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Commenti
#4  
09:48, 19 novembre, 2006

Esiste il diritto a non essere curati eh: basta un notaio. Il notaio farà fede in ogni momento che un tempo imprecisato precedentemente, cioè quando eri sicuramente nel pieno delle tue facoltà psicofisiche, tu hai dichiarato di non voler subire un certo tipo di cure.

Se uno si carica della responsabilità e firma quello che deve firmare, i medici non possono farti niente.

Il fatto che poi in realtà praticamente tutti (non ho ancora sentito di qualcuno che non l'abbia fatto) amino talmente tanto la vita da voler stare ancora sulla terra, sono magari disposti a qualche umiliazione per stare ancora qui, sempre qui.

Io sono dell'idea che sia un diritto potersi far curare fino all'ultimo, come poter smettere di farsi curare.

O no? Magari no in effetti... :P
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#3  
20:21, 18 novembre, 2006

è buffo, io e te ci conosciamo a che se non so chi tu sia precisamente.

io Lely (eleonora) la conoscevo da quando avevano 3 anni. abbiamo fatto asilo, elementari e medie insieme. dal momento che ci conosciamo non devi scusarti per esserti inserito nella conversazione, anche perchè forse quello di cui ho davvero bisogno è di leggere parole come quelle che mi hai scritto, che mi possano restituire un pò di ottimismo.
Ognuno ha diritto a combattere la sua battaglia ed è giusto che per questo ci siano i migliori ospedali e dottori. Ciò che dico è semplicemente che così come ognuno dovrebbe avere diritto di continuare a combattere (con le conseguenze fisiche e psicologiche che questo può comportare, tra cui la conseguienza più felice, cioè la guarigione), dovremmo anche avere diritto di decidere quando non combattere affatto, prendere le nostre decisioni, ed andarcene quando pensiamo di essere arrivati al momento più opportuno.
Io ti ammiro molto per quello che hai scritto e davvero di ti ringrazio per avermi raccontato la tua storia. Sei stato molto coraggioso ad affrontare la tua malattia. Io non credo che ne sarei capace, come ho scritto nel post, penso che preferirei andarmene prima di iniziare una difficile trafila di esami e operazioni. Non ce la farei mai a vedere gli occhi di chi mi ama sempre lucidi. E' vero, magari curandomi guarirei, ma può essere anche che io patisca senza ottenere altro che tempo per soffire di più. abbiamo tutti un limite. per alcuni è imposto dalla natura ed in alcuni casi si può procrastinare. io il mio limite voglio essere in grado di riconoscerlo prima di risparmiare sofferenza ad altri.
Mio nonno è mancato il giorno prima del mio orale di maturità. Per tutto il mese precedente ho visto mia madre farsi non so quanti chilometri al giorno, non dormire mai, piangere con me. Inultile dire che io non stavo diversamente. Sono sicura che lui avrebbe preferito andarsene con ancora il rispetto per se stesso, piuttosto che iniziare a combattere una guerra che lo ha portato a predere la propria dignità (sono parole sue).
Spero che la medicina possa davvero migliorare la vita di tanti, portare guarigione e momenti di felicità a chi desidera continuare il proprio percorso. Ma io la penso come mio nonno. La morte è parte della vita e preferisco morire prima con ancora la mia dignità, piuttosto che dopo sofferenze mie e di chi amo. Il rischio è di andarsene quando ci sarebbe ancora stato qualcosa da fare, quando magari la medicina, dopo le sofferenze, avrebbe potuto darmi un nuovo inizio, ma viste le esperienze che ho conosciuto in prima persona mi riservo di essere realista e correre il rischio che la mia decisione comporta.
Un abbraccio

S.
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#2  
18:03, 18 novembre, 2006

Mi spiace intromettermi così nel blog di chi nemmeno mi conosce, ma devo dire la mia...

Ti posso dire direttamente che senza la medicina io sarei morto, ma morto morto proprio. A dieci anni mi è stato riscontrato un tumore che mi aveva invaso mezzo addome, e i medici tra taglizzamenti e chemioterapie mi hanno fatto guarire, anche se tra sofferenze notevoli (ed ero probabilmente tra quelli che soffrivano meno là dentro). Qualche anno più tardi (quattro anni fa dire, se non sbaglio), ad una mia amica e compagna di classe, più compagna di classe che amica a dire il vero, è stata diagnosticata la leucemia. Ha combattuto per moltissimi mesi, quasi uscendone vittoriosa, ma purtroppo alla fine per complicazioni di complicazioni di complicazioni, non ce l'ha fatta: ci ha lasciati per crisi respiratoria. Non penso che i suoi genitori odino i dottori perchè hanno fatto morire di crisi respiratoria loro figlia, ne tantomeno Eleonora stessa penso che li odi, anzi volesse loro bene perchè provavano a donarle un po' di vita.

Io, che senza medicina sarei morto da circa sette/otto anni, la ringrazio di avermi dato la possibilità di vivere pressochè normalmente ancora molti e molti anni della mia vita.

=)
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#1  
20:18, 17 novembre, 2006

Siamo onesti,da "figlio di", "nipote di", e aspirante (avessi passato il test --__--") medico, sono di parte. Non so perchè tu scriva queste cose. Magari una brutta esperienza, magari sfiducia generica...so che la medicina ha salvato la vita a molte persone che ora possono continuare a viverla in modo felice e che magari ora la apprezzano mille volte di più. So che alcuni medici (che non sono tutti perfetti ANZI, ma in fondo sono PERSONE) lottano ogni giorno per salvare o migliorare vite del prossimo con uno stipendio da fame e orari che uccidono la vita sociale. So che a volte donano speranza. Che PUO' rivelarsi un illusione, ma che è tutto ciò che i cari di un ammalato hanno a volte e che non vogliono perdere. Sono favorevolissimo all'eutanasia e ABORRO l'accanimento terapeutico. Ma SO non si può dire alla famiglia di un bambino col cuore malato "Dovete sperare che abbia vissuto una bella vita fin'ora." Un bambino che guarisce da una malattia pesante e che può vivere una vita serena non "ruba" tempo, ottiene solo quello che gli spetta.
Credo in un Dio e credo che non sia la medicina ad impedirgli di porre fine ad una vita, se lo vuole, anzi, credo che faccia parte delle sue tante e famose ''misteriose vie'' affidare la vita di qualcuno nelle mani di qualcun'altro (per rispondere a chi sostiene che curare qualcuno è mettersi contro quel Dio).
Io ho fiducia nella medicina Sà. Ha restituito a molte persone i propri cari e ha dato speranza, che, a volte, è tutto ciò che ci rimane. A volte, avere più flebo che vene, ci permette di non abbandonare questa misteriosa, ma pur sempre fantastica vita e di imparare a conoscerne il suo valore.

Un bacio.
Hasta Luego. ^_^
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