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Commenti
#6
16:28, 14 gennaio, 2006
Questo post, le vie sono della gente che le percorre, mi ha fatto ricordare a San Francisco un paio di anni fa, una città cosi ricca, dove le strade e gli ingressi dei negozi quando chiudono alle 10 di sera, vengono abitate da moltissimi senzatetto, gente vestita come me e te, che vedi camminare e mai penseresti che non hanno un altro posto per dormire. Un'amica dell'ambasciata mi spiegò che addirittura alcuni hanno il domicilio postale in un angolo di una piazza o nell'atrio di un negozio.
Sono d'accordo con l'idea che le strade vadano riconosciute alla gente che le abita.
E poi un'altra sensazione forte che sentii appena atterrato a Los Angeles è l'appartenenza della terra di quel territorio agli Indiani nativi, e che l'asfalto che la ricopriva cercando di celarla non l'avrebbe mai cancellata.
Insomma: mi hai fatto riaffiorare sensazioni forti, b...
contrabbubis
#5
10:19, 14 gennaio, 2006
Prima di scrivere questo post ho preso un lungo respiro, ho scelto di dire quella che ritengo la mia verità, in coscienza e serenità lasciando da parte l'acredine che a volte si impossessa di noi. Spesso è rischioso criticare cose che servono alla sinistra, come cose che servono alla destra. Non credo, per esperienza personale e non per partito preso alle fazioni politiche la strumentalizzazione è sempre stata la loro ricetta, spesso praticano addirittura la PORNOGRAFIA DEL DOLORE. La televisione più di tutto ne fà uso e sappiamo che nessuna televisione è libera, ma ha un colore. Ho scelto di non appartenere, per quanto mi è dato, per quanto mi è possibile a queste logiche involutive ed arroganti ma non posso essere un eremita, non ho l'animo dell'asceta e sono reattivo e intemperante verso le ingiustizie. Il costume di zorro l'ho indossato un carnevale da bambino , oggi quel bambino veste l'abito dell'uomo con le rughe, col suo lavoro i problemi emotivi,economici e di salute. La vita è il più pericoloso degli stupefacenti, è una storia dalla quale si esce tutti con i piedi avanti e giacchè ciò è inevitabile, ognuno faccia a modo suo in base alla sua coscienza.
Un giorno un partigiano mi disse :- Ho perso un braccio per delle idee ed oggi le vedo calpestate da coloro che dovrebbero promuoverle, il classico predicare bene e razzolare male...ed oggi non ho più un arto. Elevarsi o farsi da parte è spesso eguale ma partecipare alla vita e non al trionfo della morte lo ritengo un dovere......
E concludo con un assunto che mi riguarda: le mie foto sono in bianco e nero, piene di sfumature, le mie foto come la mia vita non vogliono appartenere a nessun colore!!!
albertoterrile
#4
00:14, 14 gennaio, 2006
Tendenzialmente, non mi piace il sarcasmo esercitato in anonimo; poi, anche quelle sono scelte comportamentali.
Fare qualcosa. Giusto! Mi guardo intorno e faccio. Cerco di vivere aiutando me stesso a non perdere di vista le cose realmente importanti, a trattare con cura le emozioni di chi mi circonda, cercando di mostrare attenzione e interessamento.
Non sempre è una cosa che riesce. Ma l'intento, quello è continuo. E l'impegno è costante. Come tutti poi, mi imbatto nei limiti umani.
E come me - perchè non ho l'arroganza di reputarmi qualcuno sopra gli altri - tante persone fanno la stessa cosa; senza bisogno di appartenere ad un colore, senza bisogno di praticare "lavori" che vadano a discapito dell'universo altrui, per semplice guadagno.
Ho, per contro, l'arroganza di dire quello che penso, carico delle emozioni che motivano ogni mia parola. E probabilmente, per certi - e certi versi - questo è un errore.
Ma, per questo, esiste il dibattito: per mettersi in discussione e, come spesso accade, per capire che alle volte le proprie certezze sono sbagliate, o potrebbero necessitare di correzioni.
Ma per dibattere bisogna dire la propria. Bisogna esternare. In pubblico. Con chi potrebbe esprimere pareri contrari. Altrimenti dove sarebbe il dibattito, se parlassimo delle nostre idee, solo con coloro con i quali andiamo d'accordo o che la pensano come noi?
Ecco tutto. Senza applausi. Senza sarcasmo.
maudite
#3
22:12, 13 gennaio, 2006
direi di piu
Giampino mio..sopravvivere allo sporco oggi è il vero eroismo, morire..si muore.
baci!
mariatelodicevo
utente anonimo
#2
22:09, 13 gennaio, 2006
bellissime parole..clap..clap.clap..ALLORA FAI QUALCOSA! ( per maudite )
utente anonimo
#1
21:19, 13 gennaio, 2006
Non ho colore. Non ne voglio avere. E' una scelta. Ma quando mi guardo intorno, santo cielo, sembra di assistere alla recita - tra le altre cose pessimamente riuscita - dell'allegra "combriccola" di saltimbanchi disperati del circo taldeitali. Come i bambini, non perdono occasione di litigare; possibilmente davanti ad una telecamera o ad un microfono. Ognuno a pensare di esser migliore di qualche altro; anzi, non a pensare, a far credere a chi ascolta, osserva, superficialmente, che ciò sia la realtà. Una realtà di cartone, spessa pochi centimetri, che alla priva folata di vento di vita, cade e si deforma; che alla prima pioggia di problemi, inzuppata si accartoccia.
Ma come si fa a desiderare ancora di farsi prendere in giro da dei pagliacci? Nella autoconvinzione possan davvero conseguire qualche straordinario risultato.
In merito al secondo punto:
La morte è orribile; sempre. Putroppo penso che decidere di affrontare certi tipi di situazioni o fare determinate scelte nella vita, porti ad aumentare consapevolmente la probabilità che tale spiacevole evento si verifichi. Dallo scegliere di imbracciare un arma, di entrare a far parte di un esercito, allo scegliere di andare forte in macchina per arrivare prima. Ci sono scelte che, volenti o nolenti, ci espongono più di altre a fatti pericolosi, addirittura alla morte.
Fermorestando che, in ogni caso, la morte è inaccettabile per un essere umano, ciò che mi fa venire il vomito in questo momento, è la trasformazione in oggetto, da parte dei media, di emozioni umane, profondamente potenti. Lasciamo stare il discorso eroico. Che razza di rispetto manifesta un conglomerato mediatico che, pur di far audience e share, è disposto a calpestare i sentimenti e le emozioni di persone che debbono, a motivo di circostanze differenti, affrontare la profonda mancanza di una persona a loro cara.
Diavolo! Siamo pieni di avvoltoi che sfregano le mani quando moriamo; ci mancano quelli che vengono a beccarti il cuore, mentre un intenso sentimento, il lutto, un processo di cicatrizzazione lentissimo - a volte eterno - ti sta permettendo di riprendere a respirare.
Mi fa schifo da sempre il giornalismo moderno - o giornalismo lucrativo, anzichè informativo. Continua a peggiorare giorno dopo giorno. E' uno dei peggiori tumori della società. Quello che diffonde ignoranza - la più grave : disinformazione e falsità.
Di bugie sono stufo. Di ogni genere.
maudite
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