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Commenti
16:01, 13 marzo, 2006

L'ovvio è il padre dei vivvi.

Blogger: elprobemiguel Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente elprobemiguel
13:45, 09 marzo, 2006

festivadisan.re.mo?trashata televisiva de noantri! ti leggevo mentre sfogliavo "chiedi alla polvere"!
ciao!
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13:33, 06 marzo, 2006

Rosiconaggine
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12:18, 06 marzo, 2006

Moralizzazione.
[Ste]
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00:04, 06 marzo, 2006

Vicere': Gli amici tuoi hanno cancellato un mio commento perché so due rosiconi:-)
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21:09, 04 marzo, 2006

Twosister: Chi ti ha cancellato cosa?!!

Mai sia!

Salvs!

il Vicerè
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00:21, 03 marzo, 2006

Per Rocca mi sono infuriata perchè io, di solito, sono una che gli sportivi li ama. Da Maradona, re degli eccessi, a Roby Baggio, maestro di stravaganza e semplicità. Io quelli che fanno dello sport la loro vita li amo. Forse perchè sarebbe piaciuto a me essere così. E in piccola parte, conosco la vita di uno sportivo, di un vero sportivo. Ne comprendo ansie, stati d'animo, difficoltà, paure. E a finire dall'altare alla polvere ci vuole proprio poco: il pubblico ti disprezza se lo deludi. Senza pietà.
Io sono una di quelle che ha sempre fatto il tifo per Del Piero. Anche quando sembrava finito. Odio la Juve ma Del Piero, no. Lui è un vero campione. Eppure non ha mai alzato la voce, mai tirato coppe in faccia ai fotografi o mandato a cagare i cronisti. Ha risparmiato perfino Fabio Capello che lo teneva in panchina...
Vado a letto. E ti bacio.

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22:40, 02 marzo, 2006

Alessia: guarda quello che succede in Italia con Berlusconi. Sì, la massa può rincoglionirsi: la musica della Pausini è mostruosamente smerciabile. Perché di facile uso: se vai a uno dei suoi concerti e fai una stima del pubblico, il 98% è sotto i 16 anni.

Non dico che i 16enni siano tutti rimbecilliti (oddio, mi devo proprio trattenere...), ma diciamo che sono più influenzabili.

Guarda Gigi D'Alessio che riempie il San Paolo. E' una cosa vergognosa, da analisi mediatica.

P.S. lo sapevo che per Rocca ti saresti infuriata :-) kisses
[Ste]
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19:53, 02 marzo, 2006

Lo sai che penso Ste. Che tu scrivi bene, talmente bene che sei bravo a far credere a tutti quello che sostieni. A volte la forma rende la sostanza incredibilmente succosa, anche se non lo è. E' credimi, questa non è necessariamente una critica.
A me piace leggerti. Lo faccio spesso. E molte volte non sono proprio d'accordo ma sei talmente travolgente che mi astengo da commenti negativi (come sul post su Giorgio Rocca).
Laura Pausini, per esempio, è una cantante che non amo. Ma addirittura arrivare a dire che vomita...stravince un Grammy in Sudamerica e ora mi vuoi dire che tutti si sono completamente rincoglioniti?!
Alessia
utente anonimo
19:19, 02 marzo, 2006

Ot: Addirittura cancellato eh. Simpatici. Non si può neanche più scherzare con voialtri.
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18:34, 02 marzo, 2006

1 -Caspita questo per me è un attacco: " Ora, nessuno è tenuto a saperlo, ma Citati e Ferroni sono, per il loro curriculum e per altre ragioni per me più imperscrutabili, due dei più alti e autorevoli critici letterari del nostro paese".

Per quanto riguarda il paragone con Cechov...un'altro colpo del genere e mi parte un'embolo :-)

2 -STE:"....ha voluto comunque lanciare la provocazione sulla critica letteraria in Italia tout court (non lo so, eh, lo dico riflettendoci su).

Critica che è fatta così, è questo il punto. I critici recensiscono per sentito dire: questo va per certo, perché poi uno va a vedere i film o legge i libri di cui hanno parlato, e si accorge degli enormi buchi nell'acqua fatti dal loro argomentare".

Secondo me Citati quando ha scritto "Tolstoj" almeno un paio di opere dello scrittore (che so: la Sonata a Kreutzer e Guerra e pace) li aveva letti prima ;-)

SARA

utente anonimo
18:16, 02 marzo, 2006

Sara: Aspetta, Baricco non se la prende con i due critici. Per questo, secondo me, può anche darsi che lui sapesse che il suo libro era stato in realtà recensito, ma ha voluto comunque lanciare la provocazione sulla critica letteraria in Italia tout court (non lo so, eh, lo dico riflettendoci su).

Critica che è fatta così, è questo il punto. I critici recensiscono per sentito dire: questo va per certo, perché poi uno va a vedere i film o legge i libri di cui hanno parlato, e si accorge degli enormi buchi nell'acqua fatti dal loro argomentare.

Ecco il dibattito intellettuale che può venirne fuori. L'esempio che lui fa dei mandarini è prezioso come un racconto breve di Cechov.
[Ste]
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17:50, 02 marzo, 2006

Baricco ha utilizzato sette colonne per lamentarsi di una cosa che non esisteva. Non mi pare che abbia posto le basi per uno stimolante dibattito culturale: ha attaccato due critici e il loro modo di lavorare senza nemmeno avere avuto l'umiltà di documentarsi (ecco in fatto di umiltà Baricco è proprio carente)Il problema era: io sono "Baricco" questi critici cattivi mi trattano male senza nemmeno degnarsi di dirmi perchè (errore); eppure io vendo tantissimo, sono tradotto nell'universo mondo (secondo errore, anche Dan Brown lo è).

Di "questioni letterarie" ce ne sono state tante, alcune storiche, nate su riviste di settore ma anche in circoli letterari. Alcune godibilissime: se ne dicevano di tutti i colori. Questa non lo è. Uno scrittore che fa il birignao ai critici! :-(
Al contrario di quello che pensa il nostro "scrittore" io ogni tanto (molto spesso a dire il vero) guardo indietro...adesso per esempio mi piacerebbe molto sapere cosa ne avrebbe pensato Auden del triste caso dell'incompreso Baricco:-)

SARA
utente anonimo
16:55, 02 marzo, 2006

Utente anonimo: questo è assolutamente legittimo. Io ho goduto nel leggere Baricco (e mi è piaciuta anche la contro-risposta), nel merito della ragione o del torto si può anche non entrare. A me interessa molto di più il dibattito culturale. (ma perché non ti firmi?)
[Ste]
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16:20, 02 marzo, 2006

A me invece sarebbe piaciuto molto leggere un dibattito in cui Baricco argomentava di letteratura, stile, tradizione, innovazione.... con Ferroni e Citati. Invece lui ha fatto la lagna: come chi? come un "poraccio", senza nemmeno sapere che Ferroni già l'aveva recensito. Io non vivo la figura di Baricco come un trionfo personale ma sinceramente da uno "scrittore" che decide di scrivere un pezzo di "cultura" sul secondo quotidiano d'Italia mi sarei aspettata un po' di più.


utente anonimo
15:58, 02 marzo, 2006

Utente anonimo: benissimo, mica ci sono problemi. Magari argomenta un po' di più, come invito sempre a fare chiunque passi da queste parti.

ANche io sono convinto che Baricco poteva fare una figura, diciamo, migliore. Ma da poraccio. Neanche ce l'hanno fatta Citati e Ferroni. Non ce l'ha fatta nessuno, anzi: dicevo (anzi, lo dico nel post qui sopra) proprio che è una gran cosa che si sia sviluppato questo dibattito.

A me piace, indipendentemente dagli interpreti. Ne leggo volentieri. Che si sia rivelato, o meno, un poraccio, francamente non lo sento come un trionfo o una sconfitta personale.
[Ste]
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15:40, 02 marzo, 2006

Caro Stefano,

a differenza di Marco io mi interesso di letteratura, molta, troppa... (infatti non scrivo) quindi mi permetto di sottoscrivere: Baricco ha fatto la figura del "poraccio".


utente anonimo
12:31, 02 marzo, 2006

Sacrosanto il discorso sullo studio. D'altra parte non è quello che andavo dicendo? La Pausini ha studiato, credo, con la Clerici delle buone ricette di cucina ed eccola strimpellare una nota svociandosi nel proporre pezzi leggeri buoni per 13enni. Altri propongono pietre miliari con la semplicità di una cucchiaiata di gelata.

Come dice il vicerè, lo studio è talmente fondamentale da rasentare - anche questo - l'ovvio. Credo che studiare, confrontarsi, praticare sia tutto e vada fatto per anni e a lungo. O sei Mozart oppure difficilmente comprerò un tuo album (o un tuo libro) prima del compimento del tuo 35 anni di età (vale anche per me stesso).

licenziamentodelpoeta: questa cosa che hanno solo le donne (l'estensione vocale) mi ha sempre portato a dire che l'unico sostituto pensabile per Freddie Mercury nei Queen (sono un appassionato dei Queen), poteva essere una voce femminile. Ora, non so chi e non so come, ma una voce femminile. Così, a intuito: ribadisco che non ne so un piffero di ottave e roba simile.

Caro Marco: grazie per le delucidazioni. Francamente non immaginavo che fosse così "vecchia", la canzone. Nel 1927 quante cose dovevano ancora succedere? Ma tu suoni, il jazz, oltre a saperne?

p.s. non sono d'accordo manco per niente con quello che tu dici su Baricco, ma non a caso ti interessi di musica e non di letteratura ;-)
[Ste]
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12:05, 02 marzo, 2006

Ultima cosa, prometto: Baricco non ha ragione, ha torto marcio ed evidentissimo, e quello è proprio l'articolo di un poraccio, come dite a Roma.

E poi gli è servito solo a rimediare una gran figura da stupido: Ferroni gli risponde oggi sulla Repubblica,

http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/spettacoli_e_cultura/baricco/critic/critic.html

indicandogli che il suo libro, Ferroni l'aveva recensito sì, ah ah ah! Qui e in questo modo:

http://www.giudiziouniversale.it/archivio/numero8/art_03.htm
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11:35, 02 marzo, 2006

Diobono, per sbaglio ho assegnato un corsivo a tutti i commenti: vediamo se riesco a riparare.
Blogger: Vicinelli Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Vicinelli
11:33, 02 marzo, 2006

Ciao Stefano,

molto bello il pezzo. Passo a fare il mio mestiere, che è l pedante oltre che il pazzo del jazz: la canzone di Ella e Louis che ti ha giustamente entusiasmato è Let's Call the Whole Thing Off ed è deliziosa per tutte le ragioni che dici, soprattutt per la naturalezza del canto di que due, e per altre.

Potato Head Blues lo puoi sentire qui:

http://www.redhotjazz.com/Songs/Louie/Hot7/potato.ram

è del 1927 ed è perfino meglio, anche se Louis non vi canta ma vi suona solo (oddio, solo...), e suonando quello che è forse il più famoso assolo di tutto il jazz "racconta una storia" meglio che se parlasse.

Ciao

Blogger: Vicinelli Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Vicinelli
10:02, 02 marzo, 2006

sono piuttosto d'accordo con il vicerè. la preparazione e lo studio sono fondamentali. la genialità e il talento stanno nel rendere sublime l'ovvio, epurandolo dall'inutile, sintetizzandolo alla purezza. solo se maneggi con estrema facilità e familiarità l'arte che proponi puoi permetterti di arrivare alla genialità dell'ovvio. altrimenti, ti tocca di urlare per sovrastare il nulla.
Blogger: 003 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 003
09:36, 02 marzo, 2006

(verissimo il discorso sull'ovvio, comunque: pensa pure a un pezzo come It Don't Mean A Thing If It Ain't Got That Swing)
Blogger: licenziamentodelpoeta Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente licenziamentodelpoeta
09:33, 02 marzo, 2006

Tre ottave di estensione vocale ce l'hanno in pochissimi/e (anzi, in genere ce l'hanno quasi solo le donne). Gente come Kate Bush, o Dee Dee Bridgewater, o... vabbè, si sarà capito.
Blogger: licenziamentodelpoeta Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente licenziamentodelpoeta
#9  
08:55, 02 marzo, 2006

baricco per me ha ragione, tranne quando recita con saccenza la solita tiritera “se-migliaia-di-persone-comprano-i-miei-libri-allora-ho-ragione-io-pappappero”.
Blogger: Giggi76 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Giggi76
#8  
19:42, 01 marzo, 2006

E' vero quello che tu dici sulla semplicità e immediatezza della (grande) musica, ma spesso i geni riescono a rendere semplici quello che in realtà è mostruosamente complesso (ovvio...).

Io credo che il grande musicista debba arrivare alla semplicità che racchiude tutto. C'è una "frase" di G. Benson (nella cover di Summertime con Kenny G, all'inizio) che mi porta facilmente alle lacrime.

Bene, quell'omone - che tra l'altro ha anche una voce da far venire i brividi - è pressocchè onnipotente sullo strumento. Riesce a fare tutto, ma proprio tutto quello che gli passa per il cranio. Eppure, riesce a sintetizzare questo "tutto".

Lo studio non può portarti a questo, ma può permettere al musicista di essere pronto - quando e se mai ci si dovesse arrivare - ad esprimere realmente quello che ha dentro. Per questo ho sempre diffidato di quelli che trascurano la tecnica (e me ne ricordo a iosa...). "Ahò ma che te studi le scale?", "ohh che palle co' sti gruppi di ggente che sgaggia sullo strumento". E' vero, a volte si esagera. Ci sono bandmusicisti che sono più atleti che artisti, eppure...eppure sono sicuro che, un giorno, il pischello che fa cover perfette dei Dream Theater a 20 anni, possa sempre "depurarsi" degli eccessi. Non succede il contrario. Senza lo studio matto e disperatissimo l'artista è monco.

Ascoltatescaricate Ella Fitzgerald con Joe Pass (in particolare il pezzo "Nature Boy"). E' musica pura.

Giggimassi: Puoi riempire ogni commento di ogni tipo di freddure e simili! Posso dire di vivere di pastasciutta e cazzate.

P.S.
Tra un'ora c'è Italia-Germania. Tutti coloro che provano dell'astio nei confronti della nostra Nazionale Italiana (per le ragioni più disparate)sono pregati di tifare ardentemente per gli Alemanni. In caso di vittoria, infatti, dell'Augusta Patria Nostra potreste essere colpiti al cuore da un post di tipo Risorgimentale.

Viva l'Italia!

il Vicerè



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#7  
18:04, 01 marzo, 2006

Ste, come ti conosciamo io e tuo padre, nessuno...

Latifah, prego.
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#6  
18:01, 01 marzo, 2006

OT: caro Marcus, l'articolo di Baricco l'ho letto e riletto. La cosa curiosa è che stamattina, come ho messo piede fuori dalla camera, mio padre mi ha messo La Repubblica in mano e mi ha detto. "Leggi Baricco! Verso la fine dell'articolo mi pareva di leggere le cose tue!". Quindi, per dire: ci hai drammaticamente preso.
[Ste]
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#5  
17:59, 01 marzo, 2006

@marcus: intanto, ti ringrazio io per la segnalazione dell'articolo di Baricco. Anch'io non sopporto certo "snobismo" letterario. Tanto di cappello, perché quelle due stroncaturine le avranno lette (o notate) alcune migliaia di persone, e così lo "stroncato" le amplifica e contrattacca.

@ste: Però a me dispiace non aver visto la Oxa a Sanremo... Come curiosità antropologica, più che altro. Ne parlano tutti, in prima pagina. Ho scoperto chi erano Costantino e Zequila con un anno di ritardo. Son mancanze.
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#4  
17:23, 01 marzo, 2006

Sono assolutamente OT, Ste, ma questo lo devi leggere:
http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/spettacoli_e_cultura/baricco/baricco/baricco.html
Io non amo Baricco, ma qui condivido parola per parola, ed ha idee che piaceranno anche a te (soprattutto verso la fine dell'articolo)
Blogger: MarcusDaly Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MarcusDaly
#3  
17:01, 01 marzo, 2006

Ah, leggendo il commento di Giggi ho capito perché sei arrivato di corsa da me...;-D***** (giurami che proverai anche tu, dai!)
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#2  
16:57, 01 marzo, 2006

...mi sa che ero off topic. Comunque oggi anche Placidasignora parla di Patata, allora è proprio vero che tira ;-)
Blogger: giggimassi Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giggimassi
#1  
16:53, 01 marzo, 2006

L'Ovvio, sono fissato, è la punta dell'iceberg della genialità

Quanto è vero! Io per esempio adoro le freddure, le cazzatone che ti vengono in mente di getto, i calembour, lo spirito di patata (pardon, Potato)...credo che siano manifestazioni di superiore intelletto.
Blogger: giggimassi Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giggimassi

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