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#2
19:57, 02 ottobre, 2003
In realtà l'omino aveva a che fare con codici d'amore, formule sonore, come un gemito, un lungo ansimare, floppy e cd da ascoltare. Ogni volta sperava, è il momento, è la spiata, è quella decisiva, che chiude la paritita, che abassa la cortina e che a Cortina mi manda a sciare con tanti soldi da scialare. Ogni volta, con apprensione, cercava la propria versione della brava spia, ma l'evidenza volava via in parole d'amore, di quelle neanche speciale, di quelle uguali a tante dette distrattamente, a tante che ci risuonano nella mente e non sappiamo dire, perchè potremmo mentire o ci viene voglia di fuggire, una delle due. A volte abbiamo fame come un bue e ci diciamo dopo, come faceva l'omino, dopo decodifico, registro, spiego , classifico, fotocopio e cambio la mia vita ma era una eterna partita con l'amore e con le formule piene di colore, per nominarlo, sussurrarlo, respirarlo. Ed era stupefacente, che tutta la gente, davanti e dietro la cortina, quelli di poi e quelli di prima, usassero in realtà le stesse parole, ed è perfino banale dire che venivano dal cuore. Erano parole ripulite, biancovestite, leggere, sincere, parole ballerine e glassate, parole indecorose o innamorate, un flusso inarrestabile di parole che l'omino sentiva la stanza riempirsi di sole.
utente anonimo
#1
17:47, 30 settembre, 2003
Queste domande riecheggiavano nella testa del filosofo del linguaggio a capo della commissione decifrante che da quando era stato assunto l'ex-impiegato ex-ucraino era divenuta undecifrante. Il militare si chiedeva se l'uomo che aveva decifrato il codice segreto meritasse una promozione o non fosse invece più sicuro farlo sparire, per questioni di sicurezza e anche perché una commissione undecifrante serviva poco al governo, che aveva bisogno di decifrare, per lo più. Decise quindi di incontrarlo per rendersi conto di persona della situazione. Domandò al suo vice chi fosse e gli venne detto che l'uomo che aveva decifrato il codice segreto era quello che stava bevendo un Martini al banco. Si avvicinò deciso ad elimanrlo, per questioni di Stato e di sicurezza, ma si rese conto subito che quello non poteva essere l'uomo che aveva decifrato il codice segreto, dal momento che il codice non era più segreto. Al massimo poteva essere l'uomo che aveva decifrato il codice. I filosofi del linguaggio seguono logiche imperscrutabili ai più. Ma alla fine ci azzeccano sempre. E infatti si accorse che non stava affatto bevendo Martini ma un cocktail rosso che gli somigliava. Dunque da un punto di vista logico non poteva essere lui. E non avrebbe avuto senso nè eliminarlo, nè promuoverlo. Ancora non sapeva però, che in quel coktail rosso che sembrava Martini c'era anche un terzo di Martini. Quando, giorni dopo, il governo si accorse che il codice non era stato completamente decifrato, ma mancavano ancora degli elementi fondamentali per tradurre ulteriori messaggi intercettati, il capo della commissione si rese conto che l'ex-ucraino sarebbe dovuto essere eliminato almeno per un terzo della sua persona, anche se non era chiaro come si sarebbe trasformata in questo caso, da un punto di vista matematico, la commissione decifrante.
zop
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