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Commenti
#3
09:32, 07 marzo, 2006
Sai, a volte mi chiedo se sia utile la verità.
Al di là del fatto che non credo esista (o almeno, ne esistono sempre almeno due) ricordo con piacere periodi della mia vita in cui ero immerso nella menzogna: in uno di questi ho assaporato per quattro giorni quella che forse è stata una delle mie pochissime, grandi felicità.
Poi è andato tutto a puttane.
Poi adesso non ci riesco più.
Però.
Però un cazzo
, potresti dirmi.
Già
, ti risponderei io.
E siamo ancora qui.
Un abbraccio.
RobertoTossani
#2
17:30, 02 marzo, 2006
Da sempre, da sempre da quando ti leggo, penso che ci siano possibilità possibili. Anche ora, parli di qualcosa che richiama alla memoria una me che c'era. E sì, lo scontro con quella gravità, in cui io sono la stessa forza di gravità. Ma sono nella pellicola di kill bill senza preparazione: seppellita viva e nessun maestro dei maestri che abbia reso forti le mie mani. Assolutamente consapevole di essere la cosa più pallosa del mondo, più pallosa di 365 giorni di pioggia divoraossa. Più pallosa della sabbia dentro il costume. Eppure, per quanto possa essere terrificante per chi legge, nella casa del mio omerico giardino, lì, ancora, riesco a sentire un po' di verità.
E.B.
#1
15:41, 02 marzo, 2006
Ho sempre pensato al silenzio come a una presenza, piuttosto che a un'assenza.
E ho sempre amato mangiare gli avanzi.
Il che non significa niente, solo che si possono leggere le parole e i sentimenti in modi diversi.
E leggersi, a volte: più leggeri.
Ciao.
RobertoTossani
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