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Commenti
20:11, 24 gennaio, 2006

La discriminante è il compiacimento . Se sei particolarmente compiaciuto di qualcosa che hai fatto puoi star certo che è qualcosa di mediocre. E' il tuo ego che ti fa la clack. Ogni tanto fa anche bene. Per il resto, il tuo contributo al progresso dell' umanità sarà minimo e in genere basato sul trasferimento di dna. Ergo questo commento oltre che mediocre è inutile. E non ne sono compiaciuto. :-)
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17:02, 24 gennaio, 2006

manca uno spazio tra e // concordo e una s in spesso. perdono.
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16:37, 24 gennaio, 2006

@senzarancore: io credo che ognuno di noi dovrebbe considerarsi eccellente, econcordo con ste sul fatto che speso è una questione di assorbimento anche questa: se le persone che abbiamo intorno dimostrano fiducia e apprezzamento nei nostri confronti è inevitabile poi acquisire sicurezza. e poi, davvero... chi di noi la mattina si alza, si guarda allo specchio e si dice: ohi, come sono mediocre...
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12:29, 24 gennaio, 2006

ingenuamente credo che l'aspetto fondamentale di questo processo sia la "selezione". decidiamo che cosa e da chi assorbire, pur essendo sottoposti a miliardi di stimoli contrastanti al giorno. voglio dire, o baricco o calvino (non intendo, non ora, dare giudizi di merito sui due).

la selezione, quindi, e la capacità di amalgamare quello che si è selezionato danno la personalità (o la parvenza di essa).

per citare Bordieu, certe cose si indossano come un guanto (acquisite e non rielaborate) altre come una pelle (le abbiamo fatte completamente nostre).

il mio stato attuale è uno stato di mezzo: acquisisco molto, credo di rielaborare bene, ma in quanto ad amalgama siamo lontani.

ps: concordo su "Radiofreccia", ma "Da zero a dieci" secondo me è proprio bruttino...
Blogger: pas Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pas
12:27, 24 gennaio, 2006

Ciao senza rancore: al di là del fatto che non ho espresso valutazioni personali relative a come considero me stesso, devo comunque dirti che anche ritenersi eccellenti e non mediocri è frutto di assorbimento da altri: se io ho fiducia e considerazione nei confronti della mia persone è perché gli altri lasciano intendere fiducia e considerazione nei miei confronti. Non ci si inventa nulla, dunque, anche qui è questione di altri.

Grazie per il tuo interessamento nei confronti del mio benessere.
[Ste]
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11:43, 24 gennaio, 2006

Io fossi in te mi considererei un po' meno "uomo eccellente" e un po' più mediocre. Lo dico per te, eh. Per il tuo benessere.

Senza rancore
utente anonimo
10:50, 24 gennaio, 2006

io credo che davvero la chiave sia nel nostro modo di assorbire e rielaborare. e penso che la differenza nel modo dipenda fortemente dalla nostra personalità. questione di curiosità, istinto, intelligenza, creatività. evidentemente recepiamo in modo diverso, visto che c'è sempre qualcuno che stringe la mano con effetto sogliola. ma forse tanto dipende anche dal nostro stato d'animo, dalla percezione che abbiamo di noi stessi, da come ci vediamo e da come ci poniamo nei confronti delle cose. e questo può anche non essere uno stato assoluto, ma relativo e dipendente dai contesti in cui ci troviamo.
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09:51, 24 gennaio, 2006

Questo post mi ricorda tremendamente la pubblicità della "Lupo" l'automobile...

Credo ad ogni modo che nessuno ci insegni le cose, insomma è vero alcune cose le sappiamo fare perchè le abbiamo viste fare, ma altre le sappiamo fare perchè è qualcosa di innato in noi...
Io disegno, e disegno benissimo, dipingo e nessuno me l'ha insegnato, e non ho mai fatto scuole e non ho mai osservato nessuno dipingere per poi assorbirne la tecnica...lo so fare e basta...e lo faccio bene...
questo dovrebbe farci riflettere.
Buondì...
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02:07, 24 gennaio, 2006

AH, diamonds: "La sottile linea rossa" è un altro di quei film con cui farò sempre all'amore e contemporaneamente a botte. Terence Malick (appena possibile correrò a vedere il suo ultimo lavoro al cinema, tra l'altro) mi ha appassionato in quel film e, contemporaneamente, non ho mai capito a fondo dove volesse andare a parare. Se era una critica alla guerra, la fa meglio "Apocalypse now", se era una critica agli uomini che fanno la guerra, va già un po' meglio. Se era una critica ai motivi per cui gli uomini fanno la guerra, anche. Ma era poi una critica?

Ecco tornando a bomba: sono sicuro che da quel film ci fosse moltissimo da assorbire, ma non sono convinto di aver assorbito bene.
[Ste]
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01:44, 24 gennaio, 2006

Sono d'accordissimo sul Ligabue regista, da zero a dieci è uno di quei film che ti lascia davvero qualcosa.
Secondo me, è nostro qualcosa che ci contraddistingue dagli altri, qualsiasi cosa che siamo capaci di fare in una maniera tutta nostra appunto, non omologandoci a nessuno. Anche se tante cose che faccio mi sono state trasmesse, ma altre è come se le avessi inventate io. E come me, tutti credo...
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#9  
01:00, 24 gennaio, 2006

e tra l'altro,manco a farlo apposta,proprio stasera avevo rimesso per la quarta volta nel videoregistratore "la sottile linea rossa" che "è un oratorio di argomento metafisico e tono neoromantico":"chi sei tu per essere tutte queste cose?"..."com'è che si torna alle colline blu?"(si,decisamente,hai messo nel sacco le domande giuste)
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#8  
00:19, 24 gennaio, 2006

bello! anche se quando ho letto la prima frase "cosa ci portiamo di veramente nostro dietro"...mi stavo preoccupando!
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#7  
00:16, 24 gennaio, 2006

Johnny: grassie assai.

Diamonds: hai citato uno di quei film incoffessabilmente amati dal sottoscritto. "Radiofreccia" mi aprì il cuore anni addietro. Così come fece "Da zero a dieci". Da qui l'annoso quesito: ma invece di darsi alla musichetta, Ligabue, non poteva fare il regista a tempo pieno?
[Ste]
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#6  
22:59, 23 gennaio, 2006

"Post con le contropalle" che mi ricorda pure molto Radiofreccia (e finalmente qualcuno che si pone le domande giuste)
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#5  
22:53, 23 gennaio, 2006

Post con le contropalle,tanto per cambiare.Credo che la chiave sia la curiosità,che ti porta ad assorbire,per poi rielaborare.
Ma forse queste cose le avevate già dette nei vostri mirabili commenti.
Ciao,Ste.
JohnnyDurelli
utente anonimo
#4  
19:46, 23 gennaio, 2006

beh alla fine tutti assorbono qualcosa, poi è facile fare una scala "culturale" delle cose che meritano di essere assorbite e di quelle che meriterebbero di essere lasciate cadere nel dimenticatoio.
Ma il punto più interessante sarebbe stabilire chi decide questa scala e con che finalità, ed è la domanda centrale del libro che ti ho consigliato.
cmq il mio andare a ritroso si fermava, forse un pò ortodossamente, alla distinzione in classi e le domande esistenziali le lasciavo da parte.
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#3  
19:33, 23 gennaio, 2006

ViktorNavorski: Grazie mille a te. Credo anche io che rielaborare sia la chiave. E credo che contestualmente a questo sia la personalità di ciascuno a fare la differenza. Creare qualcosa di NUOVO è veramente difficile: ma la rielaborazione può essere originale, questo sì (a questo proposito - ne abbiamo parlato qualche post sotto - artisticamente la cosa più NUOVA che abbia visto ultimamente è il film "Match Point" di Woody Allen.

gianluca222: interessante il libro che citi. Interessante il tema. Interessante pensare alla cosa procedendo a ritroso. Si arriva un po' alle domande esistenziali del chi siamo e dove andiamo. Sono stati i grandi artisti a darci l'imprinting iniziale? Sono stati gli inventori, gli scienziati, darwin, chi? I nostri genitori o i genitori dei nostri genitori?

E poi cosa significa NON saper assorbire? Essere disinteressati, non curiosi o semplicemente non intelligenti?
[Ste]
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#2  
18:34, 23 gennaio, 2006

ma anche la capacità di rielaborare non è innata, dipende da come ce l' hanno insegnato a fare, ma chi è che ce l' ha insegnata? i luoghi di socializzazione. ma chi è che ha deciso quali luoghi di socializzazione frequentare?
le diffrenti classi di provienienza e l'habitus culturale della nosta famiglia d'origine.
ma sono io che sto dicendo queste cose, sono io che le penso?
no sono citazioni semplicistiche di uno splendido libro di sociologia : "la distinzione" di pierre bourdieu..
che parla appunto di molti spunti presenti in questo post.
Blogger: gianluca222 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gianluca222
#1  
17:36, 23 gennaio, 2006

Oppure la capacità di RIELABORARE i dati acquisiti?
Ma forse quello rientra nella sfera della eprsonalità... anche se io mi sono convinto che l'intelligenza sia proprio in questo: rielaborare, a nostro uso e consumo e misura, ciò che abbiamo visto fare a un altro. E creare qualcosa di NUOVO.
O no?

Comunque il tuo post è straordianrio. Grazie.
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