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Commenti
#6  
14:23, 17 febbraio, 2007

E' un peccato che questo fantastico blog non venga più aggiornato. :)
Blogger: ABS Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ABS
#5  
23:07, 11 gennaio, 2007

Passa a sentir la mia musica e dimmi!
CiaU
Blogger: dzikr Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dzikr
#4  
06:26, 05 novembre, 2006

Leggo solo ora il tuo commento che senzaltro mi dà un incentivo per contimuare l'argomento, pensavo di proporre un esempio musicale tratto dal libro di De la Motte. Appena ho un po' di calma con i problemi della vita scrivo subito.
Grazie del commento e ciao
utente anonimo
#3  
15:24, 27 ottobre, 2006

Interessante. Quando la seconda puntata?
Blogger: aydilber Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aydilber
#2  
00:22, 11 agosto, 2006

>ma con tutto questo tuo >ragionamento cosa vuoi dire?E' >solo un tentativo di chiamare >qualcosa che di per se ha da >sempre una sua verità con un >altro nome o c'è di più?


veramente vorrebbe esserci di più, non fine a se stesso ma in relazione alla sensazione musicale.


>Credo che ogni tanto sia utile nn >tralasciare i significati psicologici >della musica, che di per se è un >linguaggio, un linguaggio perfetto >fondato su precisi rapporti >matematici, che tanto ben si >sposano e hanno assai significato >per i nostri orecchi (almeno così' >credo anche se è tutto da >dimostrare)...


sono daccordo


>mi viene in mente Chomsky, un >linguista che ha proposto un >ottimo sistema di grammatica >generativa utilizzando un sistema >ad albero per spiegare qualsiasi >enunciato prodotto dall'uomo...se >chiamassimo "sintagma nominale" >il "sintagma verbale" e viceversa >ma entrambi mantenessero la >stessa gerarchia e importanza >cosa cambierebbe?


penso non cambierebbe nulla, se ho afferrato il pargone.


Cercherò di spiegare quello che volevo dire e dove volevo arrivare: Ho iniziato il mio regionamento partendo dalla speculazione pitagorica proprio per darne una visone storica, che non apparisse qualcosa fine a se stesso, in pratica volevo introdurre la sintassi musicale tonale, partendo dalle prime forme di cadenza, od almeno quello che credo aver capito.

In effetti l'argomento non è molto semplice e spesso mi accade che scrivere mi aiuta a chiarirmi
le idee e confrontarmi con i miei dubbi.

Ti propongo questo piccolo paragone lingustico, mi scuso per la sua semplicità e per eventuali
imprecisioni.

Sintassi deriva da syn-insieme e taxi-ordine

http://www.etimo.it/?term=sintassi&find=Cerca


Se io dico: -io suono-, questa espressione ha la solita sintassi dell'espressione -tu suoni-, abbiamo un soggetto ed un verbo.
Se trosponiamo il tutto a livello musicale e suono la successione I-IV-V-I di una scala maggiore
(sia a livello di semplici note sia con armonie di triadi) mi pare di notare che essa non rappresenta una sintassi unitaria, essa esprime due sintassi uguali I-IV (io suono) e V-I (tu suoni), esistono due soggetti e due verbi, nell'esempio musicale due dominanti e due toniche.

Quindi il collegamento IV-V non esprime una sintassi, ma collega due espressioni indipendenti e
compiute.

La sensazione psicologica è la stessa in quanto sono gli stessi i rapporti matematici, quindi le

attrazioni tonali.

Quindi la successione I-IV-V-I contraddice il senso tonale unico, una sintassi unica. Il movimento tonale unico in un movimento complesso penso che si possa individuare in questa sintassi II-V-I, dove si ha l'unione di due tetracordi per -congiunzione- II-V; V-I e non per (disgiunzione) I-IV più V-I. Infatti la successione II-V non esprime una affermazione tonale per
la mancanza della sensibile tonale, mentre la successione V-I afferma la tonalità, ed il V grado
quale collegamento dei due tetracordi esprime esplicitamente la funzione di dominante del
movimento complessivo.

A me tutto questo mi convince, non semplicemente come calcolo matematico ma proprio come
sensazione uditiva e psicologica.

Spero di essere stato chiaro e non troppo prolisso.

ciao








utente anonimo
#1  
01:52, 09 agosto, 2006

Scusa, partiamo dal presupposto che sono un perfetto ignorante che nn sa nemmeno leggere le note su uno spartito (John Lennon docet)...
ma con tutto questo tuo ragionamento cosa vuoi dire?E' solo un tentativo di chiamare qualcosa che di per se ha da sempre una sua verità con un altro nome o c'è di più? Credo che ogni tanto sia utile nn tralasciare i significati psicologici della musica, che di per se è un linguaggio, un linguaggio perfetto fondato su precisi rapporti matematici, che tanto ben si sposano e hanno assai significato per i nostri orecchi (almeno così' credo anche se è tutto da dimostrare)...mi viene in mente Chomsky, un linguista che ha proposto un ottimo sistema di grammatica generativa utilizzando un sistema ad albero per spiegare qualsiasi enunciato prodotto dall'uomo...se chiamassimo "sintagma nominale" il "sintagma verbale" e viceversa ma entrambi mantenessero la stessa gerarchia e importanza cosa cambierebbe? Con questo volevo solo fare una osservazione costruttiva (e probabilmente chiedere chiarimenti perchè nn ho capito) Ciao!
utente anonimo

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