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Commenti
11:14, 30 maggio, 2006

Non proprio.....lei abita in valle e io vicino alla città.....sarebbe il colmo ma potrebbe capitare ehehehhehe:)
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#9  
10:26, 30 maggio, 2006

Teo, vi siete conosciuti sulla rete e magari siete vicini di casa :-)))
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#8  
10:24, 30 maggio, 2006

Ceci, la cana è quanto di più bello ci possa essere, da quando ti lava la faccia al mattino per svegliarti, all'ora di metterla a nanna la sera sussurrandole la buonanotte...
non conoscevi il Vecchioni di "Per Francesco"? Te lo consiglio vivamente, perchè è quello "vero", più impegnato nella ricerca interiore. Ho trovato questa recensione di Elisir, l'album da cui è tratta Per Francesco e che, a mio avviso, è un capolavoro....si sofferma su Figlia, un vero gioiello, ma quel disco merita tutta l'attenzione, da Velasquez ad Un uomo navigato.

...Su questo “Elisir”, dunque, vale la pena di soffermarsi, quale grande esempio di canzone d’autore italiana in un momento in cui la canzone d’autore italiana iniziava a mostrare un po’ di stanchezza, presagendo forse la mazzata quasi letale somministratagli dall’avvento del punk nel giro di un paio d’anni. “Elisir” arriva dopo tre album “artigianali” e poco distribuiti (ancorché tutt’altro che disprezzabili) come “Parabola”, “Saldi di fine mese” e “Il re non si diverte”, e l’eccellente “Ipertensione”. E’ un album sul viaggio, il viaggio dell’uomo inteso nella sua accezione più ampia. Viaggio alla scoperta del mondo e viaggio alla scoperta di sé stessi, viaggio da fare da soli o viaggio da fare insieme, viaggio per mare o viaggio per anima… un percorso sempre e comunque a ostacoli raffigurato fin dalla copertina che riproduce il gioco dell’oca con tutti i suoi trabocchetti. “Un uomo navigato” che apre il disco è un po’ il paradigma di tutto questo: ricordando musicalmente il Dylan di “Desire”, prepara a tutti gli itinerari possibili che seguiranno, tra onde o tra contraddizioni. “Velasquez”, che musicalmente sembra rubata a Neil Young, racconta della voglia di andare che lotta con la voglia di tornare, “Effetto notte” dice di un viaggio, seduto al tavolo di un bar, di un amore solo e senza speranza, “A.R.” di un altro amore, altrettanto solo, altrettanto disperato. “Canzone per Francesco” è il viaggio di vita fatto assieme a un amico (Guccini, nella fattispecie), “Figlia” il viaggio che, da padre, Vecchioni profetizza/promette/minaccia alla figlia che quel viaggio deve ancora cominciarlo.
Proprio “Figlia” rappresenta il punto più alto del disco e uno dei vertici assoluti della carriera artistica del “professore”. Qui, a una melodia di pacata semplicità e a un testo di sottile, grandissima poesia (ma anche di solido impegno politico, nel senso più nobile del termine) fa da contraltare una veste musicale faticosa e scarna (una chitarra, un basso e, dopo, il violino di Lucio Fabbri) che concede poco all’ascoltatore. Ma quella che sembra a prima vista un’incongruenza, risulta invece una scelta assolutamente azzecata. A posteriori, l’unica scelta possibile. Un arrangiamento sontuoso che avesse assecondato melodia e testo avrebbe banalizzato la canzone, e ne avrebbe forse nascosto il testo negandogli quell’attenzione che invece deve avere. E poi la vita non è facile, lo dice Vecchioni nella canzone (E figlia figlia / non voglio che tu sia felice / ma sempre contro finché ti lasciano la voce / vorranno la foto col sorriso deficiente / diranno “non t’agitare che non serve a niente” / invece tu grida forte la vita contro la morte”) e il brtano, anche musicalmente, lo sottolinea. Un sacco di cose, quindi, dentro questo brano, racchiuso dentro un disco pieno di cose. Solo un anno dopo sarebbe arrivato il grande successo di “Samarcanda” travisato da gran parte del pubblico ma non da Vecchioni che avrebbe continuato sulla propria strada incurante degli applausi di un pubblico raccolto per caso e riperso subito dopo.
Lucio Mazzi
Visita il suo sito: www.luciomazzi.com
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#7  
00:07, 30 maggio, 2006

Personalmente no, ci siamo conosciuti anche noi qui sui blog....potenza della rete ;)
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#6  
23:08, 29 maggio, 2006

vero, la cosa più bella.
bellissima questa canzone. non la conoscevo. onta su di me!
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#5  
22:07, 29 maggio, 2006

Un'altra bergamasca? Ma dai! Vi conoscete?
Ciao Explorer, il cane è un compagno (in questo caso una compagna) ed un maestro di vita. Vivere con un cane è la cosa più bella che ci sia...
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#4  
21:40, 29 maggio, 2006

Credo che un'amico più fedele del cane e difficile trovarlo,e se lui ci riesce,ti stà vicino fino alla fine dei tuo giorni,ciao buona notta.
:-)
L'ESPLORATORE
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#3  
21:07, 29 maggio, 2006

Un po' di "campanilismo" divertente: evvai una bergamasca come me nei link di Carlo ehehehheeh ;)
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#2  
19:51, 29 maggio, 2006

Ciao Sabri, ti ho linkata anch'io. Evvai con i cantautori ;-)))
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#1  
13:49, 29 maggio, 2006

Bellissima!!! E grazie della citazione! Ti ho linkato così passo spesso a trovarti!!! Ciao ciao
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