Lascia la tua opinione

Commenti
#8  
20:37, 18 maggio, 2006

Non riesco a distogliere lo sguardo dalla foto con la maglia dell'argentina e la coppa del mondo.
pat
Blogger: noantri Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente noantri
#7  
20:16, 18 maggio, 2006

Di Maradona ho pochi e vaghi ricordi visto che ero una bambina e la mia priorità era Barbie Fior di Pesco.
Ne percepivo però la grandiosità: a scuola tutti cantavano "Ommammammammamamama...", i maschi parlavano sempre di Maradona. Ecco io rimpiango di non averlo mai visto giocare dal vivo, di non essermi mai stupita anche solo in tv perché troppo piccola. Tu Ste sei fortunato perché anche se allora non hai capito nulla eri lì, al San Paolo, con a pochi metri il calciatore più forte di tutti i tempi. Quell'argentino con la faccia da napoletano.

ps: anche io maniaca di Indietro tutta.... ero tra quei bimbi tonti che andavano a chiedere al supermercato se avevano il Cacao Meravigliao...
Blogger: Lizen Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Lizen
#6  
19:59, 18 maggio, 2006

Considero Maradona qualcosa in più di un semplice calciatore. E' un'icona del '900 nel bene e nel male.

E' stato l'ultimo grande personaggio ad essere venerato, nel senso più pieno del termine. Ha vissuto a Napoli come un Faraone, ed ha fatto bene, perchè ne aveva diritto. Il diritto innato dei geni.

Non si può pretendere la normalità dai geni. Da un lato c'è Diego, Best, Garrincha, dall'altro ci sono i normali, i bravini, gli educati.

Ricordo con nettezza questo: Italia-Argentina, 1990. Ero a Civita a casa del mio amico Adamo. Eravamo seduti per terra ed eravamo soli. Ricordo che si discuteva in TV su come fosse possibile che i napoletani tifassero per l'Argentina, per Diego.
Quella notte avevo il terrore, quello vero dei bimbi, che il sogno finisse lì per mano (piede?) di quel "nano" (così lo chiamavamo, per esorcizzarlo). Sapevamo che era onnipotente.

Finì come finì. E il San Paolo divenne Buenos Aires.

Dopo circa 16 anni ho "perdonato", in cuor mio, i napoletani per quel loro "tifo contro".
Perchè quello non era tifo, nemmeno gratitudine sincera, almeno non del tutto.
Era devozione pagana del Genio, e io la rispetto.

il Vicerè




Blogger: noantri Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente noantri
#5  
19:15, 18 maggio, 2006

Pat: Sono quasi sicuro di sì. La gara di ritorno fu una tipica partita alla Zeman: lo dico più che altro in chiave di "sfortuna" e devastazioni arbitrali.
[Ste]
utente anonimo
#4  
17:37, 18 maggio, 2006

Ste: Col Borussia c'era ancora il Boemo in panca?

Settantasette: Roma giallorossa saluta gli amici friulani.
pat
Blogger: noantri Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente noantri
#3  
16:36, 18 maggio, 2006

Settantesette: straordinaria testimonianza, grazie. Mi hai fatto venire in mente due cose, voglio raccontarle anche io.

- La prima volta che vidi giocare Roberto Mancini allo stadio Olimpico con la maglia della Lazio. Prima di campionato, contro il Napoli. Terminò 2-0 per noi, Mancio sfornò un assist e un goal: tiro al volo sul primo palo, una cosa fantastica. Ma era il modo di stare in campo e la sensazione DISTINTA che lui capisse realmente in anticipo cosa fare del pallone e della partita, a strabiliare. E con "anticipo" non intendo quei due o tre secondi: Mancio dava l'idea di aver capito tutto, già durante lo scambio dei gagliardetti. Me ne tornai a casa esaltato.

- La seconda. Lazio-Borussia Dortmund, quarti di finale di Coppa Uefa. Uscimmo male nella gara di ritorno, con un pessimo arbitraggio e un Boksic irritante. Durante l'andata, ci fu un cross dalla destra per Signora. Il capitano entrò in area coordinatissimo e provò la bomba al volo di sinistro. La palla impattò sul palo alla sinistra del portiere immobile, percorse tutta la linea di porta passando dietro le spalle dell'estremo difensore tedesco, impattò sull'ALTRO palo e tornò in campo. Il Tiro Perfetto, mai viste tante occasioni da gol sprecate in UNA SOLA conclusione.
[Ste]
Blogger: noantri Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente noantri
#2  
14:02, 18 maggio, 2006

I miei due centesimi di nostalgia, dal lontano Nord-Est.

1983-1985, io tredici-quindicenne, Stadio Friuli:

Udinese-Napoli, Zico e Maradona in campo, e Diego ci segna pure con la mano, come farà all'Inghilterra nei quarti del mondiale '86...

Udinese-Juventus, Platini segna con una punizione liftata e Zico va a stringergli la mano...

Udinese-Roma, la Roma di Falcao e Pruzzo, poi campione d'Italia...ma ad Udine perde. '85° minuto, 0-0: dal portiere dell'Udinese Brini palla al terzino sinistro De Agostini...(bello quando i terzini si chiamavano così: ma che minchia sarebbero gli "esterni" e i "laterali"?)... "Dega" allunga ad un certo Causio, che alza la testa, e lancia di prima con l'esterno destro...40 metri di lancio perfetto...Zico lascia rimbalzare, entra in area, e tira di collo pieno nell'angolino opposto. Se non ci fosse stata la rete, a me nella curva Nord quel pallone sarebbe arrivato in faccia...quell'azione è a tutt'oggi il mio più bel ricordo di calcio.

Ed oltre ai grandi campioni, tanti mitici comprimari. Uno su tutti: Palanca del Catanzaro (allora in A), che tirava in un modo che Roberto Carlos nemmeno si immagina: una volta, una sua punizione da trenta metri a Udine ha preso la traversa in pieno, e il pallone è ritornato fino a centrocampo...
Agh. Sono passati più di vent'anni. Che figata, però.
Blogger: settantasette Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente settantasette
#1  
13:04, 18 maggio, 2006

Su Diego non saprei proprio cosa aggiungere ma vi racconto un aneddoto: io adoro alzarmi tardi la mattina, anzi sono uno di quelli che crede che la mattina sia proprio fatta per dormire. Praticamente buttarmi giù dal letto è impossibile, soprattutto tra le nove e le dieci. per paradosso se mi chiamate alle 6 sono vispo come un fringuello, non so perché. Comunque l'aneddoto è legato a Maradona. Lo scorso anno mia madre entrò in camera mia che erano appena le 8 e mi sussurrò: "Patrì, guarda che Maradona sta morendo". Era la terribile notte in cui Diego era stato ricoverato a Buenos Aires. Ricordo perfettamente che balzai dal letto e corsi a leggere il televideo. Mi vestii e andai subito al lavoro dove trovai i miei colleghi preoccupatissimi (uno in particolare è di Napoli). Seguimmo la vicenda con così tanta passione che sono convinto che Diego è guarito anche grazie a noi. E a Fidel, naturalmente...
pat
Blogger: noantri Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente noantri

Scrivi un commento
Nome: utente anonimo
Blog:

Il tuo commento:

Puoi usare i seguenti tag HTML nei commenti: <a target="_blank"><b><i><br>


http://www.splinder.com/trackback/8084297

*Entra o Registrati per commentare con un tuo nick :)