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Commenti
#7  
16:46, 18 novembre, 2006

Kapuscinskij Terzani e Ryszard con i loro ritratti mi hanno aiutata a comprendere meglio panorami lontani, realtà che non spesso compaiono sui media come il libro che sto leggendo ora di
Gabriel García Márquez- Periodismo Militante
sono rimasta intrappolata dal ritmo giornalistico rivoluzionario di un Márquez
che non conoscevo, ho incontrato personaggi sognati dal Che ai dittatori centroamericani.Grande la piccola editrice Fuoridallerotte!
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#6  
19:07, 14 novembre, 2006

E invece la sindrome esiste da pagina bianca esiste e colpisce anche quando devi scrivere cose che non ti interessano. Forse l'insormontabilità del "muro bianco" non è contemplata nel giornalismo di oggi perché non sempre si collega il cervello alla scrittura. Parlo con cognizione di causa. E con cognizione sottoscrivo i riferimenti all'amore per la storia. Ma io non ho fatto scuola di giornalismo, pensando male che fosse preferibile una laurea in lettere. Dà mille risorse, è vero, ma anche un certo spiazzamento, quando in ballo c'è il senso dello scrivere: il senso sta tutto nel mezzo, oggi. La buona scrittura entra sempre meno nel nostro lavoro, piega il collo alla più sorda rapidità. E si banalizza anche quando dovrebbe aprire gli sguardi di chi legge.
utente anonimo
#5  
15:45, 09 novembre, 2006

Il terrore che quotidianamente mi assale è proprio quello riguardo il "facile facile", riguardo il poter scrivere sempre qualcosa di insensat e di riempiendo di vuotezze pagine che sarebbero più significative completamente bianche.

Leggo e scrivo, o meglio, scriverò tutto il giorno sempre le stesse cose, con le stesse parole, con lo stesso stile e con le stesse finalità.

Mi auguro di mantenermi "sano" dopo tutto ciò, ma spero pure di poter trovare un giorno la forza e la possibilità di creare..finalmente creare..
utente anonimo
#4  
20:35, 08 novembre, 2006

Chissà, magari qualcuno, molto qualcuno, che osa c'è pure...
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#3  
15:25, 08 novembre, 2006

O.T.

Latino : un ordine diverso

pag. 24 de LA STAMPA di oggi
scaricabile da:

http://rstampa.miur.it/rassegna/rassegna.asp
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#2  
12:45, 08 novembre, 2006

Tiziano e Ryszard, entrambi senza certezze a scavare nella storia dei luoghi in cui viaggiano. L'autoritratto di Kapuscinskij è "solo" una raccolta di interviste (che dà l'idea). Per scoprire la sua scrittura (cosa che lei credo desideri) legga i suoi bellissimi "Ebano" -Africa- e "Imperium". Quest'ultimo si apre con una descrizione magistrale del concetto di frontiera. (volevo contraccambiare, "L'altrui mestiere" mi ha tenuto compagnia nel mio ultimo viaggio :-)
utente anonimo
#1  
22:43, 07 novembre, 2006

La sindrome da pagina bianca per un giornalista non esiste, ovvio. Se la pagina bianca ti sembra un muro insormontabile, anche solo qualche volta, non puoi fare il giornalista.

Ciao, Fabio.

utente anonimo

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