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Commenti
#4  
15:43, 16 febbraio, 2006

Massimo, se ho ben capito tu paventi quello che già Malthus diceva: crescita geometrica della popolazione contro quella lineare della produttività alimentare. E in effetti è un rischio. Certo. Ma non perché ci sia l'insostenibilità della crescita. Possiamo fare la fine di qualsiasi specie animale (che ha un limite dato dall'habitat e non ha la capacità di rivoluzionarlo) se ragioniamo come animali e facciamo scelte come animali.
Il tempo e la crescita geometrica non mi pare un limite di per sè. Basta ragionare e scegliere da uomini. Qui mi pare sia possibile solo fare esempi: guarda ai passi avanti fatti in pochissimi anni col progetto Apollo. Guarda alla miseria a cui è ridotta la ricerca spaziale adesso. Siamo fermi, stiamo pagando ragionamenti e scelte fatte negli ultimi trent'anni (dalla fine di Bretton Woods ad essere precisi), stiamo pagando un'idea di intervento (o meno) dello Stato (sono un dirigista convinto) e probabilmente una qualche idea di uomo che non offre tanti frutti.

Mi pare quindi che il tempo si avvicina non deterministicamente (ovvero maltusianamente), ma perché permettiamo che si avvicini.
Mi pare che una visione agostiniana spieghi di più.
ld
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#3  
12:49, 16 febbraio, 2006

La tua osservazione mi sembra giusta e sensata. Tuttavia mi chiedo: se è sbagliato considerare come fisse le risorse disponibili, devo supporre per principio che sia sempre possibile sfamare tutto? E anche se supponessi per principio questo (oppure considerassi semplicemente preferibile - più morale, per es. - assumere questo principio invece di quello contrario, per le conseguenze che l'uno e l'altro comportano nelle politiche sulla natalità) non credi che si possano dare effettivamente punti di crisi? Voglio dire: se l'uomo non avesse inventato l'agricultura. Ora noi sappiamo che 'ha fatto in tempo, e che per farlo aveva molto tempo. Non credi però (o non temi) che questa fnestra temporale si vada riducendo?
ciao
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#2  
11:51, 15 febbraio, 2006

Ottimo saremmo già in "due".
L'argomento merita di essere portato avanti concretamente.

Che faccio, inizio a ragionarci in termini di comunicazione?

Luigi
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#1  
18:52, 14 febbraio, 2006

Per la campagna di comunicazione ed il lavoro di sensibilizzazione siamo pronti.

Stefania Saracino, Ufficio stampa, Laboratorio per la polis

www.laboratorioperlapolis.it
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