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Commenti
#4
14:38, 14 febbraio, 2006
si si.. ci vuole un notevole ottimismo per il futuro...
Complimenti!
freeblog80
#3
11:23, 06 febbraio, 2006
Preferisco la Cardinale a Don Fabrizio, ma hai ragione ; )
O meglio, non hai ragione. Non ci avevo pensato mentre ti rispondevo, ma io ancora mi incazzo per molte cose, come queste prese di giro. Ma sono incazzature che sento sempre più lontane, e non per apatia o sfiducia in tutto. Semplicemente più passa il tempo, più diventano frequenti i momenti in cui tutto sfuma all'orizzonte (come uragani), lasciandomi senza una consapevolezza precisa, ma con una fede nel fragilità insensata nella vita.
Dopotutto Leopardi le sue odi politiche le ha scritte da "piccolo", io nella mia stupida ignoranza, mi sento ormai più vicino a..
"E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
Il dì festivo, ed al festivo il giorno
Volgar succede, e se ne porta il tempo
Ogni umano accidente. Or dov'è il suono
Di que' popoli antichi? or dov'è il grido
De' nostri avi famosi, e il grande impero
Di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
Che n'andò per la terra e l'oceano?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
Il mondo, e più di lor non si ragiona."
A dire il vero non so davvero niente, se non che rido di come possano sembrare giustamente patetiche le mie parole, ma dammi ancora un fiato. C'è chi d'amore adolescenziale ama Platone, chi Schopenhauer, io amo d'amore adolescenziale, perchè a quell'età ho vissuto la mia vita, amo questo filosofo, che ha saputo scrivere versi che non sapevo neanche di pensare, che mi fa piangere al solo pensiero che sia esistito.
A se stesso
Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, nè di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo
T'acqueta omai. Dispera
L'ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera
E l'infinita vanità del tutto.
Sabbath
#2
19:30, 05 febbraio, 2006
Sei molto giovane :)
crescerai e ti "irrobustirai" tanto da poterti incazzare quando ti accorgerai che aveva ragione Don Fabrizio "Bisogna che tutto cambi se vogliamo che tutto resti com'è"
una presa in giro cosmica
e l'idea di progresso, forse, proprio un disegno sulla sabbia
Berenice
#1
15:44, 05 febbraio, 2006
Ti avevo scritto un lungo commento, poi l'ho trovato brutto.
Credo solo che la storia umana sia un disegno sulla spiaggia, chissà se di un disegnatore, credo di no; in attesa della prossima luna piena.
Credo anche che siamo un sorriso nel buio, prima e dopo, che è già difficile vivere una vita, viverla, che sia fragile, troppo, forse, fragile.
Berlusconi per me è solo un qualcosa in rapporto a me, purtroppo sono costretto all'egoismo e all'edonismo, un egoismo buono, per non lasciarci consumare da ciò che in realtà è solo uno sfondo
Sabbath
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