Lascia la tua opinione

Commenti
#5  
10:58, 24 gennaio, 2006

A tale proposito mi sembra interessante il pezzo tratto da TGCOM, a firma di Roberta Scorranese.
I "trucchi d'autore" in un libro. Manie e fissazioni di chi scrive
Questo è un libro per chi ama i libri. Perché chi ama i libri ama anche gli autori, è attratto dalla loro vita e dalle loro manie. Chi ama i libri con la meraviglia “aristotelica” per le cose prova una curiosità che va al di là dell’opera. Impossibile sennò appassionarsi alla sedia ottocentesca da barbiere sulla quale Camilleri scrive i gialli; alla scrivania anni Venti sulla quale è nato Io uccido di Giorgio Faletti; alle caramelle al miele di Albinati e alla pipa di Simonetta Agnello Hornby. Trucchi d’autore di Mariano Sabatini è un omaggio al piacere della lettura e della scrittura: un’enciclopedia ragionata di sfizi e manie degli scrittori, dai bestselleristi agli autori di nicchia fino agli esordienti. Scoprire che Rosetta Loy non riesce a lavorare se non sorseggia una tisana, che Alessandra Appiano ha bisogno di una stanza piena di luce e che ad Aldo Nove le idee vengono in bagno, può non voler dire nulla. Ma se non resisti ai libri, se non riesci ad andare via da una libreria o da una bancarella senza qualcosa in mano, se quando compri il giornale corri subito alle pagine culturali, beh, questo volumetto vuol dire qualcosa. Solo un lettore appassionato (che non è uno specialista, né un bibliofilo, ma un innamorato) sente che un’opera non è fatta solo dall’autore e dall’allenamento. Un’opera nasce anche perché quel giorno c’era una finestra che lasciava entrare il sole, perché quel giorno sulla scrivania c’era caffè e non tè. Perché l’autore portava un vestito verde che lo faceva sorridere e l’autrice aveva ricevuto un sms stimolante. Ecco come si penetra il segreto dei libri: andando a ricercare quelle magiche componenti che insieme hanno fatto il miracolo. Le particelle elementari di un sogno. Ben venga allora il Kamasutra da comodino accanto a Dei delitti e delle pene nella stanza di Alfio Caruso, ben vengano le liquirizie di Rugarli e la laguna di Ongaro. Ben vengano il disordine di Tullio Avoledo e il vino dolce di Marco Vichi, la disciplina di Alain Elkann e i thermos di caffè di Covacich. È dagli oggetti che nascono le abitudini. Quella pila di libri disposta in modo sbilenco ci aiuta a poggiare la testa in un certo modo e le idee nascono in una certa direzione, unica, irripetibile. La finestra che dà su piazza del Popolo è diversa dal balcone che guarda il mare. E anche le idee. Flaubert dava molta importanza alle cose e anche Schopenhauer. Riscoprire le cose intorno agli scrittori è carpirne segreti e non detti.

Giulia Mozzato, Librialice.it / Café letterario 12/12/2005
Trucchi d’autore
Ecco un libro che non dovrebbe mancare sulle scrivanie degli aspiranti autori, così come molti altri documenti scritti da autori più o meno celebri che raccontano la loro esperienza di scrittura, o quella dei colleghi, e tutto il mondo che attorno a essa gira. Per carpire i piccoli, ma importanti segreti, di un bel gruppo di autori italiani, Sabatini ha scelto la forma dell’intervista, con domande mirate a ogni singolo interlocutore, ma che nell’insieme ricostruiscono la meraviglia e il fascino della scrittura attraverso le piccole abitudini e i riti del lavoro. Dal luogo in cui nascono le opere allo strumento utilizzato per crearle (penna, computer, macchina da scrivere), al sottofondo preferito per immaginare (dal silenzio alle più originali musiche) ai tempi di realizzazione di un libro, e così via. E se a rispondere a questi quesiti sono Agnello Hornby, Avoledo, Bevilacqua, Camilleri, Carlotto, Culicchia, Faletti, Mastrocola, Oggero, Ramondino, Vichi, tra i tanti, si può capire che il libro scatenerà l’interesse di tutti coloro che vogliono ripercorrerne le orme e giungere alla pubblicazione.
utente anonimo
#4  
10:47, 24 gennaio, 2006

Ho visto anch'io la trasmissione di Super 3. Lì più che altro era il conduttore ad avercela con gli scrittori, secondo lui tutti di sinistra... F.R.
utente anonimo
#3  
10:33, 24 gennaio, 2006

Scusate non mi sono firmata (nel post precedente): mi chiamo Claudia Stucchi.
utente anonimo
#2  
10:31, 24 gennaio, 2006

Non sono d'accordo con il post di Alessia! Ho letto Trucchi d'autore e e lo consiglio (anzi l'ho anche regalato a Natale a più di un amico che sogna di scrivere); mi è sembrato un libretto curioso, divertente e anche utile. Per capire cosa sta dietro questo mistero della scrittura, a cui ancora non ho saputo avvicinarmi, e per conoscere più intimamente scrittori come Culicchia, Carlotto, De Cataldo, Carofiglio, Vichi, Gosh, e tantissimi altri. Non solo Camilleri e Bevilacqua o Maraini (scrittori per la verità, almeno in due dei casi, degnissimi!)... Di Sabatini che dire? Non lo conosco di persona, però sabato ho ascoltato una bellissima trasmissione di Tutti i coplori del giallo su Radiodue, con Vichi, Colaprico, Varesi e Sabatini stesso. Il quale mi è parso molto esperto, puntuale, in grado di argomentare fornendo spunti molto interessanti...
utente anonimo
#1  
13:02, 22 gennaio, 2006

Cara Luisa, io il libro di Mariano Sabatini nel cestino lo lascio: basta con la Maraini, Camilleri, Bevilacqua... I "trucchi d'autore" più belli e veri sono comparsi nei brevi articoli a tema che il Corriere della Sera pubblicò qualche anno fa. E poi Mariano Sabatini che in tv (trasmissione su Super3 di qualche settimana fa) dimostra superficialità e lacune gravi nell'analisi dell'editoria italiana e di coloro che la abitano è stato spettacolo umiliante per i giornalisti seri, per gli ascoltatori attenti, per il lettore che il suo libro ha perso.

Ciao Alessia
utente anonimo

Scrivi un commento
Nome: utente anonimo
Blog:

Il tuo commento:

Puoi usare i seguenti tag HTML nei commenti: <a target="_blank"><b><i><br>


http://www.splinder.com/trackback/6920539

*Entra o Registrati per commentare con un tuo nick :)