questa brutta abitudine in Italia di considerare gli imprenditori come di brutti ceffi che se ne vogliono solo approfittare.. perciò si fanno leggi su leggi su leggi per rendergli la vita difficile. ma.. purtroppo.. senza imprenditori, soprattutto piccoli o medi.. dove andrebbe la nostra economia ? finiremmo tutti per lavorare in imprese giganti "nazionalizzate" o "multinazionalizzate" dove i lavoratori sono considerati poco più che numeri, dove la politica di gestione delle risorse umane si basa sull'omogeneizzazione dei comportamenti e sulla "misurazione" (solo usare questa parola mi dà i brividi) delle prestazioni.. insomma.. avete presente il film BRAZIL.. ecco.. cose di questo genere. se a voi piace così.. continuate ad appoggiare il pensiero "ultragarantista", "massificante" ed "omogeneizzatore" di certe parti politiche.. ognuno è libero di scegliersi l'inferno che preferisce..
utente anonimo
17:14, 19 ottobre, 2005

Il malessere è diffuso, e questa è una magra consolazione...a luglio ho finito il terzo stage nel sociale, sono laureata da più di 2 anni e sinceramente sono stanca di fare mille lavoretti per poter vivere senza chiedere soldi ai miei...vorrei semplicemente essere pagata per il lavoro che so fare e per il quale ho studiato..ma nel sistema italia questa è una chimera!!!

Blogger: bluelines78 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bluelines78
14:02, 19 ottobre, 2005

Un saluto a tutti gli utenti e ai miei amici NOANTRI. Ho letto il post Pat. Vorrei raccontarti la mia esperienza...una delle tante! Ma (come mi hai suggerito tu) ammetto di passare sul tuo post per chiedere un aiuto a tutti i blognauti. C'è un CANE che cerca FAMIGLIA. Se qualcuno è interessato ad aiutarmi può fare un salto sul mio BLOG. E se pure non lo siete aiutatemi a cercare qualche amante degli animali disposto a trovare una soluzione per Nico!!!Grazie
Alessia
Blogger: fashionfriends Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente fashionfriends
13:19, 19 ottobre, 2005

Che dire. Il commento di Ste mi ha preceduto. Non pensavo di ottenere un successo così vasto con questo post. Evidentemente abbiamo fatto 'centro'. C'è un malessere diffuso nei giovani. La nostra generazione è a rischio. Quello che possiamo fare è continuare a farci sentire. Iniziare a dissentire. Noi di noantri cercheremo di fare di più. E il progetto di Alberto mi sembra interessante e una buona base di partenza. Grazie a tutti per le vostre testimonianze.
pat
Blogger: noantri Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente noantri
13:12, 19 ottobre, 2005

La mia ragazza sta facendo GRATIS uno stage in Bolivia, previsto nel piano di studi, attraverso la Bocconi. E' studente ma sempre uno stage non pagato è. J.
Blogger: unavitadagattuso Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente unavitadagattuso
12:25, 19 ottobre, 2005

Sono profondamente colpito dalla qualità dei commenti arrivati e dalla importanza delle storie raccontate (le ho lette tutte).

Pat ed io siamo sulla stessa barca lavorativa e lui, molto meglio di me, può spiegare la nostra situazione (appassionato com'è di diritto del lavoro e dei lavoratori); la cosa che mi continua a colpire, tuttavia, è l'entusiasmo che trasuda dai "giovani" lavoratori di oggi. Un entusiasmo che va oltre la paga e lo sfruttamento ormai praticato ovunque: io credo che sia questa la capacità - non pagabile e non fraintendibile - che dobbiamo tenerci stretta senza lasciarla appassire davanti ad aziende e datori di lavoro dotati di scarsa attenzione.

L'entusiasmo è come il nome e il cognome: qualcosa per cui combattere al fine di non farcelo levare. Mai. Da nessuno.

In più sono molto d'accordo con quanto espresso da kf02 per quanto riguarda il criterio di non-crescita delle piccole aziende di successo. Io vivo lavorativamente in una azienda (campo giornalismo) esattamente con questa struttura e la medesima predisposizione (studiata ad arte) di evitare ogni crescita. E' un dato di fatto: lavoro per necessità (anche morale), piacere ed accrescimento personale. Sicuro del mio talento e del mio entusiasmo: questa certezza non deve vacillare. Teniamola ben alta sopra la testa.
[Ste]
Blogger: noantri Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente noantri
10:48, 19 ottobre, 2005

Premesso che lavoro in un posto che ha più casini che soldi, faccio lo stesso lavoro di quello che ha un regolare contratto, lavoro di più quello che sta qua da 40 anni e si prende 1500 euro al mese per stare davanti al pc tutto il giorno a farsi i fatti suoi, lavoro in media dalle 10 di mattina alle 7,30 di sera e prendo 250 euro. Considera che devo pagare treno - autobus (o benzina, se decido di fare a metà con la tipa che lavora con me) e a fine mese di tutto questo ci rimane 0 (anzi, sottozero). Sì, ok, son fortunata ad avere un rimborso spese, ma...
Blogger: FulviaLeopardi Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FulviaLeopardi
10:46, 19 ottobre, 2005

Toh segna! Quanto tempo!!! un bacio grandeee
Blogger: GabriVasco Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente GabriVasco
10:08, 19 ottobre, 2005

La Nostra Storia....

Vi racconto la ns storia....
siamo in 2...un grafico ed un programmatore..siamo entrati in una ditta del maceratese, con la promessa che di li a poco (3 mesi) ci facevano un contratto a tempo indeterminato.....Io lasciavo un posto a tempo indeterminato per questa grande opportunità che mi veniva data..(di contratto e sopratutto economica) ed il mio collega uguale.....
ebbene è passato + di un anno...ci hanno fatto solo un contratto co co co di sei mesi e poi il resto in nero....
ma il bello qual'è...che oltretutto nn ci pagano!! o meglio ci danno un tot a settimana(non sempre), mettendo la scusa che l'azienda è perennemente in crisi; ma poi si scopre che i ns cari e beneamati titolari comprano macchine alle figlie...pagano crocere ecc.....
ed in giro la situazione è simile, tutte le aziende contattate, propongono contratti a progetto e simili..e non danno + garanzie.

qui in Italia i giovani come noi vengono solo sfruttati, non c'è una legge che tutela effettivamente il lavoro, e le piccole medie imprese se ne approfittano alla grande...lo stage alla fine è la punta dell'iceberg, un ragazzo/a che si vuol costruire un futuro in questo paese deve solo avere spinte adeguate, nn importa quanto sia qualificato/a.
utente anonimo
09:22, 19 ottobre, 2005

Non solo per i giovani è dura entrare nel mondo del lavoro retribuito,io 42 anni, per 15 lavoro in proprio,poi 3 anni fa decisione di vendere per motivi famigliari e qui sono cominciati i tempi duri:vari co.co.co etc. etc..Io sono anche fuori dagli "stage di formazione" e quando faccio i colloqui(dopo 1000 domande inviate) mi rispondono che sono TROPPO qualificata che la mia professionalità è TROPPOO elevata per le ricerche dell'azienda e che io costo TROPPO.Insomma tutto TROPPO!!!
E questo non è il momento giusto per aprire nulla.
Per cui cari ragazzi se potete cercate tenere duro e di farvi sfruttare il meno possibile.
In bocca al lupo a tutti.
Carla di Biella

utente anonimo
08:59, 19 ottobre, 2005

che tristezza, io ci sono stata dentro 8 lunghi anni nel mondo dello sfruttamento...per fortuna ne sono uscita, ma è comunque durissima.

Michela
utente anonimo
03:36, 19 ottobre, 2005

note su alcuni commenti:

#21 il giornalismo è forse l'ambito nel quale dello stage si fa l'uso più distorto in assoluto.

#24 per mia esperienza, diretta e indiretta, sono molto poche le aziende che realmente investono in formazione (forse quelle dove si lavora con software, grafica in particolarE). più spesso lo stage è manovalanza non retribuita. e questi commenti lo mostrano.

#2 Valerio, i tuoi commenti sono molto interessanti, e ci sono alcuni punti condivisibili. però forse qualche domanda dovresti portela anche tu. inoltre c'è una contraddizione, a mio avviso.

Ho assunto un laureato americano, mi costa più di 1 volta e mezza; lavora 10 ore al giorno all'occorrenza anche sabato e domenica, senza chiederlo e senza segnare straordinari. Sa che è un professionista e tanto più si farà valere quanto più sarà pagato.

questo lavoro 10 ore al giorno, anche sabato e domenica, senza beccare una lira di straordinari (evidentemente non ti puoi permettere una persona in più). poi però dici che un professionista più lo paghi più si fa valere (e sono d'accordissimo). non ti sembra contraddittorio?
Blogger: RIST1234 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RIST1234
02:02, 19 ottobre, 2005

Complimenti per il tema scelto e per la capacità mostrata da tutti voi nel portare avanti il discorso con testimonianze dirette. Personalmente sono tornato ad impegnarmi come studente universitario,avendo vissuto la triste esperienza dello stage in una piccola azienda operante nel settore della telecomunicazione. Lo stage è durato 6 mesi: gli orari erano massacranti, dalle 8:30 all'imprecisata ora di chiusura del lavoro giornaliero (19:30 se tutto filava liscio, ma il più delle volte si finiva per le 20:30), la distanza da percorrere in auto(per fortuna non di mia proprietà) per recarsi sul luogo del lavoro e per tornare a casa superava i 200 Km giornalieri, la paga era di 20 € al giorno + panino nell'ora di pranzo. Assunto senza minima esperienza non ho assolutamente criticato il trattamento e l'ho accettato fino all'ultimo giorno di stage. Il vantaggio per me è stato, nonostante lo stress fisico di molte ore in macchina, quello di aver preso contatto con il mondo lavorativo e di aver appreso molto più di quanto si possa ricevere dall'università italiana del tutto scollegata dall' ambito pratico e lavorativo. Il vantaggio invece per l'azienda è stato quello di aver avuto un ragazzo che nel giro di due mesi si impegnato a tal punto da saper organizzare, con i dovuti limiti, un insieme di lavori particolarmente redditizi per la stessa. Al termine dello stage,il titolare era pronto solo per me(non per gli altri 2 ragazzi in stage) a fare un eccezione e a farmi un contratto di apprendistato inserendomi in seguito a tempo indeterminato, precisandomi però che la paga non sarebbe mai salita oltre i 1000 euro mensili(massima spesa effettuabile per un dipendente). Io ho ringraziato e salutato tutti per una ragione che andava però al di là della paga irrisoria(oggi, per mettere su famiglia)proposta. Quello che più mi ha infastidito è stata la mancanza di un progetto per migliorare l'organizzazione del lavoro e quindi l'incapacità di alcuni che si trovavano a gestire una realtà di questo tipo (perché non assumere più dipendenti e pagarli bene se il lavoro ed il guadagno dell'azienda lo possono permettere ? ) (perché non allargare i propri orizzonti di mercato ?). Oltre al conseguente, non desiderio, di migliorare la condizione lavorativa di tutti e tre i dipendenti(perché dover lavorare molto più di 8 ore giornaliere e dover fare più interventi in un solo giorno per limite di mezzi e personale? ).Io a tali domande ed a molte altre ho trovato forse delle risposte: l'azienda in questione non aveva nessuna intenzione di crescere (voleva rimanere piccola nonostante ampie opportunità di crescita), il guadagno che otteneva era ritenuto sufficiente ;il costo sulla manodopera “stagista”, bassissimo; il pericolo di entrare in un mercato più grande e più competitivo, inesistente. Ecco quindi che ancora oggi questa azienda, continua ad assumere con contratti stage, ragazzi a cui da solo un minimo di formazione ed impedisce loro di crescere ed affermarsi nel mondo lavorativo e in una società dove non riescono ad integrarsi. E’ vero, le piccole aziende sostengono l’economia italiana, ma non riusciranno mai a sostenere dignitosamente i loro dipendenti se si comportano come questa che vi ho descritto.
Blogger: kf02 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kf02
23:49, 18 ottobre, 2005

Lo stage può essere uno strumento ma deve essere sempre retribuito e non dovrebbe mai superare i tre mesi. Altrimenti si chiama sfruttamento. Non si può prendere di avere forza lavoro qualificata se questa viene mal retribuita o non retribuita affatto. Purtroppo oggi come oggi non si vive con meno di 1500 euro al mese per persona. Io fisso in quella cifra la cosiddetta "soglia di povertà". Io sono al di sotto e come me molte delle persone che conosco. Sotto quella cifra non si pensa al lavoro, ne alla professionalità. Sotto quella cifra si pensa alla sopravvivenza.
utente anonimo
22:55, 18 ottobre, 2005

beh. uno stage serve non solo alla ditta ma anche allo stagista. prendiamo stagisti ogni anno durante l'estate. vengono tutti dalla francia. li, il cursus universitario prevede un'insermento in una società estera per alcuni mesi l'anno. studenti di lingue applicate al commercio vengono quindi da noi ogni anno. diamo 250 euro al mese. abbastanza per il rimborso di una stanza per il periodo. ma sopratutto diamo anche tempo, molto tempo. avere uno stagista costa molto di più di quello che uno può pensare. il tempo è denaro in tutte le aziende. formare uno studente alle tecniche lavorative, mostrargli l'uso di un programma informatico, gestirlo chiede tempo. inoltre, avere uno stagista, ok, anche se dopo la formazione può fare il lavoro da solo, chiede molto impegno da parte del datore di "stage"
utente anonimo
21:24, 18 ottobre, 2005

ciao!!
vi racconto la mia esperienza: due anni fa, finiti gli esami universitari e in procinto di scrivere la tesi sperimentale coi dati già acquisiti in laboratorio, pensai di cercare uno stage in controllo qualità, seppi dell' opportunità in una piccola azienda farmaceutica alle porte di Milano che avrebbe accolto uno stagista. Ovviamente, retribuzione zero, ma avrei imparato a usare macchinari e strumenti abbastanza importanti e richiesti nel ramo farmaceutico.
Feci il colloquio, concordammo l' argomento del mio stage sui moduli dell'Università, in cui risultava che avrei fatto attività di laboratorio, come concordato.
Il primo giorno, mi presentai e andai in laboratorio con camice e calcolatrice.
Arrivò il titolare dell' azienda col direttore tecnico che, testuali parole, mi disse: "Qui tanto non ci sono abbastanza macchinari per farla lavorare. Venga di sotto, che ci sono le documentazioni da mettere a posto."
Mi aspettavano le tanto temute fotocopie...fotocopie dei batch records(documentazione di produzione) ma pur sempre fotocopie...per tre giorni non feci altro che sentirmi dire "X copie della tal cosa", beccarmi rimproveri perchè non rilegavo come avrei dovuto e addirittura mi sentii dire di lasciare in ordine la scrivania.
Laboratorio ovviamente manco visto. Pranzo in un freddo stanzino seminterrato con gli altri dipendenti a mangiare il panino portato da casa.
Resistetti tre giorni.....dopodichè mandai una mail di fuoco al responsabile di stage dell' azienda, con copia all' ufficio dell' Universitòche gestisce le convenzioni Università/imprese per gli stage, e alla mia professoressa, che risultava tutor universitario.
Scrissi quali erano gli accordi, scrissi cosa mi era stato fatto fare, invitai il tutor aziendale al rispetto degli accordi.
Ne risultò una risposta seccata di quest'ultimo, che i disse di non farmi più vedere.
Ma l'Università cancellò questa azienda dalla lista di quelle convenzionate e, da quel che ne so, la ditta non ha più ricevuto stagisti dall' ateneo.
La professoressa mi disse che avevo fatto bene, e mi consigliò uno stage retribuito in Germania.

adele
utente anonimo
20:43, 18 ottobre, 2005

concordo pienamente con te. Anche secondo me la sindrome di peter pan non c'entra ma questa voglia di non crescere è dovuta al sistema economico attuale!ALE

se vuoi passa dal mio blog mi farebbe piacere!
Blogger: ale1982 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ale1982
20:40, 18 ottobre, 2005

"- e' un classico che se uno e' bravo poi viene preso: le persone brave non se le fa mai sfuggire nessuno."

Se lo dici tu.
Ho fatto sei mesi di stage all'ANSA (una bellissima esperienza davvero, formativa, e che non rimpiango).
Ho studiato per fare il giornalista e ho sempre cercato di fare il mio lavoro.
Il secondo giorno mi hanno messo a scrivere pezzi di secondo piano (cultura/spettacolo/mostre e musei), e a detta loro me la sono cavata bene.
Ho continuato per sei mesi crescendo di livello e - spero - di bravura.
Quando hanno potuto mi hanno lodato, mi hanno detto che ero molto bravo, c'era chi diceva che ero molto serio nel mio lavoro (badate, lo chiamo "lavoro"), c'era chi diceva che ero molto preciso.
Non sono stato perfetto (e chi lo è) ma gli errori, quandi ci sono stati, erano davvero pochi.
Sono arrivati a dire che ormai ero come un membro della redazione: facevo le stesse identiche cose che facevano gli altri.
Lodi lodi lodi e poi? Non mi pare mi abbiano assunto.
Quando c'era da fare un contratto di sostituzione, laconicamente, mi è stato detto "peccato che tu non sia professionista/pubblicista".
Ehi, grazie davvero: peccato che per esserlo qualcuno mi dovrà assumere. E voi non lo avete fatto.

(oddio, ma il commento è comprensibile?)
Blogger: gattonero Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gattonero
20:06, 18 ottobre, 2005

Pensieri sparsi, da uno che negli anni ha fatto il piccolo imprenditore, il lavoratore dipendente, il capo, e ha selezionato ogni tanto dei collaboratori, senza pretesa di avere ragione:
- io negli anni ho visto arrivare e poi passare la moda degli stagisti/e, e tranne poche eccezioni ho notato che la maggior parte erano dei gran rincoglioniti, figli di papa' che avevano fatto la megascuola e il megamaster e non avevano voglia di fare niente.
- qui gli stagisti sono sempre stati pagati, anche se un po' poco.
- e' un classico che se uno e' bravo poi viene preso: le persone brave non se le fa mai sfuggire nessuno.
- un altro classico e' la soluzione proposta dal collega quando c'e' bisogno di fare un lavoro infimo... risposta: "e prenditi uno stagista". Pero' adesso succede meno.
- insomma, lo stagista mi pare che rappresenti spesso una soluzione di manodopera a basso costo, ma anche a bassa resa. Poi se becchi la persona buona hai culo, ma e' difficile.
- sarebbe bello fare una sorta di forum tra noi sull'argomento, e poi trascrivere il resoconto su noantri. Che ne dite?

[Davide]

Blogger: daromaafirenze Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente daromaafirenze
19:41, 18 ottobre, 2005

ciao. Sì, la storia di Faustine continua, anzi per la precisione quello è un brano del prossimo romanzo che sto scrivendo...ciao baci Bo
Blogger: acommessadelloviessesulatuscolana Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente acommessadelloviessesulatuscolana
17:41, 18 ottobre, 2005

Gentile autore,

ti comunichiamo che il tuo post, visibile all'indirizzo
http://liberoblog.libero.it/italia/bl1514.phtml
ritenuto particolarmente valido dalla nostra redazione, è stato segnalato all'interno di LiberoBlog, il nuovo aggregatore blog di libero.it

Pensiamo che questo ti possa dare maggiore visibilità sul web e presumibilmente maggiore traffico sul tuo blog, in quanto Libero.it è visitato quotidianamente da milioni di persone.

Nel caso tu fossi contrario a questa iniziativa, il cui fine è quello di segnalare ai nostri lettori i contenuti più validi rintracciati nella blogosfera, ti preghiamo di segnalarcelo via e-mail chiedendo la rimozione del tuo post dal servizio. Procederemo immediatamente.

Per saperne di più di LiberoBlog e sulla sua policy:
http://liberoblog.libero.it/disclaimer.php

Per suggerimenti e critiche, non esitare a contattarci a questo indirizzo e-mail: blog.n2k@libero.it

Ringraziandoti per l'attenzione, ti porgiamo i nostri più cordiali saluti

LiberoBlog Staff


utente anonimo
15:47, 18 ottobre, 2005

un amica tedesca
lavora con una casa d aste inglese
una delle grandi

lei ha il contratto a tempo
durata un anno
lavora in italia
deve rinnovare il permesso di soggiorno in questura ogni 3 mesi
nn ha quasi diritti sanitari
percepisce
1000 euro al mese
come questa ce ne ...
anzi sono la norma


incontro un amico che investe in borsa mi dice
che le grandi aziende mondiali /europee hanno
degli utili del 150 fino al250 %
all anno
e parlano di chiudere qui licenziare li
ma allora come si spiegano queste cose?

ci vuole il buon diogene
con la sua lampada
o qualcuno nn troppo immischiato che inizi ad incazzarsi un pochetto
?

chi vuole dirlo?
per un attimo sopsendiamo di parlare del silvio

e parliamo di questo
del diritto alla vita
che nn sia offesa per intero
e
poi che silvio ...


Blogger: desnos Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente desnos
15:25, 18 ottobre, 2005

Infatti nel mio post precedente ho specificato che questi tipi di atteggiamenti normalmente sono da grande azienda. Sono cosciente che ci sono anche nelle piccole, ma è più raro, perchè si lavora gomito a gomito e sanno tutti di tutto.
E' anche ovvio che chi fa l'imprenditore ha più rischi e sopporta più sacrifici, quindi se poi compra la bmw non è uno scandalo.
La cosa importante è valorizzare sempre i propri dipendenti (in tutto, anche nello stipendio) e far sentire l'azienda anche loro. Le aziende americane su questo sono fortissime e infatti le situazione che ci sono da noi, da loro non si verificano. Certo ci sono altri contro, ma i lavoratori sono mediamente più misurati nella loro efficienza, ma anche meglio trattati e motivati.
Blogger: ValerioT Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ValerioT
15:01, 18 ottobre, 2005

Caro ValerioT, se tu sei realmente una persona consapevole delle responsabilità che derivano dal gestire un'impresa - e soprattutto dall'avere delle persone alle proprie dipendenze - mi fa piacere per te e per chi lavora per te.

Quello che ho scritto a Ginevs vale, invece, per quelli che si sentono dio in terra perchè hanno dei dipendenti, e che sono convinti di avere tanti diritti: il diritto di avere clienti a strafottere e di diventare ricchi, di godere dell'eterna gratitudine di quei plebei che lavorano per loro, di avere sempre ragione e, contemporaneamente, di non dover mai subire le conseguenze di quello che fanno.

Quindi, visto che non sei quel tipo di persona, direi che questa frase è superflua:

> io è da 1 anno che non prendo soldi, i miei dipendenti tutti i mesi

Sai già da te che la prima cosa è un optional, la seconda solo un dovere cui devi assolvere.

Detto questo spero sinceramente che le cose ti vadano meglio in futuro.

ps: sui laureati pure non hai tutti i torti, ne ho visti tanti di sboròni che non distinguevano un pc da una lavatrice...
Blogger: tarzasai Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tarzasai
13:30, 18 ottobre, 2005

Caro Tarzasai, non ho bmw né porsche, ho una vecchia ford; il mio dipendente ha la golf gtd nuova.
No, non ho mai chiesto straordinari; nel mio ufficio la regola è: il lavoro da fare è questo, da finire entro il giorno tal de tali. L'azienda vive così: se consegno, fatturo e pago tutti (ps. io è da 1 anno che non prendo soldi, i miei dipendenti tutti i mesi).
Chi si impegna da me, dipendente o no, è libero: usa il pc per quello che vuole, ha l'orario flessibile come gli pare (neanche controlliamo) fa le ferie quando vuole. La regola è una sola: i clienti devono avere quello che vogliono e fatto bene, solo così si sopravvive. Se sono bravi si beccano pure i premi (in soldi!).
Purtroppo per capire questo bisogna essere lavoratori maturi, adulti e in grado di gestirsi, prima ancora che laureati.
Gli americani vengono formati in un mercato dove non ti garantisce mai nulla nessuno e partono con questo concetto. I nostri giovani (e meno) partono spesso (non sempre... non tutti...) col concetto che un posto di lavoro gli deve essere garantito e spesso deve anche essere comodo e vicino casa.

Blogger: ValerioT Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ValerioT
12:13, 18 ottobre, 2005

x ValerioT: posso farti due domandine?
1) per "acquisire una professionalità impegnandosi (facendosi il culo)" bisogna proprio lavorare fuori orario e nei weekend gratis, o quello che fa l'americano è solo una strana e fortunata (per te) coincidenza?
2) quelli che hai dovuto allontanare (perchè una volta entrati si sono ricordati solo dei diritti ecc) per caso non erano d'accordo col lavorare fuori orario e nei weekend gratis?

x Ginevs: non cascare nei ricatti morali degli imprenditori alla siamo-tutti-una-grande-famiglia: il loro compito è trovare e tenersi i clienti, e, quindi, pagarti per quanto lavori. Se il cliente paga o non paga i tuoi straordinari è un problema loro: tu da chi sei stata assunta?
Che bella gente, sempre pronti a scaricare le responsabilità su qualcun altro, sempre pronti a lamentare che se qualcosa và male è colpa dei dipendenti.
Le decisioni, però, le prendono loro. Il BMW o il Porshino se lo fanno loro.
Strano eh?
Blogger: tarzasai Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tarzasai
10:35, 18 ottobre, 2005

'Ho assunto un laureato americano, mi costa più di 1 volta e mezza; lavora 10 ore al giorno all'occorrenza anche sabato e domenica, senza chiederlo e senza segnare straordinari.'
fatto. a cosa mi e' valso? a nulla.
nessuno mi ha pagato di piu', o stimato di piu' come professionista.
al contrario, era considerato quasi un dovere.
ora ho 35 anni, una persona a carico e un lavoro da cocopro che non so se mi rinnoveranno l'anno prossimo. faccio molta fatica ora a fare straordinari, ma non solo: nel lavoro che faccio non ha nemmeno senso.
certo che le persone si chiedono quanto valgono, almeno alcune.
ma il discorso e' davvero molto piu' complesso. a me sembra che siano prima di tutto le aziende a non avere fiducia, e questo, alla lunga, ti toglie la voglia di fare. anche se poi devo confessare che se ce ne fosse davvero bisogno, continuerei ancora adesso a fare straordinari. e' una questione di responsabilita': c'e' chi ce l'ha e chi no, da entrambe le parti.
Blogger: xlthlx Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente xlthlx
09:46, 18 ottobre, 2005

Bello 'sto blog.Leggendo la colonnina di sinistra ho visto come abbiamo molti "interessi" in comune.
A parte questo,eccovi la mia testimonianza.
Laureato a 24 anni in economia aziendale,ormai tre anni fa,sono al terzo stage.Nel primo caso,avevano specificato da subito che non avrebbero assunto;ma da qualche parte dovevo pur iniziare.Nel secondo,tentennavano.Rinnovavano lo stage,poi hanno iniziato il festival delle collaborazioni a progetto.Ora,al terzo stage,avrei buone possibilità di essere assunto a tutti gli effetti.Dopo tre anni di "gavetta".'Tacci loro.Intanto,per arrivare a fine mese,devo ancora ricorrere saltuariamente all'aiuto di papino.Diciamo che dalle mie parti,nel mio blog,siamo belli,orgogliosi,vanitosi ma non ancora benestanti.
Cia'!
JD
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02:40, 18 ottobre, 2005

Caro Patrizio e cari noantri (Stefano in particolare, che sa quanto posso esser folle) mi chiedevo. Ma perché non giriamo qualche servizio in cui chi volesse farlo a viso scoperto può raccontare la sua esperienza? La parola scritta penetra. Il video e le immagini penetrano di più. Oh, se vi va e se troviamo tempo e storie, sia chiaro. Io sono a disposizione con la mia attrezzatura.

Alberto
utente anonimo
#9  
22:10, 17 ottobre, 2005

dici il vero
le nemesi
è ben questa

gli errori dei padri ricadono sui figli


il lavoro è
un diritto per tutti ma
diventa in pratica per pochi


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#8  
21:42, 17 ottobre, 2005

vivevo in italia in una filiale di una multinazionale italiana, prima con un contratto cfl poi confermato a tempo indeterminato..non ho una laurea ma parlo l'inglese come l' italiano..il trucco e' stato solo quello per me..ma avevo un "difficile" datore di lavoro..un uomo che diceva che dovevo crescere, e per lui crescere significava che dovessi subire i suoi malumori se litigava con la moglie o con l' amante solo per il fatto di avere un lavoro "e devi sentirti graziata per questo"..ora me ne sono andata dal bel paese..lavoro meno ore con uno stipendio piu' alto e di lingue ne parlo due e mezza..il mio datore di lavoro si arrabbia quando non faccio la pausa pranzo o faccio straordinari (pagati o recuperabili) perche' non vuole mi stanchi..ora non per fare qualunquismo o discorsi da uovo di colombo...ma in italia siamo indietro..cosi' indietro che essere sfruttati ed essere frustrati non si combatte quasi piu'..sembra quasi che non ci si debba meritare altro..una specie di diritto all' infelicita'.
utente anonimo
#7  
19:56, 17 ottobre, 2005

Valerio T: mi fa piacere il tuo intervento perché sei uno che sta "dall'altra parte", diciamo così. Quanto vale ognuno di noi? Domanda a cui credo non si possa rispondere se non in maniera individuale. Nel post ho voluto mettere in evidenza le difficoltà della nostra generazione (e ringrazio tutti (da Atomica a Desnos, a Ginevs) per il contributo che hanno dato. I problemi che invece il cosiddetto 'posto fisso' ha creato nel nostro paese è un altro spunto interessante. Quanti si lamentano delle strutture pubbliche che non funzionano? Quanti si lamentano del fatto che da 30 c'è gente in posti chiave che rallenta il paese? Un esame di coscienza dovrebbe farlo anche la generazione dei nostri padri.
pat
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#6  
19:33, 17 ottobre, 2005

se vuoi un pò di roma... vieni da me....
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#5  
17:14, 17 ottobre, 2005

ginevs, purtroppo le aziende che cerchi sono piccole aziende, dove il posto di lavoro e fisso ma mai garantito e l'orario flessibile (puoi fare quanto straordinario vuoi). Quando vai nelle grandi aziende, nelle aziende pubbliche, nelle università.... la logica è quella che dici tu. Li contano le borse che porti, i culi che lecchi (scusate il termine...). Io non so dove tu lavori, ma normalmente le aziende che gestiscono persone come te le fatturano mediamente a 10 volte il costo giornaliero tuo e riescono a farlo perchè chi paga è "amico". Normalmente questi clienti sono banche, ma possono essere assicurazioni o simili. Conosco il settore.
In Italia purtroppo esistono scollamenti netti tra i vari tipi di aziende. Non per niente sono le piccole aziende che tengono in piedi l'Italia (con i loro limiti, naturalmente...).
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#4  
16:23, 17 ottobre, 2005

Io mi sono laureata in tempi buoni quindi dopo un anno di contratto a tempo determinato sono stata riconfermata a tempo indeterminato, lavoro per una società di consulenza in campo informatico e sono dislocata presso un cliente. La durata del mio contratto dal cliente va di tre mesi in tre mesi e viene rinnovato da diversi anni. Vero è che se il cliente non rinnova il contratto io comunque ho uno stipendio garantito dalla mia ditta. E' anche vero che esiste un ricatto di tipo morale da parte della mia ditta: "se ci fai perdere il contratto col cliente diventi un peso per l'azienda" con tutto quello che ne consegue. E non si tratta di fare perdere un contratto per manifesta incapacità, ma perché magari essendo pagati per lavorare 8 ore al giorno e non essendo riconosciuti gli straordinari, dopo un po' uno si scoccia di lavorarne 12 per la gloria e buttare nel gabinetto i sabati e le domeniche per fare lavori che francamente non accrescono la propria professionalità di una virgola. Ma tant'è se uno vuole avere una vita privata o vuole che il proprio lavoro sia riconosciuto anche economicamente non è professionale.
Tra l'altro intorno non vedo persone messe molto meglio di me.
Ho amici che lavorano nel campo della ricerca o almeno vorrebbero, quando vanno a fare colloqui nei laboratori dell'università o dell'ospedale (sono biologi) devono specificare che vogliono esser pagati e non stare lì per il sacro furore della ricerca. Che insomma anche gli scienziati hanno un affitto da pagare. Pare che non sia professionale per uno scienziato chiedere una retribuzione. Non metto in dubbio che esistano aziende dove vale la meritocrazia, peccato non ne abbia mai incontrate. Anzi se qualcuno ne conosce me le segnali che così spedisco un cv!
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#3  
12:30, 17 ottobre, 2005

completamente d'accordo con te,anche se vivo un'esperienza diametralmente opposta.non ho ancora una laurea vista la giovane età(21 anni),nonostante ciò ho inoltrato,per gioco,una richiesta di assunzione alla compagnia di bandiera italiana di trasporto aereo.dopo numerosi test attitudinali ho passato la selezione senza problemi ed ora ho uno stipendio di circa 1000 euro al mese,se non di più,non pago per la ristorazione,ho diritto a tredicesima e quattordicesima ed il mio,essendo un contratto a tempo determinato,quando termino un contratto vengo liquidata con l'equivalente di uno stipendio base(più di 700 euro).e tutto questo perché parlo tre lingue e me la cavo col computer.mentre un laureato ha tutte queste difficoltà.
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#2  
09:22, 17 ottobre, 2005<