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Commenti
#7
20:57, 21 novembre, 2006
....Perchè andare a lavorare è andare a "travajare" pensando al lavoro che si dovrà fare ;+))).
Tra le altre cose tutto sto gran guardare di nudo sta creando non pochi problemi alle giovani generazioni che, intossicate dal dilagare del patinato virtuale "per soli adulti", quando provano a confrontarsi col mondo che gli ruota attorno rimango pressappoco sullo svogliato/deluso.
In fondo ogni immagine nasconde sotto sotto la propria intimità. Immagine che il più delle volte coincide con quella dell'artista. Questo perchè quando decide di rappresentare/fotografare la propria idea di immagine lo fa mettendo a nudo anche se stesso.
E, poi, ci sono foto che riescono a svelare il loro senso erotico senza mostrare un millimetro quadrato di pelle.
Cordialmente
Giòeco
gioeco
#6
18:55, 21 novembre, 2006
in giro(blog e altro ciarpame da rete) in effetti non c'è un gran ragionare...non che il mio spazio sia l'Accademia della crusca....l'alternativa nevrotica a Terzani o che....è il mio diario...e mi stupisce oggi come oggi sapere che c'è chi lo legge prima di iniziar a lavorare in ufficio o altro....e aggiungo che per esser un fotografo, volutamente non posto del nudo dichiarato....perchè desidero che chi mi trova, legge e ritorna lo faccia per il piacere della parola...delle immagini che utilizzo...le tette ce le guardiamo altrove...tanto abbondano......no???
albertoterrile
#5
18:08, 21 novembre, 2006
Quando mi scopro ai piedi di una nuova sorgente di pensieri la prima sensazione che provo è fatta di stupore, la seconda è colma della necessità di intervenire/apprendere, la terza si accosta alla mia paura di sempre: di essere di troppo o di troppo strafare tanto da sembrare nullafacente al di fuori di questo mondo virtuale.
Mi guardo intorno e quando scopro che, in giro, c'è poca propensione a ragionare, a "discutere" in maniera costruttiva, insomma ad esercitarsi nei pensieri scritti e parlati, lo scoramento che mi pervade è immenso.
Perchè sento che ragionare, per me, è riuscire a superare quel piattume di fango che, quotidianamente si attesta lungo la linea della collettiva intelligenza. tutto ciò con l'obiettivo di attirarla sul fondo.
Cordialmente
Giòeco
gioeco
#4
17:52, 21 novembre, 2006
....nel mio esser democratico (ma titolare del blog)....starebbe forse a me dire se Gioeco scrive troppo o poco...al di là dei fruitori di questo mio spazio. Credo che sia nelle corde di ognuno intervenire e dire ciò che pensa e nella quantità e qualità che gli è propria...aprendo un pensiero a differenti pluralità....pertanto Welcome Gioeco grande fan di Corrado e "persona squisita" (C.R dixit).
albertoterrile
#3
14:33, 21 novembre, 2006
Come scrive "Tiziano Ferro" nel suo ultimo lavoro ;+) accomunando il pensiero di tutti quelli che non hanno voce solo perchè non sono conosciuti "non ho paura della morte ma solo di morire adesso".
Cordialmente
Giòeco
N.B: vi basterà scrivere che intervengo troppo e smetterò subito di farlo.
utente anonimo
#2
14:04, 21 novembre, 2006
La morte è solo un altro aspetto della vita, così come lo sono la nascita e la vecchiaia...
Bella l'immagine della morte come un cambio di domicilio...in effetti è così.
La paura della morte ha tarpato le ali della mia vita fino a quando non l'ho affrontata parlandone e vivendola con la perdita di affetti cari e accompagnando coloro che sono stati avvicinati da lei e poi lasciati ancora vivere...così ho capito che solo affrontando la paura della morte posso sconfiggerla o quantomeno renderla meno pesante.
Ciao
suryamukhi
#1
20:38, 20 novembre, 2006
"La grande fuga" ?
La mia personale trasformazione d'energia.
Nato solo morirò in compagnia ....della mia personale esperienza, con tutto quello che avrò vissuto, amato, patito e naturalmente visto.
(nessuno è capace di insrire nel cervello una pen drive per salvare i contenuti ?)
Una volta la morte mi ha intravisto, si è accostata, fermata, mi ha persino annusato.
Ricordo di quei frangenti quel suo scrutarmi lungamente, lentamente.
Stranamente, poi, se è andata, risparmiando la mia vita.
Da allora mi domando il motivo.
Un motivo deve pur esserci !!!!
Un motivo che, col passare del tempo, mi ha spinto a credere
in un qualcosa di esistente sotto altra forma e che può continuare e continua a comunicare con me ed attraverso i sogni della mia famiglia.
Ecco che secondo il mio personalissimo punto di vista: "Ciò che sta "al di là del ponte" è solo un problema di prospettiva": una sempre diversa per ciascuno. [Giòeco;+)]
Personalmente, al momento, l'altro domicilio ha il volto di mio padre.
Cordialmente
Giòeco
gioeco
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