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Commenti
#5
09:29, 28 dicembre, 2005
la fine e l'inizio coincidono, solo che l'abbiamo dimenticato - e quanti guai ne derivano....
c.
chubbyhuggs
#4
15:25, 27 dicembre, 2005
forse non è l'idea del ciclo ma la neutralità del dover essere ... quanto all'idea del ciclo è riappacificante ma non ci credo credo ai cicli dentro la materia e negli atomi emozionali o musicali, ma il ciclo applicato alla vita no è il ritorno è il risultato delle sovrapposizioni caotiche che infondo sono il contrario del ciclo anche se a volte lo fanno credere ...
hladik
#3
16:44, 26 dicembre, 2005
Cent'anni di solitudine non l'ho letto.Però in letteratura gli intrecci d'autore esprimono concetti filosofici.E il problema del "circolo" e dei "cicli" è in verità molto antico, perchè si basa sul concetto di "struttura" che a sua volta è generata dalle "funzioni". Se pensiamo di poter essere, anche noi "funzione" nel contesto dell'Universo, tra le forme mutevoli, gli eventi e "l'apparenza illusoria" della nostra percezione, allora....
Un anno Sereno, nel corso del tempo, a tutti.
artemidoro
#2
23:03, 25 dicembre, 2005
Solo in "cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez.
Una creazione della fantasia, un intreccio dell'autore.
In se la frase propone una geometria che non esiste in natura.
Ognuno si porta fino all'ultimo giorno le proprie esperienze e quando finisce finisce tutto, altrimenti se ricomincia sara un inizio diverso dal primo inizio, quindi un ciclo diverso.
Pixell
#1
22:16, 24 dicembre, 2005
preferisco pensare ad un circolo dove i punti "fine" ed "inizio" sono arbitrari: Auguri
artemidoro
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