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Commenti
#5
15:32, 22 aprile, 2006
Effe, potrei rispondere che quel Dio non chiede niente più di quanto non sia stato pronto a fare Egli stesso - ma il proprio figlio no, capisco non si sia disposti a toccarlo.
Eppure, mentre scrivevo pensavo a quante volte un bimbo si affida al padre, pensando appunto che nessun pericolo può venire da lui, e invece proprio da lì viene la minaccia. Per un interesse "superiore" (una fede, a volte, ma a volte un capriccio o un amore deviato - e non so decidere cosa sia peggio) qualcuno È disposto a far male al proprio figlio.
Sì, Giorgi... povero capretto. i sacrifici di sangue, per fortuna , sono sempre meno richiesti (ma sul sacrificio, se richiesto o offerto, il discorso sarebbe forse più lungo).
riccionascosto
#4
15:25, 21 aprile, 2006
Dalla casa di Hilde all'evocazione biblica...Accidenti! Le richieste di sacrificio al dio sono l'aspetto più odioso delle religioni, no? Povero capretto.
giorgi
#3
11:03, 21 aprile, 2006
neppure per un Dio, mai.
Venga giù a chiedermelo, se ne è capace, mi guardi negli occhi e pari, se gli riesce, il colpo di coltello
Effe
#2
10:50, 21 aprile, 2006
Già.
Anche la piega che ha preso la scrittura, mentre pensavo al contrabbandiere della canzone, a padre e figlio, alla montagna e alla capra... un déja vu non visto.
riccionascosto
#1
22:20, 20 aprile, 2006
ma pensa. mentre leggevo mi è venuta una sensazione strana, come di un déja vu.
in realtà prima ancora che alla canzone l'avevo ricollegato a un ricordo d'infanzia di un mio amico montanaro, ma non mi pareva davvero che mi avesse mai raccontato questa storia qui.
che sensazione bizzarra, riccio.
Flounder
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