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Commenti
#3  
17:46, 08 marzo, 2006

appunto: a Soavi, autodichiarato regista di genere, poco importa soffermarsi sul background del vissuto che ha prodotto un uomo cosi votato al male
alpoisson
utente anonimo
#2  
11:21, 08 marzo, 2006

In realta' penso che tutto il male prodotto da Giorgio non sia gratuito, in quanto e' sempre indirizzato all'ottenimento di un vantaggio, semplicemente e' spontaneo e aproblematico. In quanto tutti i sui problemi etico-morali sono stati risolti con lla morte dell'etica e della morale.

Se devo fare una critica al film direi che manca una dimensione del personaggio principale. Egli appare unidimensionale, solo un uomo perduto. Dov'e' il ricordo di prima? Il dubbio? L'incertezza? Manca una dialettica interna dell'uomo, fosse anche solo uno sguardo o un gesto.

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#1  
23:31, 07 marzo, 2006

in realtà mi sembra che dal film di Soavi ( non conosco il libro di Carlotto) emerga un personaggio più virato sul "cattivo a tutto tondo".Le tue giuste riflessioni si adattano all'ultima parte ma nel primo tempo vediamo un uomo votato al male assoluto, che ad esempio ricatta un "collega" per avere la moglie.Fino e che punto c'entra in questa gratuità del crimine, il suo passato? ciao alpoisson
utente anonimo

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