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Commenti
#22
13:33, 16 marzo, 2006
Che pena, che pena.
Il giorno in cui i blogger smetteranno di attaccarsi alle singole paroline mal poste (manco un ufficio stampa è così sistematico) sarà forse il giorno in cui potranno godere di credibilità.
Fino ad allora, si resta nel regno delle pippe transatlantiche.
utente anonimo
#21
10:46, 16 marzo, 2006
La presenza o meno di conversazioni private non viene minimamente suggerita, se dici adesso questa cosa non se ne capisce il motivo, non sarebbe stato più facile disinnescare questa "disfida" tre risposte fa con la semplice notazione che si trattava tutto di un gioco tra te e kekkoz?
Di fatto, comunque, non mi riguarda la presenza delle suddette, hai accettato di parlare e spiegare e adesso vieni a dirmi questa cosa del "rendere conto"? Se abbiamo avuto questo scambio di opinioni lì sul blog è perché evidentemente pare ad entrambi un luogo relativamente confortevole. Se alla Massa, che magari ha la stessa opinione del padrone di casa, non è dato di controbattere in un "luogo" aperto e tranquillo come questo che conclusione se ne deve trarre?
Ho sbagliato registro, forse, ma quello che ne è seguito, fin qui, è ridicolo.
L.
utente anonimo
#20
18:40, 15 marzo, 2006
Ci sono anche conversazioni private, pregresse e ridancianamente irresponsabili tra me e il titolare di questo blog, come quella a cui si riferiva quell'inciso.
Ma tanto chi si ne frega: è mooooolto più importante gettare il guanto della disfida intellettuale a quelli con un'opinione diversa.
(in fondo è tutta colpa mia: siamo *già* arrivati alla fase in cui rendere conto di ogni accenno di sillaba è un atto dovuto alla Massa, e non me ne ero accorta)
utente anonimo
#19
15:53, 15 marzo, 2006
mi dicono che ci sono cose più divertenti da fare, ma anche no.
C'e' comunque una gran differenza tra la reciproca confutazione ad lib.e l'asserzione che
tu stavolta hai capito proprio poco
, lo sai, vero?
Luigi
utente anonimo
#18
15:39, 15 marzo, 2006
You say to-mà-to, I say tò-ma-to.
Potremmo andare avanti all'infinito a confutarci, lo sai, vero ?
(Violetta)
utente anonimo
#17
14:43, 15 marzo, 2006
La religiosità di Cash (straripante ancor più dopo il '70) al pari dell'impegno sociale (piuttosto forte in questa fase iniziale della carriera) non sono stati chiamati in causa perché la loro presenza nel film è risibile e risicata, i canti devozionali e lo studio della bibbia del fratello nell'infanzia sono poco più che correlati della definizione dell'epoca/luogo: è il legame con una tradizione che JC innoverà profondamente (anche questo relegato alla sola battuta "possiamo anche suonarla più veloce" o simili detta a June).La struttura inevitabilmente teleologica (e quindi moralistica?) del fashback (e quindi del biopic?) che subisce le connotazioni della sequenza d'apertura (il corvo, JC silenzioso e distante, etc) giustifica in qualche modo la presunta scelta di convenzionalità: presentati subito i tratti definitori poi si tirano i remi nella barchetta della narrazione. Il cammino del pellegrino -se proprio vuoi dare un riferimento cristiano che però ha ben poche prove interne al film, se ne ha - è un modo per sostenere una presunta metafora profetica/messianica per dare un senso a quella che a me pare null'altro che la realizzazione del canone del biopic così com'e' storicamente, nudo e crudo qui al punto che la rarefazione dei tratti caratterizzanti è tale da non caratterizzare affatto, al punto di fare del protagonista (che ha senso solo storicamente e al-di-fuori della diegesi come individuo degno di essere biopicizzato) una macchietta di sè stesso (come nella spiegazione del perché si vestisse sempre di nero, per dire).
La tua prospettiva - a mio modo di vedere - avrebbe sostanza per reggersi se ci fossero filmic cues a reggerla che mi pare non ci siano. Allora si potrebbe anche dire dell'impossibilità di incidere sull'Icona che fa da scudo all'uomo, ma anche qui la lettura sarebbe, quanto meno, al secondo grado. O ancora altro, volendo.
Una scelta consapevole di convenzionalità circa l'impianto (o di semplicità, al limite, volendo) dovrebbe essere individuabile come funzione nell'impianto stesso, altrimenti di ogni polisemia facciamo ricchezza e regressione all'infinito.
sono andato lungo, pardòn.
Luigi
utente anonimo
#16
12:39, 15 marzo, 2006
Rischio di dilungarmi, quindi chiedo scusa in anticipo al padrone di casa.
Mi sembra che nessuno qui (sia chiaro, non è una colpa) abbia tenuto in considerazione la straripante religiosità che tale e tanta parte giocò nelle vicende personali/professionali di Cash.
La convenzionalità dell'impianto (che infatti, caro Luca, non nego) è talmente insistita da essere una scelta molto precisa, riconducibile proprio all'idea di un "percorso di fede": prima brandita contro ogni evidenza (famiglia problematica, povertà, tragedie), poi esaltata (la musica gospel e devozionale), poi messa in crisi (stile di vita rocchenroll, tentazioni adulterine), poi sradicata (tossicodipendenza, perdita di senso) e poi - tadàn - recuperata più forte e più gagliarda che prima, con il nuovo matrimonio e la decisione di esibirsi al penitenziario di Folsom.
Non a caso la battuta con cui Cash liquida chi non vorrebbe farlo suonare davanti ad assassini e stupratori suona più o meno come: "se il mio pubblico di cristiani volta le spalle a quella gente, allora non sono dei veri cristiani". E non a caso il percorso parallelo di June Carter è molto più duttile e ricco.
Anch'io (da non cristiana quale sono) avrei preferito un biopic meno convenzionale, ma in quest'ottica il Cammino del Pellegrino ci sta tutto.
Violetta "adoro Johnny Cash anche se non voglio bene alla Vergine Maria" Bellocchio
utente anonimo
#15
11:15, 15 marzo, 2006
Garella vs. Bellocchio.
altro che pres. contro prof.
kekkoz
#14
11:12, 15 marzo, 2006
mi sono mangiato la firma, ero io l'antipatico anonimo di cui sotto.
quindi, sì, mi riferivo a quello che hai detto a kekkoz.
In questo film quali sono secondo te i motivi perché fosse
girato in maniera tanto piana e convenzionale
, anzi quali sono quelli che ti fanno dire che non è una semplice banalità che si regge su uno scheletro povero e sulle consuete scelte strutturali da miniserie.
solo perché ho capito proprio poco.
LG
utente anonimo
#13
10:49, 15 marzo, 2006
Anonimo, dicevi a me ?
utente anonimo
#12
10:39, 15 marzo, 2006
la Whiterspoon farà anche il suo porco lavoro, ma questo vuol dire che la maggior parte delle attrici di Hollywood non lo sa fare :-). Per me si distingue abbastanza dalla massa, diamogli tempo...
Rizar
#11
13:45, 14 marzo, 2006
ci si dica quali sono questi motivi! per pietà
utente anonimo
#10
14:56, 13 marzo, 2006
Tu non sei un uomo senza più cuore. Anzi, ne hai ancora un bel po'. Perchè io ho pensato le stesse cose ma non ho avuto cuore di scrivere più di
quel che ho scritto
.
UnoDiPassaggio
#9
13:53, 13 marzo, 2006
Devo ammettere che mi è scappato un "bel film" invece che una "discreta idea" solo perché L.A. is my lady (cit.) e mi mancano da morire gli amici di laggiù. Da vecchi si diventa sentimentali.
Bisogna dire, però, che con dialoghi degni di un telefilm di Hallmark, è normale che sfiguri pure Matt Dillon, uno dei pochi che dovrebbe accendere un cero al doppiatore italiano.
Tornando a Johnny Cash, la facciadiculo di aver cantato "25 minutes to go" ai carcerati, beccandosi pure l'applauso, merita senz'altro un Joaquim Phoenix in stato di grazia e il dialetto della Whiterspoon in grande spolvero, se non altro a parziale rimborso dei "cheppalle, non lo reggo!" di rito appena qualcuno, ai bei tempi, metteva un suo disco in mia presenza.
Da vecchi si diventa anche poco obiettivi.
ladystardust
#8
10:42, 13 marzo, 2006
@escuolatis: a me invece il cinema USA contemporaneo sa
anche
piacere molto, ma a questo preferisco mille volte - per dirne due recenti che annullano ogni pregiudizio possibile - un tommi ligiòns o un terensmalik.
@antonella: il tuo confronto non fa una piega, anche se non sono proprio d'accordo - perché più ripenso a crash più penso che sono stato troppo gentile nel post di allora.
comunque anch'io di entrambi ho visto le versioni originali (quando sento che non posso prescinderne, eh, preferisco dotarmene)
@violetta: sì, probabilmente ci saranno anche, ma li sentirei come scusanti.
@antonella, alpoisson, jecke: volevo solo provocare, in realtà la reesuccia non mi dispiace poi così tanto (esteticamente proprio per nulla, poi) solo che la sua performance non è roba da standing ovation.
fa il suo porco lavoro, appunto.
kekkoz
#7
10:18, 13 marzo, 2006
Oddio, io il film intero non l'ho visto, ma dagli spezzoni (specialmente quelli canori) mi sembra che la Witherspoon non sia proprio una sòla.
jecke
#6
10:03, 13 marzo, 2006
"questa tizia da niente fa tutto sommato niente più che il suo pulitissimo porco lavoro, e si porta a casa lambitastatuettammericana. Oh, contenta lei, contenti tutti. "
GRANDE !
alpoisson
#5
09:56, 13 marzo, 2006
...un motivo su tutti? se uno è un pessimo regista...crash è un brutto film, recitato pure male...altra occasione persa...
ponchprod
#4
09:48, 13 marzo, 2006
Escualotis ha ragione, e tu stavolta hai capito proprio poco, caro Kekkoz: ci sono degli ottimi motivi se un film viene girato in maniera tanto piana e convenzionale.
(Violetta)
utente anonimo
#3
03:02, 13 marzo, 2006
Walk the line è l'esatto contrario di Crash: il primo è un brutto film recitato da dio, il secondo un bel film recitato da cani.
mi riferisco, ovviamente, alle versioni originali.
D'accordo su tutto, ma la mia reese non è una tizia da niente, vedere Freeway per credere.
ladystardust
#2
22:15, 12 marzo, 2006
A me non è dispiaciuto, forse perché - e non è un bene - ho un pregiudizio sfavorevole verso il cinema USA contemporaneo. Diciamo che non m'aspettavo assolutamente niente di meglio: per essere un film americano va bene così.
utente anonimo
#1
21:38, 12 marzo, 2006
già...che vergogna di film...un'occasione sprecata...concordo in tutto...e due...
ponchprod
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