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Commenti
15:34, 10 gennaio, 2006

Tsk.
andrea barbieri
utente anonimo
14:51, 10 gennaio, 2006

Signor Sparid'inchiostro, rimaniamo ai suoi ultimi post: perché i commenti a codesti sono pieni delle parole 'culo' e 'seghe'? Pensa sia una scelta stilistica da parte dei suoi commentatori?

Gabriel Fauré
utente anonimo
14:28, 10 gennaio, 2006

Bogiablà!
Ho detto bogiablà!
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13:19, 10 gennaio, 2006

cavoli che merda pazzesca questo brano di voltolini!!!!!

corro a vomitare!!!!

gratta gratta e ai mangiaspaghetti gli vien fuori sempre dannunzio

cerebrovoltolini
utente anonimo
12:45, 10 gennaio, 2006

Scusa, sotto sono io (e il titolo corretto è Pavana del viale).
andrea barbieri
utente anonimo
12:44, 10 gennaio, 2006

Paolo, questo è un esempio della scrittura di Voltolini, si tratta di poche righe dal racconto "Pavana del viale" che sta nel volume "Forme d'onda" (Feltrinelli). Si tratta di racconti che nascono ciascuno intorno a una forma d'onda sonora, quello da cui tolgo le righe segue l'andamento di una pavana, precisamente la Pavana di Fauré.
Dopo il brano ti copio incollo un brano di intervista. Penso che questi due pezzetti, più che le mie parole possano aprire qualche spiraglio, perlomeno nel non liquidare questo tipo di scrittura.

Da "Pavana sul viale"

"Come una nave, al varo, discende lungo un percorso inclinato verso il mare e ad un tratto, con lo scafo nell'acqua, galleggiando si libera da quel percorso, e finalmente autonoma, dimentica il cantiere che l'ha costruita, così la luce accesa negli ospedali quando il giorno è ancora luminoso, al tramonto prende una sua consistenza bianca e si inoltra nelle prime ore di buio, assolutamente indifferente al mondo esterno, facendo delle camere e dei corridoi un pianeta dislocato su di un'orbita eccentrica che forse, si ricongiungerà alla nostra quando sarà mattino e il biancore dei neon, delle pareti, dei camici e degli zoccoli degli infermieri tornerà ad essere meno sovrumano."


Dalla rivista "Maltesenarrazioni"

Rimaniamo alla tua ultima raccolta [al tempo dell'intervista era l'ultimo libro edito]: perché Pavana del viale è pieno di virgole?

Voltolini - Perché volevo obbligare il lettore a una certa velocità di lettura, a un certo ritmo, nella speranza che nella sua testa passasse una specie di musica un po', come dire, salmodiante (speravo questo anche perché mentalmente noi quando leggiamo un inciso tra virgole abbassiamo il tono della voce e qui le virgole dovrebbero sortire anche una specie di effetto di questo tipo). In mente avevo la Pavana di Fauré. In generale è impossibile determinare quale musicalità un lettore attribuirà alle cose che uno scrive, però tutte queste virgole dovrebbero almeno ottenere che la comprensione del significato delle frasi venga differita quantomeno fino alla fine delle stesse, e non prima, in modo da evitare effetti di velocizzazione della lettura. Naturalmente il motivo per cui ho scritto Pavana del viale non consiste in queste cose. Ho scritto Pavana del viale perché un sogno che avevo fatto tempo fa mi era rimasto, come a me capita di rado, vivido nella memoria. In quel sogno c'erano alcune cose che si trovano nel racconto (l'ospedale, un'amica con un inopinato - per lei- fuoristrada, un viale in un'ora della sera), in generale una precisissima tonalità emotiva molto difficile da denotare con una sola parole: ecco la "causa" del racconto: Però per colorare anche la scrittura di quei toni emotivi, dovevo lavorare anche sul ritmo: così come un sogno non consiste solo delle cose sognate, ma anche dell'alone indefinibile che lo avvolge, allo stesso modo volevo che no ci fossero solo le cose raccontate, ma anche il suono della lingua che le racconta. Non so cosa è venuto fuori, però la genesi è stata questa.

utente anonimo
10:39, 10 gennaio, 2006

Cerebroleso: giro le tue osservazioni sul disegno a Negrin e vedo che cosa mi risponde. L'errore ortografico l'avevo trovato anch'io (e secondo me c'è uno scarto temporale giocato male quando il mago si allontana dalle prigioni la prima volta)

Igor: Ti sei mangiato l'ornitorinco? Ma è mostruoso!

Ciao
P.
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#9  
10:35, 10 gennaio, 2006

Andrea:
Siccome amo Bill Watterson, ho riconosciuto il gioco: si chiama Calvinball.
Le regole sono:
1. non ci sono regole
2. ognuno stabilisce la regola per la mossa successiva
3. non vale due volte la stessa regola.

Fino ad adesso hai messo in campo:
a. bisogna enumerare autori geniali senza motivazione
b. bisogna elencare le opere di quegli autori grandiosi senza vincolo alcuno
c. non è un dialogo: vale quello che dico io, quello che hai scritto tu lo ignoro (o forse l'ho già dimenticato)
d. non vale dire non mi piace senza spiegare bene il motivo: perché un autore che piace a me - e non ho mai detto il perché - è un genio fino a prova contraria.
Adesso però tocca a me.
La regola è: vince chi dice per primo "bogiablà!"

...

bogiablà!

Ciao
P.
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#8  
21:28, 09 gennaio, 2006

Interessante caro Paolo. il problema non è esprimere le proprie opinioni ma cercare di motivarle con un pensiero possibilmente complesso; questo manca alla critica italiana in genere. Cosa che invece trovo nel tuo blog. Si può dissentire, naturalmente, ma non è importante. Credo che il mondo del fumetto uccida per eccesso di fumetto-filia acritica. E' un pianeta abitato da nerd che se la menano con le letture. io credo che l'affetto sia elemento fondamentale del vivere ma senza piscettare scondinzolando. Un'altra cosa che mi urtica del mondo del fumetto è il conformismo. Ci si indigna facilmente appena qualcuno fa cose che escono dal "senso del gregge". Ricordo che ai tempi di Valvoline offesero anche Alberto Breccia perché osava fare cose astratte. lo insultarono paragonando quei capolavori alle mattonelle del cesso del lettore indignato. io ce lo avrei volentieri affogato, in quel cesso, il caro lettore in questione.
Ma stasera non sono attendibile, forse mi è andata di traverso la carne di ornitorinco della cena.
igor
utente anonimo
#7  
21:14, 09 gennaio, 2006

ma lo Zampa è un altro tuo cane che lo porti spesso al albero?

cerebroleso

ps, nel libro di negrin la descrizione dell'ostrica orribile di pagina 92 non c'entra un cazzo col disegno dell'ostrica orribile in pagina 99.
e poi da qualche parte c'era una parolla con una tripla erre (lo so, lo so, su ortografia io meglio che taccia).
utente anonimo
#6  
19:52, 09 gennaio, 2006

Una cosa su cui non sono d'accordo: che io perdo "drammaticamente di autorevolezza" citando Scarpa e Voltolini. Se sono due autori che conosci avrai i tuoi motivi per pensare che non sono importanti, però quella che usi è una battuta liquidatoria, come se il tuo giudizio fosse "evidente". Ma il lavoro narrativo e saggistico di Scarpa e Voltolini è complesso: direi che è meglio non liquidare.
Poi non dici niente di Moresco, di Mozzi, dei libri di Sironi - Indicativo presente... (forse vale la parte per il tutto).
Per il resto la penso come te sulle recensioni, e sull'affetto per chi scrive. Anch'io provo - forse da fuori sembra una cosa eccentrica - affetto per le persone che ti ho nominato. E' nato dalla stima. Ti ho nominato i primi che mi passavano per la testa, potevo metterci il giovane Roberto Saviano, oppure quelli della rivista Il semplice (da Cavazzoni a Nori), oppure Davide Bregola coi suoi Racconti felici, o Covacich o Mari e tanti altri...
La sento come un'onda di creatività e mi fa felice.
Ti ringrazio per Negrin, che non conoscevo. E per avermi ricordato che devo leggere Pincio.
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#5  
14:26, 09 gennaio, 2006

anni fa... tanti tantissimi, c'era un albero nel cortile... non so se sia mai fiorito, ma sembra che il nome sia dovuto a quell'albero...
Esiste un altro informatico, Tony, esperto di nanotecnologie e neuroscienze e intelligenza artificiciale, ci vedevamo spesso dal Gianni quando studiava lì a Comelico...
per questo pensavo fosse lui,la descrizione me l'aveva ricordato con estrema nitidezza...
sono almeno quattro cinque anni che non lo rivedo...
all'albero ci vado spesso con lo Zampa
sciao
Boris

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#4  
12:23, 09 gennaio, 2006

Boris: sai perché quel locale senza insegna (e con ragione sociale quasi anonima) sia noto come l'albero fiorito?
Non è Lucca (esiste un altro informatico, filosofo delle scienze con un sacco di difetti di dizione?)

Milim: quello intelligente è Tony.

Baci
P.
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#3  
12:12, 09 gennaio, 2006

ps: l'analisi, la non diagnosi è esattamente questo:
"La più alta forma di attendibilità di una recensione è data dal fatto che può essere a sua volta recensita."
bravo, bravo, bravo spari.
Spareggia così ché vai alla Grande.
milim

utente anonimo
#2  
11:46, 09 gennaio, 2006

Questo post è "superb" (direbbero i francesi.
Per due elementi complementari:
per il termine analisi (=senza soluzione, cioè senza medicina, il che implica non trattare gli argomenti diagnosticamente, ma mandandoli in fumo-fumetto) e per quanto scritto nel punto 1.

Complimenti vivissimi
milim


utente anonimo
#1  
11:29, 09 gennaio, 2006

no...
cazzo, sei andato a mangiare dal Gianni...!!! me lo dicevi, prima...
senti non è che Tony fa Lucca di cognome?
sciao
Boris
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