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Commenti
#6
21:33, 08 marzo, 2006
Ringrazio Marco per la segnalazione della Comunità degli inguaribili dissidenti, di cui faccio parte (www.primumvivere.splinder.com).
Rimane aperto l'invito a parteciparvi attivamente, per quanto uno possa "pensare volere sentire" tutto ciò - un po' di Goethe non fa male, la scuola Steiner ha lasciato il segno.
Lorenz
pistorius
#5
19:36, 08 marzo, 2006
meglio morire in piedi che vivere una vita in ginocchio..prof ho scoperto di chi è!Niccolò
utente anonimo
#4
18:27, 07 marzo, 2006
Sono d'accordo, denunciare un eccesso di espressione non è che un modo per mascherare le cose. Votarsi poi ad una "salvaguardia" dell'unicità della shoah lo trovo (nonostante la stima per Ovadia) francamente ridicolo. Chi salvaguarda un'unicità delimita, limita, definisce: dunque esclude. E l'esclusione, l'eccezione, non è proprio ciò che fonda alla radice la forma campo? Gli ebrei, se davvero vogliono preservare un'autentica memoria, dovrebbero aprirsi piuttosto che escludere...e riconoscere che di shoah non potrà esserecene mai una sola. Che senso avrebbe, altrimenti, ricordare?
sestoempirico
utente anonimo
#3
17:57, 07 marzo, 2006
Sì, sono d'accordo per il 'più scarto'. Ma questo è un modo di porre la questione, intanto, di stendere la 'trama' 'nera'. (E poi, un libro che si chiamava 'campi italiani' sarebbe parso un trattato di agronomia...)
alderano
#2
09:20, 07 marzo, 2006
ciao sono Francesco Forlani e vorrei scriverti. A quale indirizzo?
effeffe
utente anonimo
#1
21:02, 06 marzo, 2006
Il 'paradigma del campo' non è una metafora. E, a partire da 'Homo sacer', questo paradigma 'bio-politico', nel senso specifico della definizione, è tra i pochi strumenti di chi vuole analizzare lo statuto della politica contemporanea. L'unica 'critica' - mettiamola così - che potrei fare rispetto il titolo, è la persistenza del termine 'lager' in luogo di 'campo'.
L'inscrizione dei CPT nel paradigma di interpretazione dei 'campi' avrebbe, forse, domandato 'più scarto'.
Ma, dove la questione 'resta' la stessa', dopo verrà la distinzione politica.
Ed è profondamente 'filosofica'.
emilio/millepiani
utente anonimo
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