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Commenti
#16
15:36, 21 gennaio, 2006
ero un cesso, il mio non considerarle le sollevava dal peso schiacciante di dirmi -ma va a caghèr!-
:-)
Climacus
#15
15:42, 20 gennaio, 2006
perfetto, vuoi mettere il gusto di stare sotto rete e dare quei piccoli colpetti, olè. dopo la danza classica ho avuto una triste parentesi nella palla al volo. sei bravo nel pallonetto, ne sono sicura. e le ragazzine, che facevano?. il tuo non considerarle le feriva mortalmente? ( alleluia, il blogghe è salvo, gli omini di splinder ti hanno salvato tutto).
m.
mrka
#14
16:59, 19 gennaio, 2006
Al posto dell'impronta avevo msesso un bel calice d'assenzio, ma evidentemente era illegale e splinder lo ha tolto. Ma rimedio presto, e sarà una foto strabiliante
Per stasera concordo, c'è una nebbia del P.D. (a libera interpretazione). E. Comunque. Solo perchè so. Perchè so che tu non sei come nella foto. In quella piccola foto di splinder (gina superba, almeno mi pare se indosso gli occhiali), altrimenti col cazzo che ti lasciavo a casa, e sarei passato comunque.
Andylarock
#13
16:46, 19 gennaio, 2006
fottitene di dover andare a leggere in giro i blogghi per obbligo. fai solo un cenno quando scrivi qualcosa, che i tuoi lunghissimi silenzi m'hanno disabituato dal venirti a trovare.
fuoridaidenti
#12
15:20, 19 gennaio, 2006
questo mio dipinto si intitola 'carini da lontano, fate schifo da vicino' ed è un inno al momento storico decisivo per la mia esistenza, quando, inforcando per la prima volta un paio d'occhiali, vidi il mondo (nettamente più brutto) e divenni adulto. Avevo 21 anni. Fu la mia fidanzata di allora, una vera rompicoglioni. Fu la mia fidanzata di allora, una vera scassapalle, che mi obbligò ad andare dall'oculista perché, pensate un po', voleva che prendessi la patente. Cazzate. Anche senza possibilità di muovermi, ero autonomo. Mi sarebbe bastato un pastore tedesco.
La miopia si manifestò alle scuole medie: già in seconda non riuscivo a distinguere cifre e lettere sulla lavagna. Cambiai di banco. Già in prima liceo non riuscivo a distinguere lettere e cifre sulla lavagna. Sarei dovuto salire in cattedra. Non lo feci. Copiavo dal compagno di banco. A metà quadrimestre, non distinguevo più lettere e cifre sul quaderno del compagno di banco. Cambiai compagno di banco ma fu tutto inutile. Infatti, venni rimandato in latino e matematica, uniche materie in cui la mia straordinaria capacità di intuizione cozzava contro lettere e numeri. Ero uno studente svogliato, demotivato, privo di attrattiva, ignorante, cesso. I miei amici studenti mi scherzavano per le dimensioni del mio naso, che fu la prima parte di me a diventare adulta. Il pene l'avrebbe raggiunto, nel cammino che ci porta alla maturità, solo dieci anni più tardi. Mi masturbavo molto. Le ragazzine non esercitavano fascino su di me. A maggior ragione le compagne di classe, che, salvo qualche eccezione, erano aborti. Neppure le ragazzine fiche. Fregava un cazzo a me delle ragazzine fiche. Scoprii di essere eterosessuale semplicemente perché i maschi mi facevano ancora più schifo. Non avevo il motorino, perciò mi chiedo a cosa pensassi mentre mi masturbavo.
Ero un ragazzo felice. Ridevo spesso, anche quando non ce n'era bisogno. Giuocavo a calcio. Praticavo anche altri sport, di cui ignoro il nome. Ah sì, per un certo periodo fui un buon tennista. Poi il custode del campo da tennis, giù in paese, si svegliò alle sette del mattino anziché alle nove, scoprì che io e il mio compagno di giochi entravamo di nascosto all'alba per non pagare l'affitto del campo, e ci cazziò, distruggendo la mia carriera. Che comunque si sarebbe distrutta da sola, visto che ricorrevo all'olfatto per colpire le palline. Il mio punto debole è sempre stato lo smash. Stai a fondo campo se lo smash non è il tuo forte. Certo, però stando a rete sentivo meglio l'odore delle palline. Le mie veroniche erano deliziose, così come i miei tuffi spettacolari. Ho giuocato una sola volta sulla terra battuta ed è stata anche l'unica volta in cui non mi sono fatto male. Sulla superficie in cemento ruvido del campo giù in paese c'è ancora tutto il mio patrimonio genetico.
(dedicato a -marika-)
Climacus
#11
09:53, 19 gennaio, 2006
Climacus
#10
14:41, 18 gennaio, 2006
Anch'io ignoro come sia fatto un server. A dire il vero, credevo fosse un'entità incorporea, un quid di non-so-cosa, una cosalità priva di determinazioni, una sostanza senza accidenti, una divinità che si attualizza tramite le nostre preci, quando temiamo che i nostri chilometrici commenti finiscano nel non essere cyberspaziale. Trovo significativo che tu, viperea (posso cancellarti la faccina sintetica? :)), rifuggendo la prospettiva di un blando teismo, propugni una personificazione assai virile del server, che ha attributi ponderosi coi quali riesce persino a comunicare. Un cazzone che parla con le sue pudenda, un po' come me. (deh, server, fai che questo commento non svanisca, possa questo commento essere 'la tromba che annunzia una profezia" [P. B. Shelley, Ode to the server])
Calma, io mi sento una merda perché non passo mai a trovarti, proprio come mi sentivo una merda ieri, quando Elena e Seymandi mi facevano notare che trascuro i loro scritti. Sia chiara una cosa: vi leggerei tutti quanti se non mi trovassi in uno di quei momenti transitori e piacevoli in cui lo scrivere non mi risulta penoso. Insomma, passo ore a scrivere, per lo più cazzate, ma anche cose serie che, spero, vi farò conoscere a tempo debito, e quando scrivo così furiosamente, non ho tempo né di leggere né di suonare, studiare, amare, fare la dieta. Mi resta giusto lo spazio per dormire.
Vi assicurò però che non sarà così per molto; credo infatti che la mia iperattività dipenda dal fatto che continuo ad assumere antidepressivi nonostante non sia più depresso da eoni e che, contemporaneamente, abbia sospeso la frenetica attività masturbatoria che mi ha sempre caratterizzato, pervenendo a reinvestire nella scrittura l'abbondante riserva di libido inutilizzata. Giusto dottor O.?
-Io mi sarei espresso in altri termini, ma credo che le nostre opinioni coincidano.-
Grazie mille per il complimento, Calma. A me questo pezzo piace. Inoltre, mentre lo riscrivevo, mi sono divertito come un cretino. Ciò che trovo più buffo è che la versione italiana di 24 si intitoli Ventiquattro e che la sceneggiatura sia mia.
-Voce narrante e autore non coincidono, se lo ricorda, vero?-
A cosa allude, Dottore?
-Al fatto che lei non è uno scrittore famoso che sta per pubblicare 'Contaminazione Globale'.-
No?
-Senta, lei ha impegni per domani?-
Uhm, mi faccia pensare... Ah, sì, ho un incontro con il pubblico alla Feltrinelli.
-Può disdire... ehm... l'incontro?-
Non se ne parla proprio. Il mio agente si incazzerebbe come una bestia.
-Dopodomani alle tre va bene?-
Oh, certo che sì.
-D'accordo. Nel frattempo le prescrivo un paio di farmaci.-
Oddìo, non sara roba pesante, vero Dottore?
-No, sono farmaci molto blandi. Mi chiami tuttavia se dovesse sanguinarle l'ano o se la pelle le si riempisse di macchie verdi grosse più o meno quanto una moneta. Arrivederci.-
Arrivederci.
Climacus
#9
10:20, 18 gennaio, 2006
questo è un gran pezzo, clim. proprio un gran pezzo
fuoridaidenti
#8
20:35, 17 gennaio, 2006
E poi, questo racconto è diversissimo da quello che c'è nei commenti. Che io sia maledetto se non è diversissimissimo!
Climacus
#7
20:28, 17 gennaio, 2006
quasi quasi ti cancello la faccina qui sotto, viperea (hehehehe)
Climacus
#6
19:24, 17 gennaio, 2006
:)
ViperaVenerea
#5
19:24, 17 gennaio, 2006
Tu scrivi i commenti più lunghi del mondo, lo sai? è normale che splinder ti faccia attendere. Pensa al povero server, che geme e ansima sotto sforzo, si rivolge agli ammenicoli che stanno vicino ai server (ignoro come sia fatto un server, ma ogni cosa ha adeguati ammenicoli) e si lamenta, "ma guarda te sto tipo che commenti che scrive, cazzo, non potrebbe fare le faccine come tutti, no, questo nei commenti ci scrive i racconti, e poi li usa come post il giorno dopo, e noi qui a farci il culo, mica giusto", e gli ammenicoli "eh già, mica giusto".
Così, tanto per far contento il server, ora ti lascerò un commento sintetico, appena il server mi spedisce questo.
Che non ho riletto, per cui non so cosa cazzo ho scritto, e questo sia detto a mia discolpa. Amen.
ViperaVenerea
#4
14:20, 17 gennaio, 2006
L'ho aggiornata un pochino, flounderessa. In questa sono uno scrittore affermato con un figlio mai riconosciuto che, dopo una vita passata a abusare di qualsiasi costosissimo vizio, cerca di dedicarsi alla famiglia, trovandosi poi invischiato in una ghost story dal sapore kingiano, ove i personaggi dei suoi romanzi, mescolandosi a quelli della vita reale in un vortice che salda fiction e realtà in un mistione (o sarà piuttosto un minestrone?) inestricabile, assumono i contorni di presenze spiritiche salvifiche o aggressive e distruttive. Rock 'n roll, principessa.
Elena: l'idea dell'interior designer è sublime. Lo spazio della narrazione è altamente disorganizzato, però, anziché affrontare il problema di petto, consapevole di aver scritto uno dei periodi più lunghi della storia della cattiva letteratura, ho fatto ricorso all'espediente delle recensioni, parti integranti della novella, divertendomi a contare le parentesi e le sottoparentesi, a tradurre malamente i titoli, a scherzarmi maldestramente. Credo siano il momento più alto de 'Osservazioni Incidentali'.
Hei, io ho davvero intenzione di scrivere la raccolta 'novelle per un giorno (di merda). La prima di queste novelle è l'autostoppista. La terza sarà sicuramente 'Messico'.
PS Tulip, possiedi ancora il mio blog nero? Messico dev'essere lì.
E ora, Elena, vengo a trovarti.
Ciao!
(Flo', neurologo :)
(splinder non vuole pubblicarmi il commento, cazzo)
(nella foto sono D., una ragazza iraniana che ha vissuto in arabia e poi ha viaggiato un sacco e ora vive in canada)
(è molto bella)
(tuttavia, se venisse a sapere che nel mio profilo compare una sua foto, destinata a sedurre una persona che con me non c'entra un cazzo e che solo per pietà D. ha deciso di mostrarmi, sono sicuro che viaggerebbe un altro po', quel poco che basta per raggiungermi e accopparmi)
(splinder dice di attendere, io sono stufo)
Climacus
#3
13:45, 17 gennaio, 2006
ho come l'improssione di averla già letta: oculista o neurologo?
Flounder
#2
13:39, 17 gennaio, 2006
Buongiorno Elena! Sto per aggiornare la novella, torno subito.
Climacus
#1
12:34, 17 gennaio, 2006
secondo me un interior designer. cioè, con la testa così sovraffollata è ovvio che tu debba ottimizzare gli spazi, senza sacrificare nulla, in ordine alla razionalità, all'estetica, alla qualità del modus vivendi e alla weltanshaung.
bella l'immagine della macchina assassina (sì, perché credo sia un nuovo prototipo creato da un ingegnere pazzo della bmw, al soldo della mercedes che deve recuperare quote di mercato) che scivola nell'oblio (dopo aver, eventualmente, compiuto il misfatto).
il suono del clacson lo vedo male.
è fuori forma e fuori posizione come un guardialinee bolso. tra un po' suonerà a caso, tal quale come alzare una bandierina di tanto in tanto.
buongiorno clim!
e.l.e.n.a.
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