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Commenti
#36
16:10, 24 gennaio, 2006
mi ricorda molto un brano tratto da "quando Teresa s'arrabbio con Dio" di Jodorowsky !
:)
al_confine
#35
09:19, 18 gennaio, 2006
Mi dissocio (intendo: dalla dieta dissociata)
Effe
#34
02:55, 18 gennaio, 2006
Perchè sono passata da qui? perchè ho letto?Queste cose no..nn si dovrebbero fare più..chi ha fame forse..ma noi no..uccidiamo per poi fare diete assurde...scusami lo sfogo...un saluto...^^
cicabu
#33
13:29, 17 gennaio, 2006
mi ricorda un po l'albero degli zoccoli.
zop
#32
12:51, 17 gennaio, 2006
Giocatore,
immagino di doverli riporre nella vaschetta.
Medicineman,
se Newton avesse intuito la legge di gravità sotto un albero di prosciutti, probabilmente sarebbe stata quella l'ultima intuizione della sua vita.
Sphera,
qui, a certi sentimentalismi, mica si abbocca.
Brioche,
e psnare che basta sintonizzarsi su un bon telegiornale all'ora di cena.
Bustrofedon,
lei è un antropofago, lo sappia.
Effe
#31
10:10, 17 gennaio, 2006
Avrò consapevolezza diversa la prossima volta che mangerò pane e salame.
Bustrofedon
#30
10:06, 17 gennaio, 2006
beh no, non è detto che nessuno gli bada (ai tonni). vengono da ogni parte per vedere una mattanza ben fatta, tingendo di rosso un mare intero.
manginobrioches
#29
09:48, 17 gennaio, 2006
Che poi i tonni non gridano, ad esempio, e nessuno gli bada.
sphera
#28
23:34, 16 gennaio, 2006
propongo di fare crescere i prosciutti sugli alberi, ed i cotechini come i carciofi.
Medicineman
#27
18:35, 16 gennaio, 2006
Me ne fa due etti tagliati sottili? Grazie.
Giocatore
#26
17:42, 16 gennaio, 2006
(buone entrambe, si stampi)
Effe
#25
17:22, 16 gennaio, 2006
(ok,ricominciamo)Mio padre,già figlio della lupa,professò orgogliosamente il suo essere missino fino al giorno in cui venne invitato ad assistere all'assassinio di un maiale grande(Mandrazoccu ndd).Da quel giorno non l'ho visto più approcciare superficialmente una faccenda o una fede politica
diamonds
#24
17:18, 16 gennaio, 2006
mio padre professava orgogliosamente il suo essere missino(già figlio della lupa)fino al giorno in cui venne invitato ad assistere all'assassinio di un maiale grande(mandrazoccu ndd).Da quel giorno non l'ho visto più approciare superficialmente una faccenda o una fede politica
diamonds
#23
17:07, 16 gennaio, 2006
Notime,
è sempre così: qualcuno deve piangere, perché altri possano ridere e deliziarsi.
Founder,
lei è una donna concreta, che le ciance non si mangiano (forse)
Effe
#22
17:02, 16 gennaio, 2006
scusate, mo' abbiamo finito con la letteratura?
a che ora si arrostiscono le salCiccie?
Flounder
#21
16:52, 16 gennaio, 2006
Qui tutti parlano di sacrificio. Ma il sacrificio è ben altra cosa. Qui si parla di perizia e di necessità e di tavole imbandite. Ben vengano i colpi secchi alla giugulare. echecazzo.
notimetolose
#20
16:03, 16 gennaio, 2006
(orgoglio pagano, più sotto, è encomiabile)
Isabella,
che la tua anima sia magnanima (appunto)
Manginobrioches,
le parole s'incontrano, da qualche parte, in trivio, e sanno le une delle altre.
Giorgioflavio,
l'isola a forma di pesce le sa, queste cose, sin dal tempo dei miseri.
Noeyalin,
le parole esistono, ma scoprire in quale luogo, questo può essere il sacrificio di un'intera vita.
Palmasco,
non so perché, ma credo tu non sia lontano dal vero (ma certe cose sono indicibili)
Gianluca,
io credo che ci siano vittime necessarie: vecchi ricordi, chiavi e ombrelli, e qualche incertezza
Effe
#19
15:28, 16 gennaio, 2006
Non c'e' perdono alcuno per questo, e le poche parole dette dal norcino, qualunque messaggio vogliano esprimere..
..non sono che il patetico tentativo dell' uomo-titano di perdonarsi in qualche modo da solo.
Uccidere qualcuno non ripaga di nulla la vittima.
Detto questo, il racconto è di una bellezza corposa e insolubile.
lontanodagliocchi
#18
15:27, 16 gennaio, 2006
Non so perché, ho pensato da subito che fosse una parabola nella quale racconti per analogia la tua relazione con quello che scrivi, il processo con cui c'arrivi, a cui sarebbe altrimenti impossibile perfino accennare.
palmasco
utente anonimo
#17
14:53, 16 gennaio, 2006
ho avuto i brividi a quel grido. E solo ora che lei mi dice che esistono parole di espiazione e perdono magari mi facico una ragione del comprenderlo.
Noeyalin
#16
14:14, 16 gennaio, 2006
O colendissimo, il suo post vivido e potente richiama alla memoria una verità appresa nelle aie della mia infanzia isolana: ciò che trasforma l'atto finale del norcino da semplice mattanza in rito sacrificale non è lo stiletto. E' lo stile.
giorgioflavio
#15
13:34, 16 gennaio, 2006
i sacrifici tengono il mondo al loro posto: sono ingiustizie travestite da patti, e la nostra specie ne ha bisogno, per saziare la fame di senso e riparazione, che corre sotto l'altra fame. i maiali vengono traditi, e quell'urlo che arrizza le carni è di sorpresa e dolore e forse incredulità.
(qui i maiali li battezzano con nomi di uomini, l'ultimo che abbiamo avuto si chiamava Filippo, ed è morto anche lui d'ingiustizia e coltello. poi c'è una cosa che viene dopo, e funziona solo col sacrificio di prima: la
lavorazione del sangue
).
manginobrioches
#14
12:37, 16 gennaio, 2006
ma per gli esseri umani squartati dagli assassinii rituali di religione, fame e potere non ci sono segrete parole nè patti ed alleanze.
Anche se tutti dicono sempre così: il vostro sacrificio è necessario!
Non esistono sacrifici necessari.
Esistono solo sacrifici.
Ed ognuno di noi li conosce.
Spesso personalmente.
E poi, questo racconto riesce a sgozzare la mia anima.
scialliventagli
#13
12:36, 16 gennaio, 2006
...sono per l'Orgoglio Pagano! Sì!!
missy_
#12
12:26, 16 gennaio, 2006
Flounder,
questo è: il sacrificio permette al mondo di continuare ad esistere
Shemale,
se sia vero o meno, è un segreto che forse conosce solo chi cammina lungo margini e abissi
Effe
#11
12:15, 16 gennaio, 2006
Questo post è straziante. Sino al punto di farlo a pezzi. Poi è sognante, sino al punto di rimetterlo insieme.
Speri solo che sia anche vero.
E ti viene da dire una preghiera, dopo averlo letto.
shemale
#10
11:58, 16 gennaio, 2006
qui, a Dakshinkali, una volta l'anno si portano le bestie per placare la rabbia e la fame di Kali, la moglie di Shiva.
è il volto oscuro della dea, l'altra faccia è quella di Parvati, la Giunone dell'Asia. gli animali urlano e piangono, il sangue sgorga copioso e tutti se ne bagnano la fronte, lì, sul terzo occhio.
è il giorno in cui si mangia la carne senza senso di colpa. è il giorno in cui la dea sazia ricomincia a sorridere.
Flounder
#9
11:52, 16 gennaio, 2006
questo è un racconto pagano, sia chiaro
Effe
#8
11:40, 16 gennaio, 2006
Raramente la vita si fa sedurre dalla morte con le parole. Ma quando succede sono sempre le stesse:
"Sarò veloce..."
aquatarkus
#7
11:23, 16 gennaio, 2006
ehm, esimio, la morte in qualche modo "dolce", quella per semplice scannamento, l'ho vista arrivare solo per gli agnelli. Ai maiali si applica propedeuticamente l'accoratoio, ed è un urlo che fa bollire il sangue e tutti i bulbi piliferi nel raggio di qualche centinaio di metri.
fuoridaidenti
#6
11:17, 16 gennaio, 2006
c'è un po' di isacco in questo "conto"
d.
utente anonimo
#5
11:10, 16 gennaio, 2006
mamma mia... nel rileggerlo ho ricordato il grugnire di certi maiali a Morlupo dove fanno una mattanza vera e propria... mi vengono ancora i brividi, piangevano come bambini ... cose da diventare vegetariani subito, ciao
palommellarossa
#4
11:03, 16 gennaio, 2006
norcino errante, tipo Olmo in "Novecento"
pbeneforti
#3
10:45, 16 gennaio, 2006
...questa è una storia antichissima. Bella e intensa. Replicata infinite volte, migliaia di spettatori, ma segregata a pochissimi testimoni.
missy_
#2
09:45, 16 gennaio, 2006
e poi si sa, effe, del maiale non si butta via nulla, nemmeno il segreto più inconfessabile.
(ha visto che è ancora tempo di zamponi?)
Flounder
#1
09:40, 16 gennaio, 2006
io l'ho sentito quel grido d'animale - è lungo, troppo lungo per non sembrare la negazione eterna del perdono
SENZAQUALITA
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